Addio a Pietro Larizza. Il ricordo di Mario Saccà

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  01 marzo 2021 13:48

di MARIO SACCÀ

Con la morte di Pietro Larizza giunge al traguardo la vita di un secondo sindacalista che,come Franco Marini,iniziò la sua carriera verso i vertici della U.I.L come segretario aziendale della Cassa per il Mezzogiorno dove fummo compagni di lavoro fino alla cessazione dell’Ente nei primi anni ’90.

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Eravamo stati assunti nello stesso periodo,i primi anni ’60, dopo avere frequentato un corso presso la facoltà di ingegneria dell’Università di Bari a seguito della vincita di una borsa di studio messa a disposizione con apposito bando, della stessa Casmez per gli studenti residenti nel Mezzogiorno.Il personale che fece parte dell’organico dellEnte era,infatti, di alto livello professionale,come si richiedeva da parte di una delle strutture pubbliche più moderne d’ Italia.

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Larizza,con il quale ci accomunava anche la militanza nel P.S.I.,diventò segretario aziendale succedendo a Sandro Pagliuchi, sindacalista e artista di razza.

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Proseguì nella carriera venendo prima eletto Segretario della Camera Provinciale U.I.L. di Roma e,successivamente, dopo Giorgio Benvenuto,Segretario Generale di quel Sindacato.

Nella parte finale della sua carriera ebbe una breve parentesi come senatore in rappresentanza del collegio laziale.

La sua scomparsa per me non è solo il ricordo delle tappe della sua carriera sindacale e politica ma degli anni

Trascorsi insieme a Bari e,spesso, a Roma e Catanzaro dove veniva con frequenza per via del suo ruolo sindacale nella Casmez.

Un ricordo particolare è legato ad un viaggio invernale in auto per partecipare ad un congresso della U.I.L. a Rimini,con soste a San Marino e Firenze dove ci incontrammo con la scrittrice Lucia Tumiati,sorella del nostro collega Andrea,figlia dello scrittore Corrado Tumiati,autore,fra l’altro, di “Tetti Rossi,libro nel quale ricorda il suo percorso militare  come Uficiale medico del 142° Reggimento della Brigata Catanzaro avendo come collaboratori due soldati calabresi di Fagnano Castello uno e di Oriolo Calabro.

Anni importanti di un tempo nel quale all’impegno politico si associava quello lavorativo che vide innumerevoli opere diventare concrete anche in Calabria, terra dove Larizza nacque.

 

 








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