
Riceviamo e pubblichiamo nella sua stesura integrale una nota della CISL-FP “Magna Graecia” in merito “agli accordi transitivi sui buoni pasto sottoscritti con l’Azienda Ospedaliera-Universitaria“Renato Dulbecco” di Catanzaro.
“La CISL FP Magna Graecia” interviene con fermezza in merito alle gravi e infondate accuse mosse dal sindacato UNTIA in relazione agli accordi transattivi sui buoni pasto sottoscritti con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro.
Le affermazioni contenute nel comunicato UNTIA non solo risultano prive di fondamento giuridico, ma rappresentano anche un tentativo di disinformazione nei confronti dei lavoratori, verosimilmente finalizzato a generare false aspettative.
È inoltre doveroso stigmatizzare la gravità delle espressioni utilizzate dall’UNTIA nei confronti della CISL FP, che oltrepassano il legittimo confronto sindacale assumendo toni denigratori e strumentali. Tali attacchi risultano essere non solo offese rivolte alla CISL FP, ma soprattutto nei confronti dei propri iscritti, ai quali deve essere garantito rispetto, correttezza e trasparenza nell’informazione. Tali attacchi appaiono ancora più inaccettabili se si considera che la CISL FP rappresenta, nei fatti, la prima organizzazione sindacale all’interno dell’Azienda, come dimostrato dalle ultime elezioni RSU e dal numero delle deleghe conferite dai lavoratori.
La CISL FP basa la propria azione su un modello concreto e responsabile, orientato alla risoluzione delle problematiche attraverso la contrattazione e il confronto con l’Azienda, con l’obiettivo di ottenere risultati tangibili e immediati per i lavoratori. Diversamente, l’UNTIA sembra privilegiare un approccio prevalentemente giurisprudenziale che spesso si traduce in contenziosi lunghi e incerti, alimentando aspettative che non sempre trovano riscontro nella realtà.
Contrariamente a quanto sostenuto dall’UNTIA, che accusa la CISL FP di “resa incondizionata” e di aver fatto perdere ai lavoratori “più della metà delle spettanze”, i fatti dimostrano una realtà differente. Lo stesso sindacato UNTIA, rappresentato dal suo Avvocato, ha infatti sottoscritto accordi transattivi nei medesimi termini e con le stesse condizioni della CISL FP. A conferma di ciò vi è la sentenza n. 747/2025 del Tribunale di Catanzaro, pubblicata il 17 luglio 2025, relativa al ricorso della sig.ra X. In quella sede le parti hanno dichiarato di aver raggiunto un accordo conciliativo alle condizioni che prevedevano il riconoscimento della somma di € 2.903,39, pari al valore complessivo dei buoni pasto rivendicati, calcolati moltiplicando la quota aziendale di € 4,13 per ogni turno eccedente le sei ore giornaliere, l’applicazione del termine quinquennale di prescrizione e la corresponsione delle spese di lite liquidate in € 941,00 per compensi professionali. Si tratta, quindi, degli stessi termini e delle medesime condizioni degli accordi sottoscritti dalla CISL FP.
Per quanto riguarda la questione della prescrizione, quanto sostenuto dall’UNTIA circa la possibilità di ottenere il riconoscimento dei buoni pasto per dieci anni a ritroso non è coerente con il quadro normativo e giurisprudenziale vigente. La normativa di riferimento è l’articolo 2948 n. 4 del codice civile, che prevede la prescrizione quinquennale per tutto ciò che deve pagarsi periodicamente. I buoni pasto, nel pubblico impiego contrattualizzato, costituiscono una prestazione patrimoniale periodica collegata al rapporto di lavoro e rientrano quindi tra i crediti soggetti a prescrizione quinquennale. La giurisprudenza consolidata, anche della Corte di Cassazione, stabilisce che i crediti retributivi periodici sono soggetti a prescrizione quinquennale, che nel pubblico impiego decorre in costanza di rapporto, mentre la prescrizione decennale si applica esclusivamente ai crediti di natura risarcitoria. Alla luce di tali principi, la prospettazione di una prescrizione decennale appare priva di fondamento e potenzialmente fuorviante.
Anche in relazione al valore del buono pasto, le affermazioni dell’UNTIA risultano imprecise. Il valore complessivo è pari a € 5,16, di cui € 4,13 a carico dell’Azienda e € 1,03 a carico del dipendente. Gli accordi sottoscritti dalla CISL FP prevedono correttamente il riconoscimento della sola quota aziendale, in linea con la normativa vigente.
Per quanto riguarda le spese legali, negli accordi sottoscritti dalla CISL FP i compensi professionali sono stati definiti nell’ambito della transazione e risultano interamente a carico dell’Azienda, senza alcun onere per i lavoratori, che ricevono integralmente le somme riconosciute. Anche nella citata sentenza n. 747/2025 le spese di lite sono state poste a carico dell’Azienda, in coerenza con quanto ottenuto dalla CISL FP.
La CISL FP ha ottenuto per i propri iscritti il riconoscimento del diritto ai buoni pasto per il personale turnista in conformità al CCNL del comparto sanità, la liquidazione degli arretrati relativi agli ultimi cinque anni nel rispetto della prescrizione quinquennale, l’erogazione delle somme nei cedolini stipendiali con progressiva estensione a tutti gli aventi diritto e l’assenza di qualsiasi onere per spese legali a carico dei lavoratori.
La CISL FP Magna Graecia, attraverso il Segretario Generale Antonino D’Aloi e il Delegato alla Sanità Territoriale Antonio Curcillo, ribadisce infine il proprio impegno a difendere i diritti dei lavoratori attraverso strumenti giuridicamente solidi e risultati concreti, privilegiando soluzioni condivise che garantiscano tempi certi, trasparenza e pieno rispetto della dignità professionale.”
Segui La Nuova Calabria sui social

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019
Direttore responsabile: Enzo Cosentino
Direttore editoriale: Stefania Papaleo
Redazione centrale: Vico dell'Onda 5
88100 Catanzaro (CZ)
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Sirinfo Srl
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 3508267797