Al Santuario della Vergine dello Scoglio di Placanica un importante incontro di preghiera

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  07 gennaio 2026 15:01

Molto partecipato e sentito l’incontro di preghiera di sabato 3 gennaio, presso il rinomato santuario diocesano della Vergine Immacolata Nostra Signora dello Scoglio, a Santa Domenica di Placanica (RC). Come ogni primo sabato del mese, il santo luogo privilegiato per la riconciliazione con il Signore, dove la Madonna è apparsa, per la prima volta, l’undici maggio 1968, ha registrato l’afflusso di migliaia di persone, molte delle quali si sono accostate al prezioso sacramento della riconciliazione. L’assistente spirituale e rettore del santuario, il francescano padre Umberto Papaleo, dopo aver confessato, per lunghe ore, ha presieduto una solenne concelebrazione eucaristica, nel corso della quale, ha effettuato una illuminante omelia. Il frate è, infatti, molto seguito, benvoluto e amato dai pellegrini, per la sua straordinaria capacità di coinvolgimento, soprattutto dei giovani, nell’attività liturgica e per le sue grandi ed eccellenti doti di evangelizzatore e comunicatore.

Nella sua omelia, fra Umberto ha espresso: "O Astro che sorgi, splendore della luce eterna, sole di giustizia: vieni, illumina chi giace nelle tenebre e nell'ombra di morte". Cantata il 21 dicembre, in preparazione al Natale, quest'antichissima antifona si lega al solstizio d'inverno e al ritorno della luce dopo il periodo più buio. "Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce" (Is9,1). Il Bambino in fasce, deposto nella mangiatoia, è Lui 'la Luce del mondo' (Gv8,12). E Maria ne è la Partoriente. La Luce è venuta tra noi (Gv1,11), 'ha piantato la sua tenda in mezzo a noi' (Gv1,14); ma ha affondato le sue radici dentro di noi? (Siracide 24,8). Ogni anno il Natale ci ricorda che il Dio Pellegrino e Mendicante cerca un'anima dove abitare, dove rinascere: la mia, la tua. Quanta tenerezza! Il Pargolo di Betlemme mendica il tuo amore. E, tuttavia, quante illusorie certezze, quanti 'affetti' disordinati, quante false luci ci tengono legati al pontile delle nostre ambiguità! Ci vuole un colpo d'artiglio da parte dell'Onnipotente che smascheri il male celato sotto ogni forma di ipocrisia. Urge assecondare un salto e un giro di boa da parte nostra. Coraggio! Non abbiamo paura di un Dio Infante che prende la nostra carne. È venuto a renderci 'capaci' dal di dentro Ci abbagli il Figlio di Maria col fulgore della Sua Divinità e 'illumini gli occhi del nostro cuore per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati"(Ef1,18).

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Fratel Cosimo, invece, nella propria evangelizzazione, che ha preceduto la Santa Messa (al termine ha elevato al Signore una preghiera di intercessione per la guarigione degli ammalati e dei sofferenti), dopo avere invitato tutti a recitare un’Ave Maria alla Madre del Figlio di Dio e Madre nostra, ha detto: “Nel Salmo 118 al versetto 26 la Parola di Dio dice: “Benedetto Colui che viene nel nome del Signore”. Con queste sante parole miei cari fratelli e sorelle, saluto con affetto tutti voi. Ci ritroviamo come ogni volta in questa valle benedetta sotto lo sguardo vigile e materno della S. Vergine Immacolata Nostra Signora dello Scoglio, per manifestare e affidare a Lei i nostri bisogni, le nostre sofferenze, affinché li presenti al suo Figlio Gesù, dal quale attendiamo ogni nostro esaudimento. Ora, vogliamo prestare attenzione alla Parola del Signore tratta dal Vangelo di S. Giovanni Apostolo cap. 1 a partire dal v. 9 fino al v. 12. Essa dice: “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome”. Fratelli e sorelle in Cristo Gesù il Signore, l’evangelista Giovanni nel prologo del suo Vangelo ci offre una descrizione alquanto chiara riguardo la venuta di Gesù Cristo nel mondo. Egli scrive come abbiamo appena ascoltato: “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo”, e questa luce vera di cui fa riferimento la Scrittura, che viene nel mondo a illuminare ogni uomo e ogni donna, non è altro che Gesù Cristo stesso, l’inviato da Dio, il Signore del cielo e della terra, Colui che è pace, amore, luce, misericordia, vita, verità e grazia. In Gesù Cristo vi è la pienezza della vita, poiché Egli è la fonte della vita, la vita che comprende sia quella fisica che quella spirituale. Ma Gesù Cristo nell’essere la vita vera, è anche la luce degli uomini e di tutto l’universo, cioè del mondo, poiché Egli è guida e allo stesso tempo indirizzo per ogni uomo e per ogni donna. Noi tutti mentre viviamo su questa terra, dobbiamo sapere come vivere, conoscere il vero scopo della vita, e la strada che porta al cielo. Gesù ha detto: “Io sono la via, la verità e la vita”. E’ quella via nella quale dobbiamo sempre camminare, e così Colui che ci ha dato la vita, ci dà anche la luce per illuminare il sentiero che percorriamo. E’ quella verità, nella quale dobbiamo vivere, agire e operare; ed è anche la vita, quella vita da cui dobbiamo attingere forza fisica e spirituale. Abbiamo anche ascoltato dal versetto 12 del prologo: “A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio”.

