
di GAETANO MARCO GIAIMO
"Oggi mandiamo un segnale forte: non vogliamo un'Italia che vada a due velocità distinte". È per questo, secondo il Segretario Generale Daniela Piras, che Uiltec ha scelto il Politeama di Catanzaro come sede del suo quarto Congresso Nazionale: a partire da questo pomeriggio, numerosi lavoratori del settore tessile, energetico e chimico affolleranno il teatro del capoluogo per tre giornate di confronto raccolte dallo slogan "Innoviamo i processi, tuteliamo i diritti! Le trasformazioni nel mondo del lavoro a tutela delle persone". Dal 3 al 5 giugno, i lavori coinvolgeranno circa 500 delegati da tutto il Paese e 100 ospiti per discutere delle sfide che attendono il futuro dell'industria a livello nazionale e continentale.

La prima giornata è stata introdotta dall'attrice Lella Costa che, dopo un commosso ricordo di Carlo Pedrini, ha portato la platea per un viaggio culturale che ha attraverstao Il Diavolo Veste Prada 2, le Lezioni Americane di Italo Calvino e l'Otello di Shakespeare, nell'auspicio di poter contribuire alla creazione di un mondo migliore. I lavori sono stati ufficialmente aperti da Vincenzo Celi, Segretario Generale Uiltec Calabria, prima dell'insediamento della commissione. Il primo intervento è stato affidato alla relazione del Segretario Piras: sono emerse così le tematiche che il Congresso intende affrontare nei prossimi giorni. "Abbiamo bisogno di più Europa", ha dichiarato il segretario, "con politiche energetiche che garantiscano costi sostenibili per la produzione sul territorio e strumenti di protezione dell'occupazione. Servono scelte coraggiose e condizionalità sociali stringenti a tutela di lavoratori e industria europea". Sul fronte dell'energia, "la transizione deve restare graduale e basata su un mix equilibrato di fonti, senza approcci ideologici e con neutralità tecnologica come principio guida", con l'idroelettrico considerato "fonte rinnovabile strategica che garantisce programmabilità, flessibilità e capacità di accumulo".

Piras ha sostenuto la necessità di un piano nazionale strategico "in vista della scadenza delle concessioni del 2029". Altro punto di snodo è il paradosso del gas: "La produzione nazionale copre poco più del 5% del fabbisogno ma il potenziale è superiore: rilanciamo la necessità di aumentare le estrazioni nel nostro paese. L’Italia può diventare hub energetico del Mediterraneo grazie alla sua posizione e alle infrastrutture esistenti. La decarbonizzazione non elimina la chimica ma la trasforma". Per il segretario "servono strumenti strutturali che tengano insieme innovazione, sostenibilità e qualità del lavoro nel settore tessile. L'Intelligenza Artificiale, tema centrale di questi giorni, è infrastruttura di potere: le politiche a riguardo devono integrare criteri ambientali e sociali vincolanti, con un approccio capace di coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e crescita equa e responsabile".

