
di PINA RIZZO*
Fiumi di inchiostro si stanno sprecando su un tema che ormai è diventato un’ossessione per i tre Consiglieri di minoranza di Chiaravalle Centrale Foti- Maida- Rauti: Il Polo Museale del Convento dei Padri Cappuccini.
Penso, e ne sono fermamente convinta, che nessuno di loro conosca i luoghi di cui tanto dissertano.
Tanto per essere rispettosi di chi la sala “Padre Consolato” la frequenta, compresi parenti prossimi dei tre Consiglieri, gli eventi culturali che sono stati organizzati fino ad ora hanno visto un luogo affollato e con grande soddisfazione sia dei Frati che di chi quel progetto lo ha promosso.
Il “buon seminatore” Foti dirà sicuramente “l’ho voluto io!!”.
Neanche per sogno!! Conosce bene, da bravo spettatore, l’impegno ed il lavoro svolto da chi ha voluto e intrattenuto i rapporti con gli uffici della Regione Calabria (il Sindaco Donato) fino al raggiungimento dell’obiettivo: un finanziamento di 400.000 euro che viene gridato dal Foti ai quattro venti quasi come per rivendicarne il merito.
Veniamo al Museo della Civiltà Contadina ed Artigiana.
Il Consigliere Foti, allora titolare di delega ai Lavori Pubblici, avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione ai lavori eseguiti rispetto a quelli previsti dal progetto.
Per dovere di precisione occorre ricordare che il Museo è dislocato su due piani, al piano terra vi sono due stanze che accolgono gli attrezzi dell’arte contadina e dei mestieri, ed al piano superiore settestanze con esposizione di elementi di vita domestica e di telai per la tessitura. “Nella progettazione degli interventi particolare attenzione è stata prestata alla fruizione degli spazi e dei servizi da parte delle persone con disabilità, mediante l’abbattimento delle barriere “fisiche””. Così recitava il progetto esecutivo.
Peccato che l’allora delegato ai Lavori Pubblici non si sia accorto che l’unica barriera architettonica che è stata eliminata è quella dei servizi e che l’ostacolo principale rimane, cioè la scala, l’unico mezzo di collegamento tra i due piani. E la fruizione da parte di persone con disabilità? Impossibile! Gli unici due interventi realizzati, oltre ai servizi: l’adeguamento dell’impianto elettrico e la sostituzione degli infissi. E il “rifacimento della tinteggiatura delle parti interne, mediante la rimozione della pittura murale esistente e nuova tinteggiatura con idropittura idrorepellente e trasparente” (vedi progetto)?? Nulla! Infine, dalla posizione privilegiata da cui il Foti vedrebbe la “sala chiusa”, non si è accorto della scalinata esterna completamente buia? Eppure era prevista la collocazione di strisce LED segna passo lungo l’intradosso dei bordi dei gradini. Mi sembra che le distrazioni siano state tante e che forse sarebbe il caso di smettere di abbaiare alla Luna. L’Amministrazione Comunale, nel rispetto reciproco dei ruoli istituzionali, ha intrapreso un’interlocuzione con i Padri Cappuccini per trovare una soluzione, laddove sia possibile data la necessità di risorse finanziarie, per sanare queste gravi mancanze, ma sicuramente tenendo presente che il Polo Culturale non è proprietà del Comune di Chiaravalle Centrale, e che pensare di gestirlo a proprio piacimento sarebbe oltraggioso nei confronti di un’Istituzione Ecclesiastica dotata di una sua autonomia.
Dunque tutto questo cancan di scritti e di parole fa parte di un preciso calcolo: sollevare polveroni per nascondere responsabilità.
Maida e Rauti? Solo seguaci passivi in una lotta contro i mulini a vento.
* Assessore Alla Cultura e Istruzione e Vicesindaco del Comune di Chiaravalle
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