Gemellaggio fra le arcidiocesi di Catanzaro e Ravenna

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  29 novembre 2025 19:02

 
Nella mattinata di oggi - sabato 29 - nel Duomo di Squillace, una solenne cerimonia ha formalizzato il gemellaggio tra due arcidiocesi accomunate da una storia ricca di fede e cultura, e, dalla presenza del celebre Flavio Magno Aurelio CassiodoroSi tratta delle arcidiocesi di Catanzaro-Squillace e di Ravenna-Cervia presenti all’evento con le loro guide: Claudio Maniago, dal 2021 arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace e Lorenzo Ghizzoni dal 2012 arcivescovo metropolita di Ravenna-Cervia.
 
Cassidoro infatti nacque a Squillace attorno al 48,5 qui venendo avviato dal padre alla carriera pubblica e qui tornò settantenne, fondandovi il monastero di Vivarium, dove si ritirò continuando i suoi studi. A Ravenna invece, dove si era trasferito da giovane, fu alla corte dei Goti circa quarant’anni con Teodorico il Grande, con la figlia reggente Amalasunta, quindi con i successori fino a Vitige: allontanandosene  attorno al 554, caduto il sogno di una conciliazione fra germanesimo e romanità, per proseguire appunto il suo impegno nei luoghi delle sue radici.
 
Una figura tutta da scoprire o riscoprire quella di Cassiodoro, specie per il suo ingegno. Politico, biblista, letterato, diplomatico, musicologo, imprenditore, fu monaco e fondatore di monasteri. E per lui, a secoli di distanza, è stata aperta persino la causa di beatificazione
 
Dopo un momento di preghiera la cerimonia odierna ha preso avvio con letture significative di testi cassiodorei, Davanti all'altare i due arcivescovi Ghizzoni e Maniago. In mezzo a loro,, don Antonio Tarzia, sacerdote paolino, scrittore, già direttore di "Jesus" e delle Edizioni San Paolo, al quale si deve in Italia, da cinquant'anni la chiamata generale alla riscoperta dell'eredità cassiodorea. Lui, oggi ottantacinquenne, originario di Amaroni, una vita fra Alba, Milano e Roma, e tanti viaggi per il mondo, a presiedere l'associazione fondata  circa vent'anni fa con alcuni amici conterranei, che oltre a promuovere eventi dalla duplica valenza religiosa e cultuale, li unisce a iniziative in ambito sociale nelle case circondariali, negli ospedali, ecc, mai dimenticando la mission della sua congregazionefondata dal beato Giacomo Alberione.
 
L' evento di questa mattina condotto da Domenico Gareri e intervallato da momenti musicali curati da musicisti del Conservatorio di Catanzaro, ha visto -particolarmente apprezzati- gli interventi dell'arivescovo Maniago che,riferendosi a Cassiodoro ha parlato della "freschezza e modernità di un uomo di Dio", descrivendo il gemellaggio come"un ulteriore segno di unità" fra due diocesi già fraternamente unite dallo stesso statuto, ovvero il Vangelo. 
 
Nel segno di Cassiodoro come "uomo di relazioni e dialogo", l'intervento dell'arcivescovo Ghizzoni che dopo un rapido excursus storio sul periodo ravennate ha indicato la possibilità di rendere attuale il lascito cassiodoreo, per il suo ruolo di testimone di fede e di pace, non senza un accenno al  viaggio in corso di Papa Leone XIV in Turchia, a Istanbul, l'antica Costantinopoli dove pure Cassiodoro trascorse un periodo della sua vita.
 
Il gemellaggio siglato a Squillace ha costituito anche l'occasione per ascoltare un rilevante contributo sul rapporto di Cassiodoro con i luoghi delle origini, offerto dal vescovo emerito di Oppido Mamertina-Palmi, monsignor Francesco Milito, e, soprattutto per il conferimento dei alcuni Premi e riconoscimenti da parte dell' "Associazione Cassiodoro il Grande". Insieme a mons. Ghizzoni e mons. Maniago, sono stati premiati mons. Angelo Raffaele Panzetta, arcivescovo di Lecce (trattenuto da impegni sopraggiunti e non presente), mons. Francesco Oliva, vescovo di Locri-Gerace. Con loro premiati anche il prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa (già prefetto proprio di Ravenna), il Superiore Provinciale della Società San Paolo don Roberto Ponti(giornalista, a lungo missionario in Congo) e l’architetto catanzarese Cosimo Griffo. Infine, targhe al merito - opere firmate dall'orafo dei pontefici, Michele Affidato- sono state date nel ricordo del Cassiodoro imprenditore e non solo di cultura-  a importanti realtà imprenditoriali legate al territorio, ma ben note in tutto il mondo: leFamiglie CaffoCallipoDedoniSanto Versace.
 
Alla conclusione della cerimonia sono stati  formalizzati reciproci impegni fra l'associazione cassiodorea ed i sindaci di Squillace e Stalettì: Vincenzo Zofrea e Mario Gentile. Scopo del “patto”, i una collaborazione sempre più stretta nel divulgare l’eredità  del grande "umanista", accompagnata da una valorizzazione delle preziose testimonianze  presenti sul territorio sulla quale ha insistito l'architetto Griffo auspicando la massima collaborazione tra istituzioni. Cassiodoro insomma, è tornato sotto i riflettori. Alla sua riscoperta gioverà anche l' impegno del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana. Proprio a questa importante realtà accademica si deve il "Vivarium Project" , una missione archeologicain corso, in convenzione con l'arcidiocesi di Catanzaro-Squillace. Finalizzata soprattutto alla conservazione del patrimonio materiale e immateriale dell'antica Scolacium anche attraverso la riscoperta dei luoghi cassiodorei.


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