Al via a Catanzaro il festival dei cori con 200 artisti greci, atteso venerdì il leader del PASOK

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Da sinistra: Cambareri, Efthimiadis, Fiorita, Monteverdi, Zaffino

Palazzo De Nobili apre le porte a “Suoni e Voci della Magna Graecia”, festival che accoglierà nella Basilica dell’Immacolata duecento musicisti greci e il leader dell’opposizione ellenica Adroulakis

  19 febbraio 2026 15:18

di GUGLIELMO SCOPELLITI

Venerdì sera, all’apertura del concerto nella Basilica dell’Immacolata, sarà presente Nikos Androulakis, presidente del PASOK – Movement for Change e leader dell’opposizione nel Parlamento greco: un annuncio che imprime al festival “Suoni e Voci della Magna Graecia” un rilievo che supera i confini strettamente musicali e proietta Catanzaro in una dimensione internazionale. Attorno a questa presenza si struttura un appuntamento che porterà in città circa duecento musicisti greci tra coristi, solisti ed esecutori, chiamati a dialogare con cori e formazioni calabresi in due serate destinate a intrecciare storia, fede e cultura.

Questa mattina si è tenuta presso la Sala Concerti di Palazzo De Nobili la conferenza stampa di “Suoni e Voci della Magna Graecia. Festival di Cori Greci e Italiani”. Ad accogliere i giornalisti il sindaco Nicola Fiorita, l’assessore alla Cultura Donatella Monteverdi, il direttore artistico M° Nikos Efthimiadis, il presidente di OCC–Organizzazione Cori Calabria M° Gianfranco Cambareri e don Raffaele Zaffino, rettore della Basilica e padrone di casa del festival.

Il primo a prendere la parola è stato Fiorita che ha definito l’appuntamento una tappa concreta di un percorso destinato a consolidarsi: “Questa relazione che si sta costruendo e che trova nella manifestazione di domani una prima tappa importante”— ha affermato il sindaco — “ci consente di assistere a un evento di grandissimo livello, con ospiti che danno orgoglio alla nostra comunità e rafforzano la proiezione fuori dai confini del territorio”. Subito dopo ha precisato: “La considero un avvio. Un rapporto che può darci grandi soddisfazioni e rinsaldare in maniera significativa i nostri legami”.

L’assessore Monteverdi ha ricostruito l’origine dell’idea, nata la scorsa estate, e ha raccontato la sua impressione iniziale: “Mi sembrava quasi più grande di noi” — spiegando come la figura del maestro Efthimiadis rappresenti una delle personalità musicali più rilevanti della Grecia. L’assessore ha poi delineato il quadro: “È un’iniziativa che parte da Catanzaro e abbraccia tutta la regione. È un elemento di un percorso che punta a creare relazioni oltre i confini della città”. Ha annunciato anche l’arrivo in città di circa duecento musicisti greci e il coinvolgimento del Conservatorio Tchaikovsky, che accompagnerà le giornate con esecuzioni diffuse anche lungo corso Mazzini, chiuso al traffico nella pomeriggio di sabato 21 febbraio.

Efthimiadis ha sottolineato la portata dell’evento rivendicando il carattere straordinario della partecipazione ellenica: “Duecento musicisti greci, coristi e solisti, in una sola città”. Nel suo discorso ha ricordato le radici comuni, citando Erodoto, Pitagora, Sibari e Crotone, poi ha raccontato uno dei momenti centrali delle due serate: all’inizio e alla fine di ogni concerto verrà eseguito il canto bizantino del Monte Athos, il “Kyrie eleison”, nella navata dell’Immacolata. Poi ha annunciato: “Abbiamo l’onore di avere il presidente del PASOK, Nikos Androulakis, all’inizio del concerto di venerdì sera”.

Nel suo intervento Cambareri, alla guida della federazione corale attiva in Calabria da oltre trent’anni, ha evidenziato il valore comunitario dell’iniziativa: “Portare qui a Catanzaro duecento coristi che si confrontano con i nostri è un messaggio forte. In un tempo segnato dall’individualismo, ritrovarsi per creare bellezza insieme diventa un segnale per la Calabria e per la Grecia”. In programma figurano anche brani di compositori calabresi, tra cui Giulio De Carlo.

La conferenza stampa si è conclusa con l’intervento del padrone di casa del festival, don Raffaele Zaffino, rettore della Basilica dell’Immacolata, che ha scelto un’immagine netta per descrivere il senso dell’iniziativa: “Due cuori che battono all’unisono, l’Oriente e l’Occidente”. Zaffino ha richiamato anche il valore simbolico del luogo che ospita i concerti: “La Basilica è il cuore dei catanzarese; è un cuore che palpita, e proprio per questo motivo eventi come questo devono trovare casa qui”.

Il rettore ha poi legato la musica a un bisogno più ampio, quasi urgente: “Attraverso queste note possiamo accogliere un odore di pace di cui il mondo ha fortemente bisogno in questo momento”, richiamando le tensioni e le violenze che sono sempre più presenti in questo periodo storico. In conclusione Don Raffaele ha annunciato che è sua intenzione consolidare la Basilica dell’Immacolata come luogo di formazione a tutto tondo, spirituale e culturale insieme: “Noi siamo custodi di questo cuore, e lo apriamo con gioia alla città e a chi arriva da lontano”.

Il festival “Suoni e Voci della Magna Graecia” rimette al centro la storia millenaria di Catanzaro e del suo legame con l’altra sponda del Mediterraneo.


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