
di GAETANO MARCO GIAIMO
Un importante momento di dibattito su un tema di scottante attualità è stato vissuto questo pomeriggio al PM Hotel di Catanzaro, in Località Germaneto: grazie all'impegno dell'Aps Insieme per Copanello e del Rotary Club Soverato, con la sponsorizzazione di Guzzo Rappresentanze, ha preso vita il seminario "Gestione e prevenzione del rischio costiero: strategie di adattamento ai cambiamenti climatici". Nel corso del confronto, rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e degli ordini professionali hanno avuto modo di analizzare le criticità attuali e future legate al rischio costiero in linea con una visione integrata e sostenibile della gestione delle coste.

Moderatore di giornata è stato il giornalista Francesco Paravati, che ha voluto citare Corrado Alvaro nel dire che "la Calabria dà sempre l'impressione di essere una terra pericolante, in continua riparazione". Ad introdurre invece il convegno sono stati i due organizzatori: Danilo Sorrenti, presidente di Insieme per Copanello, ha voluto ricordare la genesi di questa iniziativa, definita "un'idea nata quando, nei primi giorni di gennaio, un evento anomalo portò alla scomparsa di una parte di litorale nel mio comune; oggi cerchiamo risposte dalla qualità di relatori a questo tavolo per capire le cause di questi fenomeni e quello che si può fare nel futuro immediato"; Vincenzo Ferrari, alla guida del Rotary Club Soverato, si è soffermato su come "l'erosione costiera si riflette sulla parte economica e sociale di tutta la regione, serve una tutela della costa".
Non sono mancati gli interventi della parte istituzionale, a iniziare dal Viceprefetto di Catanzaro, Alessandro Mellace, che ha ribadito l'importanza di momenti di confronto come questi. Il Vice Presidente della Regione Calabria, nonché assessore con delega alla Difesa del Suolo, Filippo Mancuso, non ha fatto mancare la sua presenza: "Con la creazione di questo dipartimento, si è potuta vedere la lungimiranza del Presidente Occhiuto. Il dissesto idrogeologico in linea generale interessa tutto il nostro territorio. I nostri comuni sono carenti per quanto riguarda gli strumenti urbanistici; ora ci troviamo in uno stato di emergenza ma negli ultimi 4 anni si è operato il triplo di quanto si è fatto nei 10 anni precedenti". Mancuso ha voluto sottolineare come tramite l'Autorità di Bacino si potrà procedere a un nuovo Master Plan per comprendere meglio la situazione del suolo regionale, semplificando le procedure per tutto l'apparato burocratico. A fargli seguito è stato il Consigliere Regionale Ernesto Alecci, che ha voluto esprimere un monito verso la politica, che ha "il ruolo e il compito di trovare le risorse per questi interventi, individuare le professionalità migliori in modo meritocratico e non clientelare e mettere in fila gli interventi in base alle priorità". Dopo aver ricordato l'ottimo lavoro effettuato a Soverato con una programmazione che si è dimostrata lungimirante, la parola è passata ai rappresentanti degli ordini professionali.
Giovanni Andiloro, Presidente dell'Ordine dei Geologi regionale, si è soffermato su come "gli strumenti di pianificazione devono integrarsi all'unità fisiografica del bacino, pianificando in modo adattivo per stare al passo con l'evoluzione". Il Presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Catanzaro, Gerlando Cuffaro, ha ribadito l'impegno dei suoi iscritti a dare il proprio contributo, collaborando con le istituzioni nonostante le "discrasie che si sono create, col nuovo Piano Regionale, tra zone disponibili per l'edificazione e vincoli che potrebbero portare a una zona d'ombra che rischia di perdurare nel tempo". L'omologo per quanto riguarda l'Ordine degli Architetti, Eros Corapi, ha avvertito sulla necessità di "una presa di coscienza dei tecnici, che devono effettuare un cambio di paradigma affinché ci si ricordi di lavorare al servizio della comunità per far sì che tra 20-30 anni non servano più convegni come questo". Dopo due brevi interventi di Rosario Failla di Guzzo Rappresentanze e Mattia Marchetti di Maccaferri Italia, che hanno illustrato la struttura delle proprie aziende, si è entrati nella parte più tecnica della giornata.
Il Professore Francesco Aristodemo, Docente Unical, Dipartimento di Ingegneria Civile, si è soffermato sulle metodologie per l'analisi delle coste in un clima che cambia: partendo dalla descrizione dei fenomeni legati ai cicloni Harry e Nils, il professore ha poi spiegato come si studiano alcuni parametri per difendere le coste, come si riproduce il moto ondoso e quali sono gli strumenti utilizzati, tra approcci a breve o a lungo termine. L'Ingegnere Meccanico Leopoldo Rossi ha invece illustrato casi studio di opere di difesa costiera classiche e innovative, comparandole e dando esempi di come, adottando una combinazione di "Nature-based Solutions", soluzioni a base naturale, si possa cercare di abbattere i costi, la manutenzione e l'impatto ambientale. L'Ingegnere Idraulico e Progettista Marino Maurizio Benvenuto ha invece parlato dell'unità fisiografica Punta Stilo-Copanello, che ha visto i suoi territori rimanere praticamente illesi dal passaggio del ciclone Harry: dopo un excursus storico, mostrando anche come alcune pratiche abbiano portato al recupero di diversi metri di spiaggia nel corso del tempo tramite l'eliminazione dei muri paraonde, Benvenuto ha ricordato che "Il mare è il committente più esigente: non dorme mai, per questo le difese costiere si costruiscono per assecondarlo".
L'intervento conclusivo è stato affidato all'Ingegnere Pierluigi Mancuso, membro del Dipartimento per la Difesa del Suolo e la Tutela Idrogeologica della Regione Calabria: Mancuso ha rielaborato pianificazione, programmazione e attuazione degli interventi per la difesa e il ripristino delle spiagge, partendo dal 2001 e arrivando fino ai giorni nostri assieme a quali sono i prossimi passi che il Dipartimento intende muovere rilanciando un tavolo regionale, mostrando attenzione verso politiche partecipate, potenziando gli uffici competenti e collaborando con l'Autorità di Bacino distrettuale. La missione è quella di adattarsi ai cambiamenti climatici e arrivare a una proposta di legge regionale per il ripascimento stagionale da parte dei privati.
Dopo qualche domanda dal pubblico, Paravati ha chiuso l'incontro ribadendo che "il futuro dipende da voi, siete capaci di svolgere questo compito importante". Le aree costiere rappresentano uno degli ambienti più vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici, in quanto luoghi di interazione dinamica tra sistemi naturali e attività antropiche. In una regione come la nostra, caratterizzata da una fascia costiera molto estesa e da una forte connessione tra mare e insediamenti umani, il tema di questo convegno assume un'importanza ancora maggiore e ci si auspica che in futuro si possa dar vita a molte altre iniziative come questa che coinvolgano tutti gli attori in gioco per la salvaguardia del nostro splendido patrimonio naturale. L'evento si è svolto con il patrocinio della Regione Calabria, del Dipartimento di Ingegneria Civile dell'Università della Calabria, degli Ordini dei Geologi e degli Ingegneri.
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