A Squillace il primo B.E.A.T.: due giorni tra benessere, arte, sport e innovazione

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images A Squillace il primo B.E.A.T.: due giorni tra benessere, arte, sport e innovazione


  22 settembre 2026 12:53

di FILIPPO COPPOLETTA

Per due giorni Squillace ha provato a raccontare la Calabria attraverso una prospettiva diversa, mettendo insieme movimento, cultura, ricerca, arte, innovazione e territorio. È questo il filo conduttore che ha attraversato la prima edizione di B.E.A.T. – Benessere, Esperienze, Arte e Territorio, il festival promosso dal Bellavita Padel Club che nelle giornate del 19 e 20 settembre ha portato circa 500 persone tra il Castello Normanno e gli spazi del Bellavita Padel Club, trasformando due luoghi della città in punti di incontro e confronto.

Non un semplice contenitore di eventi, ma il tentativo di mettere in relazione esperienze e mondi differenti attorno a una convinzione precisa: il benessere può diventare una componente concreta dello sviluppo di un territorio. Ed è proprio da questa idea che è partito il progetto, con Squillace scelta come laboratorio nel quale sperimentare un modello capace, nelle intenzioni degli organizzatori, di essere replicato anche nel resto della Calabria.

B.E.A.T. è Benessere, Esperienze, Arte e Territorio. È un acronimo per dire la Calabria in un beat, in un unico battito”, ha spiegato Gabriele Zangara, CEO di Blue Innovation e co-founder del Bellavita Padel Club. “Vogliamo raccontare una regione che insieme possa creare benessere in senso lato: benessere individuale, per le persone e per la comunità, ma anche opportunità per i giovani e per le imprese, affinché possano scegliere di restare in Calabria”.

Il debutto del festival è avvenuto sabato 19 settembre nella cornice del Castello Normanno. A dare il via alla giornata è stato il Fit Tour “La doppia anima di Squillace”, guidato da Tiziana Scarpuzza, Responsabile dell’Area Artistica e Sportiva del festival. Un percorso nel borgo storico che ha intrecciato attività fisica e scoperta del patrimonio, accompagnando i partecipanti tra ceramiche artistiche, architetture e testimonianze della storia bizantina della città.

Poi il momento istituzionale, condotto dal giornalista Manuel Soluri insieme a Fortunato Zangara, co-founder del Bellavita Padel Club e direttore operativo del festival. Numerose le presenze e i saluti istituzionali, a partire dal sindaco di Squillace Enzo Zofrea, che ha portato anche quelli del vicepresidente della Regione Calabria Filippo Mancuso, sottolineando la possibilità di vivere il territorio non soltanto attraverso ciò che offre materialmente, ma anche attraverso le sensazioni e il benessere che è capace di generare.

Tra gli interventi anche quello del vicepresidente della Provincia di Catanzaro Francesco Fragomele. Hanno fatto pervenire il proprio saluto il presidente della Camera di Commercio di Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia Pietro Falbo e il presidente di Federmanager Calabria Luigi Severini. Per ARSAC Calabria, in rappresentanza della direttrice generale Fulvia Michela Caligiuri, è intervenuto Fausto Galiano. A chiudere la parte istituzionale è stato Fortunato Varone, dirigente generale del Dipartimento Lavoro, Imprese e Aree Produttive della Regione Calabria, che ha legato il tema del festival anche alla propria esperienza personale e al ritorno nella propria terra dopo gli anni di studio fuori regione, con l'obiettivo di contribuire alla costruzione di una Calabria capace di offrire opportunità ai giovani.

Il cuore della prima giornata è stato il Panel Talk dedicato al “Benessere integrato: salute, comunità e organizzazioni”, con la direzione scientifica di Anna Pirillo, Chief Wellness Officer del Bellavita Padel Club e responsabile dell’Area Medica del festival. Sport, nutrizione, salute e prevenzione sono stati affrontati attraverso il contributo di professionisti e rappresentanti del mondo accademico e sanitario, prima di allargare lo sguardo al rapporto tra benessere, imprese, innovazione e sviluppo territoriale.

Abbiamo voluto portare qui diverse anime della Calabria”, ha raccontato Gabriele Zangara. “Le istituzioni, i talk scientifici con medici e professori dell'Università Magna Graecia, gli ordini professionali, ma anche l'arte, la musica, la danza e lo sport. L'idea era costruire un'esperienza che andasse dalla scienza alla pratica, mostrando quante dimensioni possano convivere attorno al concetto di benessere”.

Il confronto ha coinvolto numerosi esponenti del mondo della ricerca, delle professioni e dell'impresa, con una seconda sessione dedicata in particolare al rapporto tra benessere e crescita, condotta da Francesco Zangara, presidente della Fondazione degli Architetti di Catanzaro, e da Gabriele Zangara.

