A Catanzaro l’anteprima de "Il dio dell’amore": Colella acclamato dal pubblico (INTERVISTA)

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Francesco Colella e Francesco Passafaro

  27 marzo 2026 16:06

di CATERINA MURACA

Una sala partecipe e curiosa ha accolto al Teatro Comunale di Catanzaro l’anteprima de Il dio dell’amore, il nuovo film diretto da Francesco Lagi, già al centro dell’attenzione per la sua originalità nel panorama del cinema italiano contemporaneo. A presentarlo è stato il protagonista Francesco Colella, attore catanzarese, che nel film interpreta una sorprendente e moderna incarnazione del poeta Ovidio.

L’incontro con il pubblico si è trasformato in un momento di dialogo diretto e coinvolgente, in cui Colella ha raccontato la genesi del progetto e la sfida di dare vita a un personaggio tanto iconico quanto rivisitato in chiave contemporanea. La sua presenza ha contribuito a creare un clima di grande interesse attorno a un’opera che, pur nella sua leggerezza apparente, si distingue per profondità e cura.

Il dio dell’amore, scritto dallo stesso Lagi insieme a Enrico Audenino e impreziosito dalle musiche di Stefano Bollani, si presenta infatti come uno dei film italiani più sorprendenti dell’anno. Un’opera romantica, ma lontana dalle convenzioni, capace di raccontare i sentimenti con uno sguardo nuovo, libero da retorica e stereotipi.

Il film si apre in modo volutamente spiazzante: una Roma quasi da cartolina anni Sessanta, attraversata da un Ovidio moderno che riflette sull’amore eterno. Ma ciò che sembra inizialmente familiare si trasforma presto in qualcosa di inatteso. La narrazione si sviluppa attraverso un mosaico di storie intrecciate, in cui diversi personaggi inseguono desideri, relazioni e possibilità spesso inconciliabili.

Roma stessa diventa protagonista, non solo come sfondo ma come organismo vivo e millenario, capace di accogliere e relativizzare le vicende umane. Dai quartieri olimpici alle periferie, fino ai luoghi simbolici come la Fontana di Trevi, ogni ambientazione contribuisce a costruire un racconto corale in cui le emozioni individuali si dissolvono nel tempo lungo della città.

Al centro del film c’è una riflessione tanto semplice quanto rivoluzionaria: l’idea che non esista un unico grande amore, ma una pluralità di legami possibili, spesso imperfetti e in continua trasformazione. Un approccio che rompe con la tradizione romantica più convenzionale e restituisce una visione più autentica e contemporanea delle relazioni.

Nonostante la complessità delle storie raccontate, Il dio dell’amore mantiene una leggerezza rara, riuscendo a muoversi con equilibrio tra cinema d’autore e racconto accessibile. Un film che invita a lasciarsi trasportare, senza forzature, in un viaggio emotivo sincero e sorprendente.

L’anteprima di Catanzaro ha confermato l’interesse attorno a un’opera destinata a far discutere e a distinguersi nel panorama cinematografico italiano. E, a giudicare dagli applausi finali, il pubblico sembra aver già accolto con entusiasmo questo delicato e originale inno all’amore imperfetto.



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