A Montauro la Domenica delle Palme tra fede, memoria e tradizione: rivive il “Patibolo”

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  30 marzo 2026 12:17

 di SETTIMIO PAONE

La Domenica delle Palme appena trascorsa a Montauro ha assunto i contorni di un momento intenso e profondamente sentito, sospeso tra memoria e presente, tra fede e tradizione. Una combinazione capace di restituire alla comunità montaurese, custode di radici antiche troppo a lungo sopite, attimi di autentica bellezza e di intensa preghiera. Don Brunello Gallace Valente, da pochi mesi sacerdote della comunità parrocchiale, ha voluto questo momento di preghiera strutturato sulle profonde meditazioni scritte da Padre Aldo Mercurio. Un percorso spirituale capace di accompagnare i fedeli dentro il mistero della Passione, con parole essenziali e cariche di significato.

Al centro della serata l’“Inno alla Croce”, conosciuto dal popolo come “Patibolo”, opera scritta agli inizi del Novecento dal Maestro Cuccarini. Un racconto musicale struggente, capace di narrare con rara intensità la passione e la crocifissione di Gesù, riportando alla luce una delle espressioni più autentiche della tradizione religiosa locale. Grande la partecipazione della comunità. I banchi della chiesa si sono riempiti di fedeli composti e partecipi. Per i più giovani è stata una scoperta; per i più adulti, un ritorno carico di emozione a quella Pasqua vissuta un tempo con raccoglimento e senso profondo di appartenenza.

In un clima di silenzio e ascolto, una presenza discreta ha accompagnato tutti in un viaggio nella memoria. Come per incanto, la chiesa di Montauro ha accolto non solo i presenti, ma anche le loro emozioni. Qualche lacrima ha solcato il volto di chi si è lasciato trasportare da quel canto antico, capace ancora oggi di toccare le corde più intime dell’anima. Si apre così a Montauro la Settimana Santa, nel segno di una fede che incontra la tradizione e di una tradizione che torna a farsi preghiera viva, patrimonio condiviso e memoria da custodire. Il momento si è concluso con i ringraziamenti di Don Brunello Gallace Valente, che ha voluto esprimere gratitudine a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa, con un pensiero particolare rivolto a Padre Aldo Mercurio, ai musicisti e ai cantori, protagonisti di una serata che ha restituito alla comunità uno dei suoi volti più autentici e profondi.


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