
Molti hanno guardato agli esiti elettorali a Reggio e Crotone, i 'feticisti' della politica anche a quelli dei ballottaggi di San Giovanni in Fiore e Castrovillari. Alle latitudini catanzaresi, si sta ufficialmente innalzando la temperatura in vista del voto che si celebrerà fra un anno. Sì, detta in altri termini, sono iniziati i grandi movimenti. Sì, detta in altre parole, sta carburando la campagna elettorale per la conquista del Capoluogo di Regione. Avviso per i naviganti. Le amministrative catanzaresi saranno 'precedute' dalle elezioni del presidente della Provincia e saranno poco prima (o, al massimo contestuali, dipende da Meloni) con le Nazionali. E' evidente che appuntamenti di tale portata condizioneranno i posizionamenti e le scelte sui 'Tre Colli'. Nel senso che, nella logica 'fisiologica' della spartizione, da una parte e dall'altra, deve essere trovata una quadra. Se una cosa tocca a te, l'altra toccherà a me. Questa la legge del 'taglione' che si prospetta dovrebbe essere applicata, vista la vicinanza delle competizioni.
Naturalmente, nessuno sta con le mani in mano e cominciano i calcoli. Più che ideali, numerici. Che rispondono a una sola impellenza: quante probabilità avrò di essere eletto? O, per altri, come posso trovare un contenitore politico per 'contare' qualcosa? Nella seconda fattispecie, rientra la mossa del politico più influente di Catanzaro dell'ultimo quarto di secolo: Mimmo Tallini. Le tessere per il partito di Vannacci si vociferano da tempo, così come ci si aspettava la sua presenza alla convention di Sasso (evento in cui ha lasciato il proscenio ad Andrea Amendola), ma il punto è che Mimmo c'è ed è con Futuro Nazionale. Appunto, nell'ottica di dare, per l'ennesima volta, la sua zampata sulle Comunali, a partire dall'appoggio al 'nuovo' comitato pro- ospedale Pugliese. Dopo aver appoggiato Betty Aiello, prima dei non eletti in Forza Italia (e poi nel CdA di Sacal) alle ultime Regionali, Tallini ha svoltato decisamente a destra. Non è detto che il partito del generale siederà al tavolo del centrodestra, ma è comunque un contenitore piuttosto attrattivo. E non si parla solo della recente adesione di Domenico Furgiuele, ma anche altri amministratori catanzaresi sono 'affascinati' dal piglio senza fronzoli di Vannacci.
Restando nel centrodestra, rimani in piedi, anche per la pervicacia della proposta, quella dell'usato sicuro. Quella del cognome più influente, assieme a Tallini, in salsa giallorossa: Sergio Abramo. L'ex pluri-sindaco, appena entrato nella segreteria regionale di Forza Italia, nemmeno troppo sottotraccia, sostiene che ci ripropeverà per l'ennesima volta, a prescindere dalle decisioni dei partiti. Stessa posizione di sei mesi addietro, proprio quando si raccoglievano le firme per mandare a casa il sindaco Fiorita. Fratelli d'Italia, al netto delle interpretazioni forzate, non per forza vuole il sindaco ma vorrà, certamente dire la sua. Leggi l'incastro con la Provincia (e Parlamento) di cui sopra. Addirittura, nelle ultime ore si fa circolare l'asso Wanda Ferro (in stile Cannizzaro, dal Parlamento al Comune di Reggio visti i sondaggi nazionali incerti delle ultime settimane). Può anche essere, ma visti i precedenti e visto il non apprezzamento fratellista per dinamiche tipiche comunali (piuttosto che con i prefetti bisogna fare i conti con grossi portatori di voti, questuanti e scontenti praticamente ogni giorno) l'opzione può essere valida ma tutta da verificare alla prova dei fatti. La suggestione non nuova di Aldo Ferrara, che c'è, ha la spinta di gruppi imprneditoriali ma deve fare i conti con quella 'prontezza amministrativa' che non appertiene a questo rispettabile profilo. E poi ci sarebbe la Lega, con Mancuso che, prima di tutto, dovrà chiarire la sua posizione in Giunta regionale. Insomma, se si votasse qui e ora, non è detto che il centrodestra andrebbe unito, nostante il suicidio 'politico' di quattro anni addietro.
Dall'altra parte, l'unità non è scontata. Francesco Pitaro è già lanciato. Fra poco più di due settimane presenterà il suo movimento di 'svolta'. Che altro non significa se non a dire: io, ci sono. Pitaro avrebbe mezze simpatie di dirigenti nazionali del Partito democratico. Ma, ovviamente, la chiave rimane: cosa farà il sindaco uscente? Fiorita, nel corso dell'ultima puntata di Catanzaro Capitale, ha detto che 'risolvendo problemi personali' (che restano tali) per realizzare il cambiamento promesso ha bisogno di un altro mandato. Quindi, in teoria anche lui c'è. E dire 'no' all'uscente è comunque difficile. Per tutti. Poi potrebbe spuntare qualche altra figura nell'alveo di Cambiavento. Magari una donna, magari una che è attualmente nella Giunta comunale.
Altra variabile poco considerata è una questione essenziale. L'anno prossimo si potrebbe votare con una legge elettorale diversa rispetto a quella attuale. In sintesi, la coalizione che prende il 40% al primo turno prende sindaco e premio di maggioranza. Ossia, nel 2022, Donato avrebbe vinto. Un altro mondo, un'altra prospettiva. Manca un anno, ma a Catanzaro i fari sono puntati su Palazzo De Nobili.
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