A Soverato “Io leggo perché”: all’IPSSEOA Dante incontra i giovani e il Paradiso si fa voce

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  06 maggio 2026 08:19

di SETTIMIO PAONE

Un incontro che ha saputo unire tradizione e innovazione, parola antica e linguaggi contemporanei. Nella mattinata di martedì 5 maggio 2026, presso l’anfiteatro dell’IPSSEOA di Soverato, si è svolto un momento di grande valore culturale nell’ambito del progetto d’Istituto “Io leggo perché”, coordinato e diretto dai professori Mariannina Cristofaro e Francesco Notaro, in collaborazione con la Società “Dante Alighieri” di Soverato. Al centro dell’iniziativa, la lettura, l’interpretazione e la rielaborazione multimediale del Canto XI del Paradiso di Dante Alighieri, dedicato alla figura di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia. Un’occasione per riflettere su un messaggio che, a distanza di secoli, conserva una straordinaria attualità. Ad aprire l’incontro i saluti del dirigente scolastico, professor Daniele Renato, cui è seguito l’intervento del professor Francesco Notaro, che ha evidenziato le finalità educative dell’attività: promuovere una lettura attiva e critica e far emergere i valori universali del messaggio francescano, fondato su ambiente, dialogo, umiltà e pace.

Non casuale la scelta del Canto XI, definito un “canto di luce e paradossi d’amore”, capace di restituire la figura rivoluzionaria di Francesco, lo “sposo della Povertà”. Un confronto, quello proposto agli studenti, che li ha condotti a interrogarsi sul senso dell’essenziale in una società dominata dall’apparire.

A raccontare il percorso didattico è stata la professoressa Mariannina Cristofaro, che ha illustrato il lavoro realizzato dalle classi 3ª A e 3ª F. Un’esperienza immersiva che ha trasformato la lettura dantesca in una vera e propria “messa in voce”, tra studio, interpretazione ed espressività. Non senza difficoltà: tra registrazioni ripetute, ricerca della giusta intonazione e momenti di fatica, gli studenti si sono messi in gioco fino in fondo, arrivando a “abitare” i versi, più che a leggerli. Il risultato finale è stato una sintesi efficace tra parola e tecnologia: una rielaborazione digitale capace di tradurre la luce del Paradiso in immagini, suoni e montaggi video. Un ponte tra il Trecento e la sensibilità contemporanea, dove ogni dettaglio – dalla scelta cromatica agli effetti sonori – è stato pensato per amplificare il significato del testo. Un vero dialogo tra epoche, ma soprattutto tra Dante e i giovani lettori di oggi.

Significativi anche gli interventi degli esponenti della Società “Dante Alighieri” presenti al tavolo della presidenza – il dottor Pino Falbo, la professoressa Marina Gervasi e l’insegnante Mariantonia Corasaniti – che hanno elogiato il lavoro degli studenti, sottolineandone originalità e profondità. A nome del presidente, professor Gerardo Pagano, è stato inoltre conferito agli alunni delle due classi una tessera onoraria, come segno di riconoscimento e auspicio di una collaborazione sempre più stretta tra l’istituto e la Società. Un’iniziativa che lascia un segno importante: perché se dei giovani del XXI secolo riescono ancora a emozionarsi davanti ai versi di Dante, significa che quella luce, di cui il Poeta scriveva sette secoli fa, continua a brillare.


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