
Storie di lotta e di emancipazione, di denuncia e resistenza quotidiana. Storie di donne lavoratrici che rivendicano un mondo del lavoro che realizzi concretamente la parità di genere.
Storie di donne che chiedono al Paese e al governo di non penalizzarle per essere madri, mentre al tempo stesso denunciano l'inverno demografico. Storie di donne che non ci stanno a stare zitte di fronte alle molestie, anche verbali, sul luogo di lavoro. Donne che si battono per superare il divario di genere presente anche nelle buste paga e che in Calabria supera il 30 per cento!
Ha dato voce alle donne lavoratrici la prima assemblea “Belle Ciao” della Cgil Calabria che si è tenuta nei giorni scorsi a Lamezia Terme.
“Si tratta di un pezzo importante della Cgil - ha detto il Segretario Generale Gianfranco Trotta - . L’impegno delle donne lavoratrici è necessario alle politiche sindacali. Il loro attivismo assume un valore ancora più grande in Calabria dove il gap salariale è tra i più ampi del Paese e dove la maternità è un percorso ad ostacoli a causa della mancanza di servizi e di welfare”.
Maternità e lavoro di cura – è stato denunciato nelle testimonianze - gli impegni delegati quasi esclusivamente al sesso femminile, ma a cui scarso valore viene dato nel mercato del lavoro, portando una grandissima fetta di lavoratrici calabresi a scegliere il part time o a rinunciare al posto di lavoro.
"Belle Ciao è un percorso politico e culturale collettivo che mette al centro le donne, il nostro lavoro, i nostri diritti, la nostra libertà – ha spiegato la Segretaria Cgil Calabria Celeste Logiacco -. Valorizzare e dare voce al lavoro e alle esperienze femminili, troppo spesso invisibili o marginalizzate, significa riflettere sulla condizione delle donne, dentro e fuori i luoghi di lavoro e, allo stesso tempo, definire insieme priorità ed obiettivi da perseguire, anche e soprattutto in questa terra, con un unico scopo, costruire una regione paritaria e un Paese più giusto ed inclusivo”. “Non può esserci sviluppo – ha aggiunto - crescita economica né futuro per la Calabria e il Paese senza il pieno riconoscimento del lavoro delle donne e politiche capaci di rimuovere le disuguaglianze, a partire da quelle di genere".
A chiudere i lavori la Segretaria Cgil Nazionale Lara Ghiglione che ha sottolineato, tra l'altro, l'importanza per le donne di riappropriarsi di spazi di discussione e di un nuovo protagonismo. Le donne, ha rimarcato, rappresentano oltre il 50 per cento della popolazione. Garantire loro con la contrattazione migliori condizioni di lavoro, significa migliorare il Paese.
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