Al Laboratorio di Fili Meridiani a Pallagorio protagonista il legno tra natura, identità e poesia arbëreshë

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  28 febbraio 2026 09:03

Prosegue a Pallagaorio il percorso del Laboratorio Creativo in Natura di Fili Meridiani, che nel quarto appuntamento ha condotto i bambini della scuola primaria alla scoperta del legno, delle sue caratteristiche e dei suoi utilizzi, intrecciando educazione ambientale, patrimonio culturale e identità linguistica.

L’incontro si è aperto con un momento introduttivo dedicato agli alberi: origine del legno, struttura del tronco, crescita lenta e silenziosa, importanza ecologica. I bambini hanno esplorato il legno attraverso l’osservazione diretta e la dimensione sensoriale, comprendendo come questa materia naturale non sia semplicemente un materiale da costruzione, ma parte integrante di un organismo vivente e, più in profondità, memoria della terra.

Nel corso dell’attività, i partecipanti hanno anche appreso i nomi degli alberi e del legno in lingua arbëreshë, rafforzando il legame tra ambiente e patrimonio linguistico. Un passaggio significativo che ha trasformato l’esperienza naturalistica in occasione di educazione interculturale e consapevolezza identitaria.

«Educare alla natura significa prima di tutto educare alla relazione», ha dichiarato Alessandro Frontera, guida ambientale e storyteller di Fili Meridiani, sottolineando come «il legno racconti una storia che parte dalle radici degli alberi e arriva fino alle radici culturali di una comunità. Quando un bambino comprende che il legno nasce da un albero e che quell’albero è parte di un ecosistema, inizia a sviluppare uno sguardo più responsabile verso il mondo».

La seconda parte del laboratorio è stata dedicata alla prosecuzione del progetto inserito nella rassegna curata dalla prof.ssa Cettina Mazzei, dedicata alla valorizzazione della lingua e della cultura arbëreshë. I bambini hanno dipinto lettere in legno che andranno a comporre la poesia delle campane che parlano arbëreshë di Pallagorio: un’opera collettiva che unisce manualità, creatività e identità.

"La dimensione educativa di questo laboratorio è profondamente inclusiva», ha spiegato Raffaella Bossio, referente del laboratorio per l’area educativa, evidenziando come «l’esperienza pratica consenta a ogni bambino di partecipare secondo le proprie possibilità, valorizzando le differenze e trasformandole in ricchezza. Lavorare sul legno, materia concreta e naturale, aiuta i bambini a comprendere concetti complessi come tempo, cura e responsabilità in modo accessibile e partecipato".

A sottolineare l’importanza dell’aspetto culturale è intervenuta Stefania De Masi, referente per la valorizzazione della cultura arbëreshë, che ha dichiarato: "Integrare la lingua arbëreshë in un laboratorio di educazione ambientale significa restituire alla lingua il suo spazio vitale. Non è un elemento folklorico, ma uno strumento vivo che permette ai bambini di riconoscersi in una storia collettiva"

Soddisfatte anche la coordinatrice del laboratorio Rosanna Panebianco e Rosina Marra, attivista culturale, che hanno sottolineato quanto sia importante per una comunità delle aree interne creare momenti di incontro, conoscenza e inclusione.  Educare alla natura, attraverso esperienze concrete e radicate nel territorio, significa costruire futuro partendo dai più piccoli, intrecciando ambiente, cultura e comunità in un unico cammino di crescita condivisa.

 


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