17º Festival Bedirkhan: Sherif Pasha, pioniere della diplomazia kurda. Bosco: "Fieri di ospitare la manifestazione"

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La presentazione del programma di tre giorni si è svolta questa mattina, presso il Complesso monumentale San Giovanni

  19 marzo 2026 20:07

di ANTONIO ARGENTIERI PIUMA

“Orgogliosi di abbracciare la manifestazione del popolo kurdo” 

Ad affermarlo è il presidente del Consiglio comunale di Catanzaro, Gianmichele Bosco, tra i relatori della conferenza stampa di presentazione del 17º Festival internazionale Bedirkhan: Sherif Pasha, pioniere della diplomazia kurda, della durata di tre giorni, svolta questa mattina presso il complesso monumentale San Giovanni.

A moderare i lavori Jasim Khoshnaw, presidente del Comitato preparatorio del Festival che si è occupato anche della presentazione del busto – scultura del generale Sherif Pasha con la presenza dello scultore Zahir Sediq. La scultura è stata realizzata nella città di Sulaimania e sponsorizzata dallo Taha Rassul, Shaxawan Seduq, responsabile della Fondazione.

A seguire, apertura della mostra fotografica di Muhammed Fatah e Salih Majar, presentazione di due libri su due artisti kurdi.

 

“Nel 2012 – dichiara il presidente del Consiglio - ci fu a Catanzaro una iniziativa che voleva evidenziare la fierezza di un popolo che si trova purtroppo tra quattro stati: Siria, Iran, Iraq e Turchia, attraverso un atto di resistenza che si è ripetuto nel tempo. In quell’occasione – ricorda Bosco - una parte del popolo catanzarese abbracciò quella forma di resistenza per la fierezza del popolo kurdo. 

Poi dice: “Quando Jasim Khoshnaw venne da noi a rappresentare che nel cimitero di Catanzaro c’è la tomba di un generale kurdo per una sorta di vicinanza al popolo kurdo abbiamo accolto favorevolmente questa iniziativa e ci siamo messi a lavorare affinché si potesse dare il giusto significato anche grazie al lavoro di ricerca di Nando Castagna. È giusto evidenziare in un’epoca come questa in cui vengono violate le norme del diritto internazionale e il principio di autodeterminazione dei popoli che accogliamo il diritto alla pace, alla resistenza, al riconoscimento dei popoli e infatti ogni anno a settembre facciamo la festa dei popoli dove tutti i popoli e non i governi si abbracciano attraverso le loro espressioni. Per questo motivo che Catanzaro abbraccia con orgoglio e felicità questa manifestazione del popolo kurdo sollecitando un continuo rapporto con il popolo medesimo e suoi rappresentanti”.

Dal canto suo, Donatella Monteverdi, assessore alla Cultura del Comune di Catanzaro ribadisce che “mai come ora questa iniziativa assume un valore particolare, primo per Sherif Pasha che ha insegnato la lezione della diplomazia. Dovremmo farne tesoro in un momento difficile che per voi kurdi dura da troppo tempo. Spero che sia utile che anche una città di provincia riesca a mettere in campo un dibattito su questi temi. Le regole non sono universali e non si possono mantenere a lungo, ma se i popoli credono in determinate regole si devono sforzare di parlare con i governanti per mantenerle o trovarne delle altre. Le regole sono figlie della storia e se oggi è ancora giusto affermare questi valori dell’autogoverno e della democrazia allora tutti ci dobbiamo impegnare perché ciò avvenga per non lasciare che il mondo finisca nelle mani dei singoli che lo stanno distruggendo”.

Mentre, Nando Castagna, giornalista e storico di Catanzaro ricorda che nel 2018 pubblicò “un articolo sulla tomba di Sherif Pasha. Vi assicuro che i cimiteri sono una inesauribile fonte di ricerca storica – osserva il giornalista -. Quattro anni dopo vengo contattato dal Comune di Catanzaro che mi riferì che mi cercava un giornalista turco. Dopo una settimana questo giornalista venne a Catanzaro con la famiglia per visitare il cimitero. Capisco l’importanza per i kurdi e per Catanzaro del ritrovamento di questa tomba perché sono sempre stato vicino alle minoranze”. 

E conclude: “Oggi siamo qui per rinnovare questa vicinanza al popolo Kurdo che conta 35milioni di cittadini divisi in quattro stati. Mi auguro che arrivi il riconoscimento dello stato Kurdo come promesso da molti anni”.
  


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