Un successo oltre ogni aspettativa per la mostra dedicata al pittore Giuseppe De Santis, curata dal maestro Giampiero De Santis, nipote e a sua volta artista. Parlare di semplice “saggio” sarebbe riduttivo, di fronte alla partecipazione calorosa e massiccia che l’evento ha registrato.
Il vernissage si è trasformato in una serata densa di emozioni, dove arte, memoria e affetto si sono intrecciati intorno alle circa 60 opere esposte, recuperate grazie a una call pubblica. Un omaggio autentico a un artista e a un uomo, la cui voce sembra rivivere nei colori e nei tratti delle sue tele.
Giuseppe De Santis, pittore autodidatta ma arricchito dall’amicizia e dal sostegno di due maestri, ha convissuto con difficoltà neurologiche che hanno inevitabilmente segnato la sua produzione. Proprio queste fragilità hanno spinto il suo linguaggio verso lo stile naïf: colori intensi, vibranti, e linee sicure nella loro imperfezione. Nelle opere – esposte dal 26 agosto al 10 settembre 2025- presso il Centro Sociale “Falcone e Borsellino” di Sant’Elia di Pentone – non si legge soltanto un percorso artistico, ma anche una battaglia interiore, in cui visioni, silenzi e fragilità esplodono in un’espressione forte e decisa.
Il maestro Giampiero De Santis, presentando la mostra, ha saputo creare un clima di empatia e di ascolto, restituendo non solo il profilo dell’artista, ma soprattutto quello dello zio amato, ricordato con commozione da tutti i presenti.
Gli interventi
Momenti di particolare intensità hanno caratterizzato gli interventi istituzionali e degli ospiti:
Una mostra che è un atto d’amore
La mostra, più che una semplice esposizione, si rivela un vero e proprio atto d’amore: un modo per restituire parte dell’affetto e della generosità che “zio Pino” ha sempre donato a chi gli stava accanto.
Il percorso espositivo è arricchito anche dall’installazione SINAPSI, collocata al centro della sala: una tela con colori e pennelli sospesi tra due mondi. Un’opera che, come ha dichiarato il curatore, porta la firma d’ispirazione dell’amico fraterno Arturo Paone, coinvolto nella realizzazione della Mostra anche come artista fotografo , esperto musicale e tecnico audio-luci.
Eventi collaterali
La rassegna si completa con tre appuntamenti:
«Sono molto emozionato ma soprattutto soddisfatto – ha dichiarato Giampiero De Santis –. La grande partecipazione, le emozioni, la gioia di chi c’era hanno reso questa serata straordinaria. Riuscire in questa impresa era un sogno e una scommessa: il primo si è realizzato, la seconda è stata vinta. Ringrazio profondamente tutti coloro che ne hanno permesso la realizzazione. Un ringraziamento speciale va ad Arturo Paone, amico di sempre, e all’amministrazione comunale di Pentone per avermi dato l’opportunità di esporre in questa sala, nel quartiere dove zio Pino è vissuto, nel suo quartiere».
La mostra resterà aperta fino al 10 settembre 2025, offrendo dunque al pubblico un’occasione preziosa per riscoprire la straordinaria capacità delle esistente di intrecciarsi ad altre esistenze e, attraverso l’arte, trasformare memorie e vissuti personali in racconto collettivo
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