
“C’era na vota…cu c’era…cu c’era…”. Lo Spettacolo teatrale dell’associazione "A Filanda”, un‘esperienza artistica innovativa, un viaggio emozionante nella storia della Città, tra memoria, racconto e tecnologia. Si è svolto con grande successo l’evento teatrale promosso dall’associazione “A Filanda” sotto la guida creativa della regista e ideatrice Marcella Crudo.
Il pubblico ha assistito ad una narrazione sulla Città di Catanzaro che è stata rappresentata nei suoi aspetti linguistici, il dialetto coniugato nei suoi detti più antichi, negli aspetti strutturali, strade, piazze, vicoli, in quelli antropologici, relazioni, affetti, amicizie e in quelli morali, sentimenti, valori, virtù.
L’Autrice si è avvalsa di linguaggi diversi che si sono intrecciati con naturalezza: diapositive animate che hanno raccontato la storia della città, scene di vita quotidiana che hanno riportato gli spettatori nei quartieri antichi, poesie che hanno rievocato aspetti e valori ormai perduti e il “cuntu” della nonna non inteso come semplice revival, ma come mezzo di crescita per riannodare un dialogo esistenziale tra passato e ricordi.
Lo spettacolo è stato articolato sulla base della memoria per esprimere e consolidare il senso di appartenenza e sulla narrazione che ha permesso di recuperare la storia della Città, dimenticata dai potenti di turno e dall’indifferenza che svilisce ogni cosa.
I venti attori che si sono alternati sulla scena hanno portato ritmo, ironia ed energia per la narrazione visiva, recitata, raccontata di quel villaggio ideale che vive nella nostra memoria che lo spettacolo ha reso plastico e indimenticabile.
L’evento ha saputo coniugare la valorizzazione delle radici locali con uno sguardo innovativo dimostrando come la tecnologia, se messa al servizio dell’arte, possa amplificarne la forza senza snaturala.
Il racconto della nonna ha messo in evidenza non eroi, ma persone comuni, semplici con i loro limiti e le loro debolezze, ma animate dalla forza dei legami e dei valori che caratterizzano la loro vita quotidiana. Attraverso le loro vicende emerge, un mosaico emotivo che restituisce alla città la sua dimensione più vera.
Le favole, si sa, arrivano direttamente al cuore e lo spettacolo è stato il racconto della favola bella della Citta di Catanzaro, un racconto che non appartiene solo alla scena, ma alla memoria condivisa di chi, almeno una volta, ha sentito dire o ha detto “C’era na vota…cu c’era…cu c’era…”
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