Il Castello è stato poi attraversato da una dimensione più artistica, con la presentazione del murale dedicato al territorio realizzato dall’artista Ilenia Iozzo. Un’opera che ha fatto da ponte tra il patrimonio storico di Squillace e una rappresentazione più contemporanea della Calabria.

Spazio quindi ai Premi B.E.A.T., rappresentati da un bassorilievo del Castello Normanno realizzato dall’orafo Luigi Mungo. A riceverli sono stati la content creator Noemi Spinetti, premiata per aver scelto di restare e raccontare la propria terra, Nanda Borges, indicata come esempio di chi ha scelto la Calabria arrivando da fuori, e poi ancora Antonio Sabatini, Robotics Engineer di Tod System, per il percorso nell'innovazione e nell'imprenditoria costruito a Squillace e Mariacarmela Passarelli, delegata del Rettore per l’Innovazione e l’Imprenditorialità dell’Università della Calabria, per il lavoro sul rapporto tra ricerca, imprese e benessere organizzativo.

La serata ha poi cambiato ritmo senza abbandonare il filo conduttore della giornata. La Cena Dinamica d'Eccellenza ha portato in scena le degustazioni curate dallo chef Antonio Franzè di Luna Convento insieme ai produttori locali. A seguire, la danza della Compagnia Studio Danza, diretta dal maestro e coreografo ungherese Gyula Molnar, e la musica con le performance di Cassie, Sèdine e Frank Murolo hanno accompagnato la conclusione della prima giornata.

Domenica 20 settembre il festival ha lasciato il Castello per trasferirsi al Bellavita Padel Club, dove il tema è diventato “Equilibrio in movimento”. Qui il benessere è stato vissuto soprattutto attraverso il corpo e la partecipazione, con una giornata scandita da attività, dimostrazioni e discipline differenti. Dalla pratica olistica e naturopatica di Naomi Amirante all’analisi della composizione corporea curata da Anna Pirillo, dal Risveglio Armonico all’Alba e dalle attività di respiro e ricarica energetica guidate da Luciana Mellace fino al Mat Pilates e alla Zumba Fitness di Tiziana Scarpuzza.

E ancora Functional Training, Superjump Masterclass e Padel Experience, guidata dal maestro nazionale Miguel Navarro. Un programma pensato per coinvolgere pubblici diversi e rendere il concetto di benessere qualcosa da sperimentare concretamente, non soltanto da ascoltare.

L’idea è nata proprio da un centro sportivo”, ha spiegato Fortunato Zangara, direttore operativo del festival. “Abbiamo visto che attorno allo sport si creavano connessioni: i ragazzi, le imprese e le persone del territorio si incontravano e collaboravano. Abbiamo capito che stare bene fisicamente porta socialità, la socialità crea aggregazione e l'aggregazione genera nuove opportunità. È una catena che può continuare”.

La seconda giornata è proseguita poi a Squillace Lido, con una degustazione itinerante e un momento dedicato alla sostenibilità e alla consapevolezza del valore del territorio. Infine la musica ha accompagnato la chiusura ufficiale del festival con il dj set di Funky Kr, AntFac ed EpicSamu, anche loro espressione della scena locale.

Dietro le due giornate c'è dunque una riflessione più ampia sul rapporto tra persone e territorio. B.E.A.T. è stato realizzato nell'ambito del finanziamento POC Calabria 2014-2020 e ha raccolto il patrocinio e il sostegno di istituzioni, ordini professionali, associazioni e realtà del mondo accademico, sanitario, sportivo e imprenditoriale.

Il benessere non dobbiamo andarlo a cercare lontano: c'è anche in Calabria”, ha sottolineato Fortunato Zangara. “Dopo aver vissuto e conosciuto tanti territori, quando sono tornato mi sono accorto che qui il benessere realmente c'è, ed è tanto. Ci sono tutti i presupposti per creare e per stare bene. Per questo ho scelto di tornare, creare impresa e costruire sinergie”.

È forse proprio nelle parole “creare” e “sinergie” che si trova il senso di questa prima edizione. L'obiettivo dichiarato non è infatti fermarsi ai due giorni di settembre, ma utilizzare il festival come punto di partenza per costruire una rete sempre più ampia.

Questa prima edizione ha avuto un grande valore perché siamo riusciti a condividere il progetto con diversi partner istituzionali, locali e tecnici”, ha concluso Gabriele Zangara. “L’obiettivo è continuare con altre edizioni, sempre più grandi, coinvolgendo più associazioni, più luoghi e più territori. Squillace può essere un modello da esportare e ben venga la collaborazione con il resto della regione, perché crediamo fortemente che fare squadra sia molto più efficace rispetto al singolo”.

Dopo due giornate e circa 500 presenze, B.E.A.T. lascia quindi Squillace con un'ambizione precisa: trasformare il benessere da semplice parola a terreno comune sul quale far dialogare comunità, imprese, giovani, cultura, sport e innovazione. Un primo battito, appunto, nella speranza che possa diventare un ritmo capace di coinvolgere l'intera Calabria.