Per i saluti istituzionali ha preso la parola il Vicepresidente della Regione, Filippo Mancuso: "Rappresentiamo una Calabria diversa da quella narrata fino ad ora, in grado di generare reddito e lavoro, attenta ai giovani, che vuole essere attrattiva di investimenti anche nelle infrastrutture". Mariaelena Senese, Segretaria Generale di Uil Calabria, si è invece detta contenta di poter ospitare in questa terra il Congresso: "Stiamo provando a raccontare una regione stanca di essere definita resiliente, vogliamo rivendicare con coraggio tutto ciò che finora non abbiamo ricevuto. I sindacati, in sinergia con la classe politica, possono ottenere risultati importanti. "Il problema della transizione energetica è che noi non abbiamo fonti primarie, il nucleare può darci sovranità energetica", ha invece dichiarato Amedeo Testa, Segretario Generale di FlaeiCisl, "la contraddizione è che la transizione deve venire dalla mano pubblica ma è affidata a imprese private; Erminio Sciore, Segretario Nazionale Femca Cisl, ha portato una testimonianza di lavoro congiunto a un'organizzazione alleata, "evitando logiche corporative e sviluppando un senso di unità sindacale vera".
Sono presenti, al Congresso, anche ospiti internazionali. Judith Kirton-Darling, General Secretary Industrial Europe, si è detta lieta di poter partecipare a questo evento, ribadendo che "il tempo della diagnosi è finito, è tempo di agire per salvare l'Europa e i suoi lavoratori". Atle Høie, General Secretary Industriall Global, si è detto preoccupato per "leader fascisti in posti democratici e guerre in molti paesi, non possiamo accettare queste cose da sindacalisti e dobbiamo alzare la voce davanti alle ingiustizie".
Davide Tabarelli, Presidente di Nomisma Energia, ha dato il suo contributo: "La finanza specula che questa crisi finisca presto. Dobbiamo fare di più sulla produzione nazionale di gas e petrolio, andare a comprare dalla Libia o dagli Usa è un delitto economico. Ci stiamo deindustrializzando ma dobbiamo mantenere aperte le fabbriche per fare profitto: i nostri prezzi energetici sono tre volte quelli di Cina e Usa, spero la prossima volta di poter parlare di prezzi più bassi dell'energia". A fargli seguito è Carlo Stagnaro, Direttore Istituto Bruno Leoni: "Nel 1800 eravamo 500 milioni, poi la popolazione è iniziata a crescere vertiginosamente: oggi siamo più di 8 miliardi, è cambiato tutto dopo la Rivoluzione Industriale. Perché è capitata proprio in quel momento in Europa? Probabilmente è causa delle condizioni politiche favorevoli, però un'altra spiegazione è la classe di lavoratori specializzati di alto livello in grado di trasformare le conoscenze scientifiche in prodotti utili. Oggi stiamo cercando di guidare la transizione allo stesso modo: l'impegno dev'essere anche rivolto a uno sforzo in ambito formativo, il sindacato deve aiutarci a capire che questo processo può funzionare solo se cammina sulle sue gambe".
Le conclusioni del primo giorno sono state affidate al Segretario Nazionale Uil, PierPaolo Bombardieri, di origine calabrese: "Leggiamo i dati della Zes: nel suo numero complessivo ha coinvolto maggiormente Campania e Puglia, quindi mettendo da parte la Calabria, al contrario di quanto viene detto da un certo Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. La Calabria non è ancora cambiata: servono infrastrutture serie e investimenti che aumentino i posti di lavoro. Quattro persone bruciate in macchina non sono una tragedia legata al lavoro ma un problema che riguarda la legalità e il controllo del territorio: pensate che si possa fare un'azione del genere senza la copertura della mafia calabrese? Verificate quali sono i clan mafiosi che controllano quel territorio". La forte polemica del Segretario Nazionale si è poi inserita nello scenario globale: "Dobbiamo riflettere per capire se abbiamo la voglia di uscire dal provincialismo nazionale e lottare assieme ai sindacati europei, contestando le scelte dell'Unione sui temi dell'occupazione e mediando con le grandi multinazionali. C'è un mercato dell'energia frammentato e a pagarne le conseguenze sono i più deboli. Decarbonizzare si può fare se non distrugge l'economia e il lavoro. Dobbiamo fare un passo in avanti, pretendendo che il gas che estraiamo dal nostro territorio venga dato alle aziende che non delocalizzano, non licenziano, rispettano i contratti. Dobbiamo chiedere investimenti su infrastrutture strategiche anche per quanto riguarda il fotovoltaico: insieme alle nostre proposte, con l'aiuto dei nostri tecnici, possiamo cambiare davvero le cose". Il Congresso riprenderà domani, dalle ore 9.00 con i panel dedicati a Europa e Intelligenza artificiale. Nel pomeriggio è atteso l’intervento del Ministro del Lavoro, Marina Calderone, in un momento di confronto importante per tutta la filiera che prenderà vita sul nostro territorio.
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