
Appuntamento dedicato alle problematiche adolescenziali, all’inclusione, al benessere giovanile e ai valori dello sport e della legalità. L’iniziativa è promossa dall’associazione “Il Dono”, con il patrocinio della Polizia di Stato
14 maggio 2026 18:15Si è svolto presso il Polo Tecnico Professionale “Petrucci-Ferraris-Pacioli-Maresca-Grimaldi”, sede di Catanzaro Lido, il convegno “Chiediti se sono felice – L’inclusione che libera il coraggio”, importante appuntamento dedicato alle problematiche adolescenziali, all’inclusione, al benessere giovanile e ai valori dello sport e della legalità. L’iniziativa, promossa dall’associazione “Il Dono”, con il patrocinio della Polizia di Stato, ha registrato una significativa partecipazione di studenti, docenti, rappresentanti delle istituzioni e operatori del mondo sociale, offrendo ai giovani una preziosa occasione di confronto e crescita.
Ad aprire i lavori è stata la dirigente scolastica Elisabetta Zaccone, che nel suo saluto ha evidenziato il valore educativo dell’iniziativa e l’importanza di creare, all’interno della scuola, occasioni concrete di ascolto, confronto e sostegno per gli adolescenti. La dirigente ha sottolineato come la scuola debba continuare a essere presidio di inclusione, dialogo e crescita umana, oltre che culturale.
A seguire è intervenuto Claudio Nigro, Dirigente Tecnico delle Fiamme Oro della Questura di Catanzaro, che ha richiamato il ruolo fondamentale dello sport come strumento educativo e di prevenzione sociale. Nigro ha evidenziato come il rispetto delle regole, il senso di appartenenza e la disciplina sportiva rappresentino valori fondamentali nella formazione dei giovani e nella costruzione di una cultura della legalità.
Ha rivolto un saluto ai ragazzi, elogiando l’importanza dell’iniziativa e il valore educativo dello sport il colonnello Francesco Romano, comandante del 2° Reggimento Aves Sirio di Lamezia Terme.
Nel suo intervento, Alfonso Toscano, presidente dell’associazione “Il Dono”, ideatore del progetto insieme alla prof.ssa Annamaria Stanganelli, ha ribadito la necessità di affrontare con coraggio e sensibilità le problematiche adolescenziali, promuovendo percorsi di inclusione e consapevolezza capaci di aiutare i ragazzi a riconoscere e superare il disagio.
Particolarmente intensa ed emozionante è stata la testimonianza del campione olimpico di judo Giuseppe Maddaloni, medaglia d’oro a Sydney 2000, intervenuto sul tema “Lo sport è anche competizione”. Maddaloni ha raccontato la propria storia personale e sportiva, ripercorrendo il difficile cammino vissuto nel quartiere Scampia e spiegando come il coraggio, la disciplina e l’amore per lo sport lo abbiano aiutato a credere sempre in sé stesso e a non mollare mai, anche nei momenti più complessi.
Un messaggio forte rivolto ai ragazzi: “tenere sempre dritta la barra”, scegliere la strada dell’impegno e del sacrificio, senza lasciarsi sopraffare dalle difficoltà sociali e ambientali. Grande attenzione ha suscitato anche il racconto del suo impegno attuale nelle scuole e nelle attività sportive e sociali che porta avanti quotidianamente per promuovere i valori della legalità, dell’inclusione, del rispetto delle regole e della solidarietà. Maddaloni si conferma così esempio autentico di disciplina, umiltà e responsabilità civile per le nuove generazioni.
Molto apprezzato anche l’intervento di Elena Sodano, presidente della Fondazione RaGi ETS, che ha affrontato il tema “oltre le apparenze: capire, accogliere, includere”, invitando studenti e docenti a riflettere sull’importanza dell’empatia, dell’ascolto e dell’accoglienza verso ogni forma di fragilità.
Di grande impatto l’intervento del S.Ten. Salvatore Miccichè, ufficiale psicologo del Comando Brigata Aeromobile “Friuli”, che ha parlato della psicobiologia dell’isolamento sociale nel contributo dal titolo “Solo sotto tiro: la psicobiologia dell’isolamento, cosa succede al tuo cervello quando il gruppo ti chiude la porta in faccia”, offrendo ai ragazzi una lettura scientifica e umana delle dinamiche dell’esclusione e del disagio relazionale.
La psicologa Francesca Falvo, con il suo intervento “diverso da chi, diverso da cosa, parliamone”, ha guidato una riflessione sul concetto di diversità e sul superamento dei pregiudizi, sottolineando quanto il dialogo e la conoscenza reciproca siano strumenti fondamentali per costruire comunità inclusive.
Grande emozione anche per la testimonianza dell’atleta paralimpica Noemi Canino, plurimedagliata FSSI, che nel suo intervento “Il silenzio diventa oro: la mia strada verso Tokyo” ha raccontato il proprio percorso umano e sportivo, diventando simbolo di resilienza, determinazione e capacità di trasformare le difficoltà in opportunità.
A moderare l’incontro è stata la giornalista e scrittrice Letizia Varano, che ha accompagnato il dibattito favorendo momenti di confronto diretto con gli studenti.
L’evento si è concluso con grande partecipazione emotiva da parte dei ragazzi, confermando il valore di iniziative capaci di unire scuola, istituzioni, sport e mondo sociale in un percorso comune di educazione, inclusione e crescita civile.
Un ringraziamento speciale al Questore di Catanzaro Giuseppe Linares e al Commissario capo Giulia Ceravolo per la presenza del campione nella vita e nello sport Pino Maddaloni.
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