3500 anni di storia della cucina italiana: dai “sissizi” di Re Italo in Calabria al riconoscimento Unesco

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  16 luglio 2026 10:09

Non a tutti è noto che 3500 anni fa, cioè 16 generazioni prima della guerra di Troia (combattuta attorno al 1250 a. C. o più probabilmente tra il 1194 al 1184 a. C.) è esistito nell’attuale Calabria, secondo gli storici più antichi ed affidabili, un re di nome Italo che ha unificato in una sola nazione sempre più popoli indigeni con sagge leggi e con il metodo diplomatico e pacifico dei “sissizi” cioè dei pasti comuni.

Per questa sua attività aggregativa ed inclusiva, Re Italo fece nascere l’Italia come entità politica e territoriale, nonché la diplomazia, la democrazia etica e, a ben vedere, pure la eno-gastronomia, poi variamente imitato in tutto il Mediterraneo che era il mondo allora conosciuto. Non dimentichiamo, infatti, che Re Italo apparteneva agli Enotri, cioè a coloro che hanno reso “Enotria” l’antica Calabria come la prima vera “terra del vino” nella nostra Penisola! Quindi, possiamo ben affermare che con Re Italo è nata la brillante tradizione eno-gastronomica italiana, oggi famosa in tutto il mondo ed ovunque imitata.

Fu questo il primo “Made in Italy” da esportazione della nostra Storia nazionale: la cucina (sissizi), la diplomazia e la democrazia etica che altri popoli (la greca Atene in testa) trasformarono poi in “democrazia mercantile” quale abbiamo ancora adesso con tutti i suoi pregi e i suoi difetti. E, quindi, possiamo ben dire che la “cucina italiana” sia nata proprio con Re Italo 3500 anni fa circa, cioè 16 generazioni prima della guerra di Troia la quale, per l’ennesima volta, proprio oggi, giovedì 16 luglio 2026, riesordisce nei cinema con il film colossal “Odissea” del regista britannico-statunitense Christopher Nolan (Londra 30 luglio 1970). In seguito il simbolo dei sissizi fu rappresentato, a Crotone con il filosofo Pitagora (580 – 495 a.C.), con il “bue di pane” poiché si realizzò la prima vera alleanza tra l’uomo e la natura, non sacrificando alcun animale. Così furono gli inizi.

Poi, ovviamente, l’ibridazione socio-culturale ha portato, secolo dopo secolo, ad una molteplicità di caratteristiche quali molto recentemente (mercoledì 10 dicembre 2025) sono state riconosciute dall’Unesco (agenzia dell’ONU per la Cultura universale) come “Patrimonio immateriale dell’Umanità”! E’ la prima volta che accade in assoluto al mondo. E vorrà pur dire qualcosa.

L’associazione culturale informale “Calabria Prima Italia 1982”, fondata in Badolato nell’aprile 1982 dall’allora bibliotecario comunale e giornalista Domenico Lanciano, cerca di portare avanti, proprio da oltre 44 anni, questa storia e questi valori, realizzando dal solstizio d’estate del 2022 la nascita e la “Festa del nome Italia” e tutto ciò che questo significa per la Storia del nostro Paese, ma anche per la stessa Storia del Mondo come inequivocabilmente ha descritto nel 1939 la scrittrice USA Gertrude Slaughter nel suo fondamentale ed imperdibile libro “Calabria, the first Italy” che oggi può essere letto in italiano, con la traduzione di Sara Cervadoro, nella edizione del 2023 di Giuseppe Meligrana “Calabria la prima Italia”.

Inoltre, dal 20 giugno 2026 Tiriolo (il paese dei due mari in provincia di Catanzaro) ha mostrato di voler essere la sede privilegiata di questa “Calabria Prima Italia” realizzando la prima edizione della Festa dell’Istmo Prima Italia pure con il relativo prestigioso Premio che tanto promettente successo ha avuto, mirabilmente organizzato dalla Pro Loco “Terra dei Feaci” con il patrocinio del Comune e di altre presenze individuali ed associative. 


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