A Soverato il vescovo Maniago: "Disegnare nuove mappe di speranza per educare il nostro tempo"

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images A Soverato il vescovo Maniago: "Disegnare nuove mappe di speranza per educare il nostro tempo"


Lagani (UCIIM): “La lettera di Papa Leone XIV è una bussola per la scuola e per l’intera comunità educante”

  20 febbraio 2026 13:42

Sala gremita e partecipazione qualificata a Soverato per il convegno dedicato alla sfida educativa contemporanea: al centro del dibattito una domanda cruciale, come educare oggi. Nella Sala consiliare “Bruno Manti”, il convegno promosso dall’Ufficio per la Pastorale Scolastica e dal Servizio IRC dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace, con il coinvolgimento dell’UCIIM (Unione Cattolica Italiana Insegnanti, Dirigenti, Educatori e Formatori), ha offerto una risposta corale e profonda a partire dalla Lettera apostolica di Papa Leone XIV sull’educazione, significativamente intitolata “Disegnare nuove mappe di speranza”.

L’iniziativa, sostenuta tra gli altri anche da Azione Cattolica e dall’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo, non si è limitata a presentare un testo magisteriale, ma lo ha tradotto in chiave di lettura del presente, tra fragilità diffuse, trasformazioni culturali e nuove opportunità educative.

A introdurre i lavori, l’intervento di Maria Luisa Laganivicepresidente nazionale UCIIM, che ha presentato la Lettera apostolica come un vero e proprio orientamento per chi opera nella scuola. Lagani ha ricordato come il documento nasca nel solco della Gravissimum educationis, a sessant’anni dalla sua promulgazione, rilanciando una visione dell’educazione come parte integrante dell’evangelizzazione.

“Le nostre scuole – ha sottolineato – non sono luoghi di semplice trasmissione di saperi, ma laboratori di umanità”. Un’educazione che non riduce la persona a un profilo di competenze o a un dato misurabile, ma ne riconosce il volto, la storia e la vocazione. Centrale, nel suo intervento, il richiamo alla comunità educante, alla necessità di alleanze autentiche tra scuola, famiglia, Chiesa e società civile, e a un uso critico e umano delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale.

Lagani ha insistito anche sulle nuove priorità indicate dal Pontefice: vita interiore, digitale umano e pace, invitando i docenti a essere “coreografi della speranza”, capaci di accompagnare le nuove generazioni con competenza, passione e gratuità evangelica.

Le conclusioni sono state affidate all’Arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, Claudio Maniago, che ha offerto una riflessione intensa e concreta. Il primo invito del presule è stato chiaro: fermarsi.

“Abbiamo bisogno di rallentare – ha affermato – non per perdere tempo, ma per guadagnarlo e restituirgli valore”. Per Maniago, l’educazione non può nascere dall’affanno, ma da uno sguardo profondo capace di orientare. La Lettera del Papa, ha spiegato, non riguarda solo la scuola o i giovani, ma l’intera comunità: se educare è parte dell’evangelizzazione, allora tutti ne siamo soggetti e destinatari.

Riprendendo l’immagine delle “mappe”, l’Arcivescovo ha invitato ad alzare lo sguardo, richiamando la figura biblica di Abramo chiamato a guardare le stelle. Senza una prospettiva alta, ha osservato, il futuro si svuota non solo per i giovani, ma anche per molti adulti e anziani, tentati da una visione rassegnata del domani.

L’educazione cristiana, invece, custodisce una promessa: la vita è aperta alla trasformazione e alla speranza dell’incontro con il Signore.

Nel suo intervento, Maniago ha ripreso le tre priorità indicate da Papa Leone XIV: la vita interiore, come spazio di discernimento e profondità; l’uso consapevole delle tecnologie, mettendo sempre la persona prima dell’algoritmo; la pace, intesa come stile di vita da apprendere, attraverso parole disarmate e relazioni riconciliate.

Dal manifesto dell’evento emerge con chiarezza l’orizzonte condiviso: costruire una vera “costellazione educativa”, in cui istituzioni ecclesiali, associazioni, scuola e università collaborano per leggere la società e accompagnare le nuove generazioni. Non a caso, ai docenti partecipanti è stato rilasciato un attestato di partecipazione, segno di un cammino formativo che continua.

Accanto agli interventi di Lagani e dell’Arcivescovo Maniago, il convegno si è arricchito di ulteriori contributi qualificati che hanno ampliato lo sguardo sulla sfida educativa contemporanea. Ferdinando Fodaro, docente di Teologia e direttore della Pastorale scolastica, ha approfondito il rinnovato impegno per l’umanesimo cristiano nel contesto attuale; Giovanni Lanzillotta, delegato regionale dell’Istituto Giuseppe Toniolo, ha illustrato il ruolo dell’Università Cattolica e dell’Istituto Toniolo come luoghi di ascolto e interpretazione della società italiana; Fabio Introini, docente di Sociologia all’Università del Sacro Cuore di Milano, ha presentato i dati e le riflessioni dell’Osservatorio Giovani sulle speranze e le fragilità delle nuove generazioni; Iolanda Tassone, delegata arcivescovile per i laici e presidente diocesana di Azione Cattolica, ha infine richiamato la necessità di una vera “costellazione educativa”, fondata sulla corresponsabilità e sul dialogo tra Chiesa, scuola e territorio.

Il convegno di Soverato non è stato soltanto un momento di studio, ma un invito concreto all’impegno quotidiano. Disegnare nuove mappe di speranza significa assumere l’educazione come responsabilità condivisa, capace di unire qualità, coraggio e visione. Una sfida aperta, che riguarda tutti.

 


Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy . Chiudendo questo banner, o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.