Accorinti (Cisl Medici): "Il Servizio sanitario calabrese è un caso unico, referenti e ff a dirigere l'organizzazione sanitaria"

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images Accorinti (Cisl Medici): "Il Servizio sanitario calabrese è un caso unico, referenti e ff a dirigere l'organizzazione sanitaria"


  19 agosto 2026 08:22

 di NINNO ACCORINTI* 

Fra le tante anomalie del SSR della Calabria genera sgomento quella dei Direttori Sanitari FF o meglio ancora dei “referenti sanitari” che, in diverse Aziende Sanitarie, gestiscono l’intera organizzazione tecnico-sanitaria dell’azienda ed il governo clinico, in violazione della legislazione sanitaria in materia. Il Direttore Sanitario, il cui incarico è a tempo pieno ed incompatibile con lo svolgimento di altre funzioni, è infatti un

organo di vertice obbligatorio per legge - previsto dal D. Lgs. 502/1992 e s.m.i. - nominato dal Direttore Generale. Le nomine dovrebbero convergere sulla linea tracciata, appunto, dal D. Lgs.  502/1992 che prevede la scelta da un elenco regionale di idonei all’incarico ed il rapporto esclusivo con il collocamento in aspettativa dal precedente incarico operativo (art. 3-bis, comma 11, del Decreto Legislativo n. 502/1992. Ciò, per prevenire

comportamenti opportunistici, conflitti di interesse ed imparzialità nel controllo e nella gestione dell’Azienda Sanitaria.        Clamorosamente, invece, la Calabria annovera diverse figure al loro posto, non conformi alla disciplina statale, e cioè i Direttori Sanitari “facenti funzione” o meglio ancora i “referenti sanitari”.

 Le figure appena citate potrebbero essere giustificate, in deroga, per incarichi temporanei e di transizione, assegnati esclusivamente per garantire la continuità organizzativa sanitaria per brevi periodi, ma così non è. In Calabria la precarietà, in alcuni casi, diventa stabilità! È il caso del GOM di Reggio Calabria che sin dal 2020, come si legge dal curriculum del “nominato”, presenta un Direttore Sanitario f.f., la cui ultima delibera di nomina, la n. 125, risale al 25.02.2025. Lo stesso mantiene gli incarichi precedenti, tra cui quello della Direzione SOC di Chirurgia Generale, di Direttore del Dipartimento e di Presidente del Co.Va.Si. dal 2023.

Ed ancora, nell’ASP di Reggio Calabria vi è un Direttore Sanitario f.f., designato con delibera n. 1002 del 18.12.2024, mentre l’attuale Direttore Generale dell’ASP di Crotone ha incaricato un Direttore Sanitario f.f. con delibera 119 del 23.03.2026, già nominato tale in altre occasioni, “anche ai fini della formulazione

di pareri di merito e di legittimità previsti dalla legge” (sic!).

Ma non è finita qui! Nell’AOU “Renato Dulbecco” è presente un “referente per le attività sanitarie” – delibera n. 921 del 09.09.2025 - che sostituisce in tutto e per tutto il Direttore Sanitario, pur conservando innumerevoli incarichi, da direttore della Struttura “Programmazione e controllo” a Direttore di Dipartimento a responsabile dell’Ufficio Alpi, nonché “l’utilizzo” in Regione con un impegno di 18 ore settimanali. Tutti i “nominati”, su base esclusivamente fiduciaria, non sono nell’elenco degli idonei a Direttore Sanitario della Regione

Calabria, tutti non hanno un termine ben definito, tutti hanno in comune il mantenimento della titolarità degli incarichi gestionali e delle precedenti funzioni, pur disponendo ordini di servizio e sottoscrivendo atti e/o delibere aziendali.    Un intreccio pericoloso che rischia di generare una preoccupante confusione della gestione aziendale, un “modello” negativo, o meglio difforme, dalle previsioni del D. Lgs.  502/1992. Soprattutto i provvedimenti emanati appaiono irregolari, sotto il profilo normativo e della trasparenza, in difetto dell’attribuzione dello status di Direttore Sanitario Aziendale con conseguente prevedibile invalidità dei provvedimenti successivi e complesse problematiche, anche di tipo amministrativo-contabile.

Appare difficile, considerando l’importanza dell’incarico, immaginare che una nomina di tale rilievo sia maturata senza una piena consapevolezza dei livelli decisionali regionali e del Dipartimento Tutela della Salute.

E’ incomprensibile, soprattutto, il motivo per cui organismi statali ed organi di controllo, regionali ed aziendali (sono funzionanti?), non intervengano a far rispettare gli obblighi di legge previsti dal D. Lgs. 502/1992, a salvaguardia dei principi di trasparenza e legalità, a tutela della organizzazione dei servizi sanitari e della credibilità dell’intero sistema.

*Federazione Cisl Medici Calabria