A Catanzaro il Campionato Italiano di Kettlebell, il presidente Ilika: "Prima volta nel Sud"

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Oleh Ilika

Per la prima volta, in 29 edizioni, il campionato raggiunge il Sud Italia e lo farà a Catanzaro in questo fine settimana. Il campione del mondo e presidente della Federazione, l'atleta Oleh Ilika, ci spiega meglio questa disciplina e cosa la città dovrà aspettarsi da questo evento

  19 marzo 2024 14:57

di FILIPPO COPPOLETTA

Un grande evento sta per sbarcare nel capoluogo di regione. Questo fine settimana, la città di Catanzaro, diventerà il centro mondiale di una disciplina che si sta ritagliando sempre più spazio nel panorama sportivo internazionale. Sabato 23 e domenica 24 marzo, il Palazzetto dello Sport "Stefano Gallo" sito in località Corvo, accoglierà il 29° Campionato Italiano di Kettlebell Lifting. 

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Centinaia di atleti raggiungeranno Catanzaro da ogni angolo del Paese per prendere parte ad un evento che per la prima volta sorpassa i confini del Centro Italia. Un'esclusiva assoluta per il capoluogo calabrese frutto dell'impegno e della sinergia tra il Presidente della Federazione Italiana Kettlebell Sport Fiks, Oleh Ilika e l'atleta e preparatore Giuseppe Sestito che sta curando l'intera organizzazione della manifestazione. 

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Nella tarda mattinata di giovedì 21 marzo, presso la Sala Concerti di Palazzo De Nobili, si terrà una conferenza stampa per presentare l'evento a cui prenderanno parte, oltre ad Ilika e Sestito, anche il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita e l'assessore allo Sport, Nunzio Belcaro. 

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In attesa di questo importante evento che investirà la città, abbiamo raggiunto telefonicamente il campione del mondo e presidente nazionale della Federazione Kettlebell Sport Fiks, l'atleta Oleh Ilika, per approfondire qualche aspetto in più su questa disciplina. 

L'INTERVISTA

Il Kettlebell è una disciplina che sta acquisendo sempre maggiore importanza a livello mondiale. Di cosa si tratta e come differisce dagli altri sport?

“Il fattore principale che domina questa disciplina è la forza resistente. Nella pesistica olimpica, ad esempio, si parla di forza esplosiva con il sollevamento gradualmente più altro di chili. In questa disciplina non vi è un peso esageratamente alto ma lo stesso è comparato alla resistenza degli atleti che devono riuscire a tenerlo sollevato per un tempo pari a 10 minuti. È uno sport bellissimo che consente di allenare tutto il corpo fruendo di molteplici aspetti: forza, agilità, potenza, coordinazione, resistenza. Una disciplina anche molto salutare in cui si lavora non solo a livello muscolare ma anche cardiovascolare”.

Ancora non è stata riconosciuta tra le discipline olimpiche ma so che lei, anche in qualità di presidente della Federazione Italiana Kettlebell Sport, sta lavorando anche su questo…

“Ci lavoriamo effettivamente da tanto tempo. Oltre 24 anni fa ho portato questo sport in Europa ed in particolare qui in Italia quando ancora veniva praticato in soli 6/7 Paesi: oggi sono quasi 70 gli Stati che lo annoverano tra le proprie discipline. In questi anni sono stati raggiunti grandi traguardi: l’Italia è stata campione del mondo per dieci volte. Ma c’è ancora tanto da fare per promuovere questo sport e portarlo nella grande famiglia olimpionica ma anche per cercare di avvicinare sempre più persone a questa attività, specie le nuove generazioni per le quali ci stiamo muovendo già da tempo per trovare spazio nelle scuole e nelle università”.

Lei si è affacciato allo sport da giovanissimo. Qual è stato il momento in cui ha visto nel Kettlebell la sua passione di vita e quali differenze ravvisa maggiormente tra il suo paese d’origine e l’Italia?

“Ho iniziato a praticarla come disciplina sportiva negli anni della leva militare anche se l’avevo già conosciuta a scuola all’età di 16 anni quando era praticamente obbligatorio praticare uno sport: parliamo del periodo dell’ex Unione Sovietica. In questi tanti anni in Italia ho avuto modo di comprendere come, nella maggior parte dei casi, chi pratica sport lo faccia solamente per stare bene e solo se poi quello stesso sport ti coinvolge allora ci sia affaccia al mondo delle competizioni. Ai miei tempi, se si frequentava una palestra solamente per stare bene, si veniva esclusi. Non era una bella cosa devo ammettere”.

Chi può praticare questo sport?

“Tutti. Si può iniziare già a partire dai 10 anni grazie ai nostri istruttori qualificati che seguono una programmazione specifica stabilita dalla Federazione. Forse è proprio praticando questa attività sin da bambini che si possono trarre benefici importanti come, ad esempio, l’assumere una postura corretta. Quando insegnavo nelle scuole mi capitavano spesso dei bambini che portavano sulle spalle zaini con un certo peso che li costringevano ad assumere posture sbagliate che avrebbero causato danni alla schiena negli anni avvenire. Ho insegnato loro come portare uno zaino in spalla in modo corretto e senza fare fatica. Si tratta sempre di un rapporto forza resistente e questo è l’esempio tipico per far capire quanto rilevante sia questo sport”.

Nel corso della sua carriera ha ricevuto grandi riconoscimenti, vinto i premi e le gare più importanti a livello internazionale. Se guardiamo ai numeri sono impressionanti: 34 anni di gare, 32 anni da allenatore ed oltre 400 competizioni disputate. Quale momento resterà per sempre impresso nella sua mente e quali sogni ancora conserva nel cassetto?

“È difficile individuare un momento specifico. Ripenso alle vittorie conquistate in oltre 15 gare in élite, agli oltre 40 titoli mondiali raggiunti. Gareggio ancora, lo farò anche a Catanzaro. Nello scorso dicembre ho conquistato il titolo di recordman mondiale in un’età non così giovane (52 anni, ndr). Il mio sogno? Vorrei vincere ancora un titolo mondiale anche se non sarà facile con l’età che avanza”.

Tra una settimana Catanzaro accoglierà centinaia di atleti. Cosa dovrà aspettarsi questa città?

Per la prima volta nella storia, la sede del Campionato Nazionale di Kettlebell raggiunge il Sud Italia. Non era mai successo prima ed è per me un grande onore ed una grande soddisfazione. Devo ammettere che a Catanzaro e nel Sud in generale abbiamo trovato un gioiello, una grandissima e carissima persona che porta il nome di Giuseppe Sestito. Una amico eccezionale nonché uno degli atleti più forti in Italia. Sta mettendo anima e cuore nella promozione di questo sport e nell’organizzazione di questo evento. Tra tante persone che fanno solo chiacchiere, posso affermare che è anche grazie a lui se questo campionato oggi raggiunge il meridione d’Italia. Mi sta dando una grande mano. Portare questo sport nel Sud è sinonimo di fiducia sul futuro e soprattuto offre la certezza che il Kettlebell non venga più praticato solamente al Nord ma in ogni regione d’Italia”.

Cosa si augura e cosa spera che scaturisca da questo evento?

“L’augurio è che la città di Catanzaro possa rispondere presente e quanti parteciperanno come spettatori possano innamorarsi di questa disciplina ed inizino a praticarla, mettendosi in gioco e intraprendendo una strada che saprà dare ad ognuno grandi soddisfazioni”.

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