A Catanzaro la presentazione del libro di Serena Banzato “Cammina, vivi, amati”

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images A Catanzaro la presentazione del libro di Serena Banzato “Cammina, vivi, amati”

  10 maggio 2024 13:20

di MARIA PAOLA QUATTRONE

Quando l’amica Ornella Cicuto dell’Associazione La Mimosa, mi ha chiesto di presentare insieme il libro di sua nipote Serena Banzato CAMMINA, VIVI, AMATI, come Presidente dell’Associazione Jonathan, che si occupa di manifestazioni che fanno bene alle persone, soprattutto nel campo artistico, dell’editoria e nel socio-culturale, non ho potuto dire di no.

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La prima cosa, logicamente, che ho fatto è stata quella di leggere il libro.

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Ci sono tanti modi per leggere un libro. Personalmente non riesco a resistere e devo sapere immediatamente come va a finire, per poi tornare e ritornare a rileggerlo soffermandomi sui punti più interessanti e su quelli che da una prima lettura veloce non sono riuscita a cogliere.

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In un finale scontato leggiamo …e vissero felici e contenti, oppure l’assassino è il maggiordomo.

Il libro, di Serena Banzato non è per niente scontato.

Nel mio immaginario, l’autrice avrebbe raccontato nei minimi particolari l’episodio drammatico che le è accaduto durante il cammino di Santiago. In realtà tutto questo non avviene. Sin dalle prime pagine esce fuori la psicologa clinica, la psicologa dello sport e psicoterapeuta, l’atleta, la donna, la mamma, ma soprattutto la generosità di Serena che scrivendo questo libro mette a disposizione le sue esperienze professionali e il modo con cui ha reagito regalando a noi lettori varie sedute di analisi, delle pillole per ripartire un passo alla volta.

Nel libro si parla di fascite necrotizzante, la grave infezione dei tessuti molli, violenta e improvvisa, fortunatamente rara, provocata da un batterio divoratore di carne che è riuscito a entrare nel corpo di Serena attraverso una semplice vescica sul piede sinistro. Il suo tasso di mortalità è elevatissimo, il 75% e il decesso può giungere in 48 ore. L’unica via di salvezza è spesso l’amputazione o lo svuotamento della zona infettata. È proprio come un infido serpente che le insidia il calcagno… E poi… Il dottore che le mostra il tablet con insistenza, dove le parole che Serena legge sono sempre le stesse. «Chiama a casa, dobbiamo operarti d’urgenza potresti non risvegliarti più, saluta tutti, chiama a casa». La telefonata con la famiglia, il testamento, poi il buio… e poi la luce.

Il libro, con la prefazione di Don Davide Banzato, dove si percepisce il profondo legame che lega i due fratelli, si divide in tre parti: la prima parte CAMMINA in cui vengono descritti i vari pesi che ci portiamo addosso.

Ho immaginato un sacchetto con tanti sassi, gli stessi che chi percorre il cammino di Santiago lascia cadere lungo il percorso. E questo pensiero mi ha ricordato gli incontri scout.

Il senso di colpa, compiacere, rimorsi, relazioni tossiche, ansia, pregiudizi, negatività, un corpo perfetto, sfiducia, imprevisti.

La seconda parte VIVI, cosa le ha insegnato questa esperienza. Cosa ho imparato? A vivere tutta la vita che posso. Ad accettare ciò che non si può cambiare. A dare un senso alle mie cicatrici.

La terza parte AMATI, allacciarsi le scarpe e ripartire da zero.

Serena Banzato nei giorni scorsi è stata intervistata per Radio Ciak dalla dottoressa Norma Aleni Caroleo, che collabora attivamente con Jonathan nella sezione “i libri di Jonathan” e domani sera alle ore 17.30 presso il Seminario Regionale Teologico S. Pio X di Catanzaro presenterà il suo libro.

Non voglio anticipare o svelare altro, dico solamente che il libro di Serena va acquistato, non per Serena, ma per ognuno di noi. È un cammino che inizia con delle mappe e un taccuino e finisce con una introspezione personale. È un libro da tenere sul comodino. È la pillola da assumere al mattino per affrontare quelle giornate in cui ci risulta difficile alzarci e vivere la vita, oppure alla sera, per riappacificarci con il mondo e dormire sonni tranquilli.

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