
Nel giorno dell’8 marzo, mentre in tutto il mondo si celebra la Giornata internazionale della donna, ad Arghillà questa ricorrenza diventa anche un momento di riflessione sul valore dell’impegno quotidiano, silenzioso e concreto di tante donne che, lontano dai riflettori, scelgono di dedicare tempo e responsabilità alla propria comunità.
Tra queste c’è anche Patrizia D’Aguì, presidente del gruppo civico Noi Siamo Arghillà – La Rinascita, che da anni, insieme a tanti cittadini e volontari del quartiere, continua a portare avanti un percorso di impegno civile e sociale per Arghillà Nord. Non si tratta di protagonismo personale, ma del tentativo – spesso faticoso – di dare voce a un territorio che per troppo tempo è rimasto ai margini del dibattito pubblico. Un impegno che nasce da una visione cristiana della vita, nella quale fede e responsabilità verso gli altri non possono essere separate.
Arghillà è un quartiere difficile, segnato da problemi strutturali e sociali che si trascinano da anni. Ma è anche un luogo che conserva un grande potenziale. Per la sua posizione geografica, per il paesaggio che lo circonda e per la sua collocazione strategica nella città di Reggio Calabria, potrebbe diventare un vero punto di forza del territorio, un quartiere capace di valorizzare le proprie risorse e diventare un fiore all’occhiello della città.
Negli ultimi mesi il gruppo civico ha richiamato più volte l’attenzione delle istituzioni sulla situazione dei Comparti 1 e 5 di Arghillà Nord, dove i residenti convivono con gravi problemi legati alla rete fognaria. In diversi casi i reflui si riversano sulle strade e, talvolta, persino all’interno delle abitazioni. Famiglie, anziani e bambini sono costretti a vivere tra cattivi odori, servizi domestici difficilmente utilizzabili e segnali evidenti di degrado degli edifici.
Non si tratta soltanto di una questione di decoro urbano, ma di una vera emergenza sanitaria e sociale che merita risposte rapide e concrete. Nonostante le segnalazioni inviate agli enti competenti, tra cui ATERP e Azienda Sanitaria Provinciale, molti residenti attendono ancora interventi risolutivi. A rendere il quadro ancora più delicato sono anche le recenti scelte relative ai fondi PINQUA, circa 14 milioni di euro destinati ad alcuni interventi nel quartiere, tra cui il completamento delle infermerie nell’area del Consorzio Ecolandia, lavori su alcune fognature e la piantumazione di alberature. Resta tuttavia esclusa la parte abitativa, proprio mentre molte famiglie vivono situazioni di forte precarietà.
«Arghillà ha bisogno di interventi strutturali e di una visione complessiva – ha osservato D’Aguì – soprattutto in un momento in cui il quartiere vive anche una forte emergenza abitativa. Le risorse pubbliche dovrebbero essere orientate a rispondere prima di tutto ai bisogni più urgenti delle persone».
Nel frattempo alcune attività di manutenzione e riqualificazione stanno avvenendo attraverso interventi che, pur contribuendo a migliorare alcune situazioni puntuali, mettono in evidenza un dato che non può passare inosservato: attività che dovrebbero rientrare nelle normali competenze dell’amministrazione pubblica finiscono spesso per essere realizzate da associazioni private attraverso fondi privati. In questo modo il rischio è che la gestione di problemi strutturali del quartiere venga progressivamente delegata al volontariato e al terzo settore, mentre il ruolo delle istituzioni pubbliche dovrebbe restare centrale nella programmazione e nella realizzazione degli interventi necessari.
Arghillà ha bisogno di politiche pubbliche chiare, di interventi strutturali e di una visione complessiva che affronti davvero le emergenze sociali, abitative e ambientali del quartiere.
In questo contesto l’8 marzo, Giornata internazionale della donna, assume ad Arghillà un significato particolare. Non è soltanto una ricorrenza simbolica, ma un momento per riconoscere il ruolo delle tante donne che ogni giorno tengono viva la comunità del quartiere: madri, lavoratrici, volontarie, cittadine che si prendono cura del territorio e delle persone più fragili. Tra queste ci sono anche le donne del gruppo civico Noi Siamo Arghillà – La Rinascita, insieme a tante altre donne del quartiere che, spesso lontano dai riflettori, dedicano tempo, energie e responsabilità alla propria comunità. Sono loro, insieme a molti altri cittadini, a dimostrare che anche nei contesti più difficili può nascere un impegno autentico per il bene comune.
Perché Arghillà non è soltanto un luogo di problemi: è anche una comunità che continua a credere nella possibilità di migliorare il proprio quartiere. E in questa giornata dedicata alle donne, il loro impegno quotidiano ricorda che la forza di una comunità nasce spesso dalla determinazione di chi sceglie di non voltarsi dall’altra parte.
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