Questa frase alla luce della Parola di Dio mi fa un po’ riflettere, nel senso che, noi nasciamo, veniamo al mondo come creature di Dio, mentre se accogliamo con fede nel nostro cuore e nella nostra vita Gesù Cristo il Figlio di Dio, come nostro Signore e Salvatore, riceviamo da lui il potere, ossia la facoltà di diventare anche figli di Dio, e non rimanere soltanto delle creature. Gesù è venuto nel mondo nascendo dalla Vergine Maria quale Messia Salvatore, ma i Giudei non lo hanno accolto. A questo punto viene quasi spontanea la domanda: E noi oggi, come generazione di questo tempo, lo abbiamo accolto nel nostro cuore, nella nostra vita, o ci comportiamo come i Giudei di quel tempo? Se lo abbiamo accolto veramente siamo dei figli di Dio, e non possiamo non sentire dentro di noi il bisogno di stare continuamente uniti a Lui, e non solo, ma dobbiamo anche vivere per Lui, avere comunione con Lui, e cercare di conoscerlo sempre di più attraverso l’insegnamento del Vangelo. Il Messia Salvatore, che abbiamo accolto nella fede lo scorso 25 dicembre, ci ha resi figli di Dio. Ed è proprio questa se vogliamo la novità del S. Natale: Siamo figli di Dio. Dio ci ama, e ci ama di un amore eterno, e la prova del suo amore ce l’ha data proprio nell’inviare il suo unigenito Figlio Gesù Cristo. Il versetto 9 del Vangelo di Giovanni ci dice: “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo”. Lasciamoci dunque, illuminare da questa luce che è Gesù Cristo, perché è la sola ed unica luce che può rischiarare il cammino della nostra vita. Miei cari, continuiamo a mantenere viva in noi la spiritualità del S. Natale, specie i propositi di bene che ci ha suggerito, se li abbiamo percepiti. Le feste ormai finiscono, si spengono anche le luci, si ripongono gli addobbi, si torna alla vita di sempre.”

Concludendo, il mistico ha affermato: “Ma una cosa deve rimanere, e non si deve mai spegnere in noi tutti: Il fervore e l’amore per il Signore. Dite Amen. La Vergine Santissima Immacolata, Madre di Dio e Madre nostra ci aiuti, affinché questo nuovo anno appena iniziato, sotto il suo sguardo materno, sia per tutti un anno di pace, di grazia, e di santa perseveranza cristiana per la nostra vita. Dio ci benedica con la sua pace, e sia lodato Gesù Cristo, ora e sempre!” A conclusione delle celebrazioni, il coordinatore generale del santuario, il dott. Giuseppe Cavallo, ha annunciato il prossimo appuntamento speciale di preghiera, previsto per mercoledì 11 febbraio 2026, in occasione della giornata mondiale del malato. 


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