Abrogazione legge sui Comuni, Uncem: “A rischio piccoli centri e aree interne”

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  01 ottobre 2026 20:06

Destano profonda preoccupazione e fermo dissenso le manovre consiliari finalizzate all’abrogazione della Legge Regionale 24 novembre 2006, n. 15, recante "Riordino territoriale ed incentivazione delle forme associative di Comuni". La proposta di cancellazione di questo testo normativo rappresenta un atto di estrema gravità, che rischia di desertificare amministrativamente il territorio calabrese, penalizzando in particolar modo i piccoli Comuni e le aree interne.
La L.R. 15/2006 non è una semplice norma formale, ma costituisce l’unico pilastro legislativo e lo strumento esclusivo a livello regionale specificamente volto a promuovere, disciplinare e incentivare l'associazionismo, le Unioni di Comuni e i processi di fusione in Calabria. Smantellare questo presidio, senza prevedere alcuna alternativa strutturale, significa privare gli enti locali di ogni tutela e paracadute istituzionale.

L'abrogazione della legge comporta tre criticità insostenibili per la Calabria:
• Azzeramento dei fondi regionali dedicati: Viene cancellata l'unica fonte di contributi straordinari regionali integrativi volti a sostenere i costi di riorganizzazione dei servizi (personale, tributi, polizia locale), lasciando gli enti locali agganciati esclusivamente ai finanziamenti statali, spesso insufficienti o di difficile accesso.
• Cancellazione del coordinamento territoriale: Si priva la regione di una visione d'insieme sugli ambiti territoriali ottimali, frammentando ulteriormente un tessuto democratico già debole e composto da oltre 400 Comuni, spesso privi delle risorse umane ed economiche minime per garantire i servizi essenziali.
• Abbandono dei piccoli Comuni: Invece di accompagnare e sostenere le amministrazioni locali nei processi di cooperazione istituzionale, la scelta di abrogare la norma equivale a una vera e propria rinuncia da parte della Regione a governare il territorio, ignorando i ripetuti allarmi lanciati da sindaci, sindacati e forze sociali.

Le forme associative e le fusioni non possono essere calate dall'alto né private del necessario supporto economico e normativo. Chiediamo con forza il ritiro immediato della proposta di abrogazione e l'apertura immediata di un tavolo di confronto con i territori. La Calabria ha bisogno di essere unita e sostenuta, non privata delle sue uniche leggi di tutela.