


Ad un anno dalla scomparsa la moglie di Mario Catizone, Giovanna Barcherini, pubblica la memoria più bella del suo modo di essere stato un super amato cittadino di Pizzo
Un annetto prima della sua scomparsa, chiacchierando a passeggio su Via Andra Doria al Trionfale di Roma, mi venne in mente di chiedergli se sulla sua storia aveva pensato di scrivere un libro. Da tempo lo tallonavo su questa idea ma le sue precarie condizioni di salute rappresentavano un ostacolo alle insistenze. Più volteinvitato a riflettere seriamente sulla domanda finiva sempre coll’ imboccare la scorciatoia del “ ….non se ne parla….vorrei però prima guardarmi attorno…devo liberarmi dallo stato di assedio della cattiva salute che combatto da qualche anno.

Piuttosto, ribatte, curiosamente, perché non rifondiamo la Ri.Ca.Sa. ?“Lui è stato un grande e straordinario amico di scuola, di politica e di vita. Si è spento, serenamente, a Roma, il 22 luglio del 2025. Con Mario, avvocato e terzo genito del barone Ruggiero Catizone, capostirpe di una delle più aristocratiche famiglie di Catanzaro, sposato con la nobildonna Guglielmina Reillo, di Pizzo, è stata vissuta una esaltante adolescenza e con noi anche Raf Riga con cui è stata ideata la Ri. Ca. Sa.( Riga, Catizone, Sarlo), una libera officina di libertà studentesca che si agitava sul Palcoscenico della scuola vibonese utile a sviluppareil senso del divertimento e dell’essere giovani ed in vena di diventare presto protagonisti della vita. Accade, però,che prima di andare a raggiungere miglior vita, l’ amicodi mille avventure, tra politica e società, barone Mario Catizone, di professione avvocato, residente in via delle Grazie, a Pizzo, il più bel balcone sulla Costa Dei, mi confida un suo segreto ed ammette che per lui “ sono esistiti due soli e irresistibili amori: la sua splendida moglie, Giovanna Barcherini e Pizzo, il borgo più bello della Calabria. “A tutto – aggiunge – potrei rinunciare tranne che a queste due bellissime e adorabili perle”.
Era questo il barone Mario Catizone nella sua essenzialità di uomo intelligente, straordinario cultore dell’amicizia, fedele sostenitore della politica di destra di quegli anni. Ad un certo punto a Pizzo è sceso in campo in politica puntando verso un modello avanzato di res pubblica, strategia che gli ha dato presto ragione se è vero che il suo impegno ha ottenuto un incoraggiante e meritato consenso elettorale. Un dato conseguenziale al fatto che in quel tempo il barone Mario Catizone era il più affidabile interprete dei bisogni e dei sogni di Pizzo.
Era diventato Consigliere comunale, editore e direttore di Identità, il periodico delle idee e proposte per Pizzo e dintorni e storico scrittore di Pronto ? Qui Calabria, settimanale di Vibo Valentia, quest’ultimo licenziato alle stampe negli anni ‘70. Il suo pensiero quotidiano era rivolto all’ascolto dei cittadini, al dialogo con loro ma soprattutto alla necessità di far passare il messaggio più importante volto a privilegiare la politica del fare, soprattutto per i più sofferenti e disagiati. Oggi, dopo un anno dalla scomparsa, la sua dolce e amabile moglie, Giovanna Barcherini, esperta collaboratrice dirigenziale di uno degli uomini di Stato più potenti dell’epoca, Ettore Bernabei, tra l’atro ex Direttore Generale della Rai, ha tirato fuori dal ricco archivio di Casa Catizone-Barcherini le pagine e le foto più stupende della storia di un grande figlio di Pizzo e le ha confezionate in un sorprendente libro, reso meraviglioso dalla pubblicazione di notizie e storiche foto legate ai momenti più esaltanti della sua attività. Accanto a Mario e Giovanna c’è la Pizzo di ieri e di oggi, i progetti e le speranze di un borgo che non può non riconoscergli un ruolo, una presenza, un impegno ma soprattutto un amore per la città ed i suoi cittadini. E’ giusto ricordarlo: Pizzo era la sua prima patria, nonostante il casato avesse origine a Catanzaro. Si sentiva un premiato da questa voglia di stare sempre e comunque a Pizzo, dove qualcosa di forte lo spingeva a non andare via. Lui negli ultimi anni, con Giovanna sempre accanto, amava trascorrere il suo relax estivo tra la soddisfazione di vivere vicino agli amici di sempre, a non mollare l’attrazione dell’affascinante e gustoso mondo della gelateria artigianale di Pizzo e a sperare che un giorno Re Gioacchino Murat, non dimenticando la sua grande storia con Pizzo, aiutasse il borgo a recuperare la sua più adeguata identità. Giovanna Barcherini, oggi fa conoscere questa fantastica storia che rappresenta un dono, una pubblicazione che ricorda a tutti, meno giovani e giovani, che il suo barone Mario Catizone è stato un convinto assertore della Pizzo più amata dai cittadini. Il titolo dell’opera è “Mario Catizone, una vita di passioni e coerenza”, edita da Cimer snc di G. Ceccarelli &C. di Roma. Un grazie al nipote di Mario Catizone, Mario Catizone junior, autore del progettografico.
Segui La Nuova Calabria sui social

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019
Direttore responsabile: Enzo Cosentino
Direttore editoriale: Stefania Papaleo
Redazione centrale: Vico dell'Onda 5
88100 Catanzaro (CZ)
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Sirinfo Srl
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 3508267797