
In occasione della Festa della Liberazione, l’ANDE richiama il valore profondo di questa ricorrenza: non solo memoria storica, ma responsabilità attiva nel presente. Le riflessioni emerse durante il Convegno Nazionale di Bari dello scorso 23 Aprile – “La persona al centro del nuovo ordine mondiale” – riecheggiano oggi con maggiore urgenza. Viviamo una fase storica segnata da instabilità crescente: conflitti diffusi, crisi del multilateralismo, indebolimento delle regole internazionali. Quello che per decenni è sembrato un percorso lineare verso democrazia, diritti e benessere si è incrinato. L’idea che il diritto e le istituzioni sovranazionali potessero garantire equilibrio appare oggi messa in discussione. In questo scenario, dominato anche da poteri tecnologici e finanziari sempre più influenti, urge una domanda: quale è lo spazio della persona? ANDE risponde con chiarezza: la persona deve tornare al centro. Non come principio astratto, ma come criterio concreto per orientare politica, economia e innovazione. Perché senza centralità della persona, la libertà stessa perde significato.
A tal proposito la Presidente Nazionale dell’ ANDE Marisa Fagà dichiara: “Il 25 Aprile ci ricorda che la libertà non nasce dal caso, ma da scelte coraggiose. E oggi, in un contesto segnato da paura e incertezza, quelle scelte devono essere rinnovate. La necessità di pervenire ad una pace giusta e duratura attraverso percorsi di concreta mediazione e interventi costruttivi della diplomazia è indispensabile.”
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