
di MARIO NICOTERA
Donne ‘26. Scorre copioso il sangue delle donne massacrate, ma scorrono anche invano le parole che vi si oppongono. Giovani uomini, accanto ai più anziani, rivendicano sempre più il diritto di compiere ‘giustizia” con le loro mani assassine. Di quale giustizia si tratta? Quella di aver il diritto di disporre liberamente delle loro compagne, mogli, fidanzate o, anche, semplici donne appena conosciute o sconosciute. Allora, l’attenzione si deve orientare verso solo quei pochi che che pongono in essere comportamenti violenti. E’ tempo di interessarsi di loro, dei loro profili, delle loro debolezze, fragilità o - addirittura- patologie.
E’ sufficiente colpevolizzare solo le varie categorie sociologiche come maschilismo, patriarcato, disagio? Se così fosse, i delitti interesserebbero coorti di individui. Un rapporto citato da Gramellini nel suo “odoroso” caffè di ieri che offre sul Correre della Sera ogni giorno, afferma che la maggior parte dei giovani sottoposti a test sulla loro “ visione” delle donne risponde alle domande con risposte ispirate alla convinzione che le donne debbano essere considerate quasi escludivamente per le loro attitudini di “ donne di casa” , negando le loro capacità, le loro intelligenze., i loro successi in tutti i campi.
Oggi sappiamo quante di loro siano state espropriate della attribuzione dei loro meriti, per le loro scoperte scientifiche effettuate, per opere d’arte di letteratura e poesia , per imprese e missioni compiute. Molte hanno conquistato il Nobel, ma molte sono state derubate delle loro produzioni scientifiche e/ o artistiche, altre violate, derise, ristrette in manicomi o emarginate. Questi “ delitti”, oggi riconosciuti dalla Storia, non sono, tuttavia, proporzionalmente e statisticamente significativi rispetto alla moltitudine degli individui di sesso maschile che abitano il nostro pianeta.
Mentre celebro, dunque, con i miei più elevati sentimenti e con la grande stima e rispetto che riconosco ad ognuna di loro, grandi o meno grandi, belle e meno belle, nella loro odierna giornata di Festa con i miei più sinceri apprezzamenti per il loro contributo scientifico, operativo, pratico e indispensabile per garantire il progresso dell’Umanità; per l’amore che hanno diffuso partorendo e allevando i suoi membri migliori, mi arrogo, anche , il diritto di proporre a tutte le categorie umane interessate, l’approfondimento delle conoscenze psicologiche distorsive della mente dell’uomo violento per riconoscerle, studiarle ed affrontarle in tempo utile e con le misure scientifiche appropriate.
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