All'IC "Mater Domini Nord Est Manzoni" di Catanzaro partecipato evento per il Giubileo Francescano

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  18 maggio 2026 15:25

di TERESA MENGANI

C’è una luce speciale negli occhi dei bambini. Una luce che non conosce calcolo, che non pesa le convenienze, che non distingue ancora ciò che vale da ciò che appare. È la luce della semplicità. La stessa che, ottocento anni fa, cambiò per sempre la vita di un giovane di Assisi destinato a diventare il santo della fraternità universale: Francesco.
Ed è proprio partendo da questa profonda e commovente similitudine tra l’infanzia e il messaggio francescano che si è svolto, presso l’IC Catanzaro Mater Domini Nord Est Manzoni, guidato dal Dirigente scolastico Prof. Giulio Comerci, l’intenso incontro dedicato al Giubileo francescano vissuto dai piccoli alunni della scuola dell’infanzia.

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Un momento di riflessione autentica, ma, soprattutto, di straordinaria umanità, nel quale il mondo dei “minimi” ha incontrato il messaggio del Santo dei “minori”. Due universi solo apparentemente lontani, ma uniti dalla stessa verità essenziale: la purezza del cuore.
Ma ciò che ha reso l’iniziativa particolarmente intensa è stata la straordinaria partecipazione dell’uditorio, attento, coinvolto, emotivamente presente in ogni momento del dibattito. L’incontro non è stato una semplice successione di interventi, ma un’esperienza condivisa, vissuta con autentico trasporto da docenti, famiglie, studenti e ospiti, capaci di lasciarsi guidare in un percorso di riflessione profondo e coinvolgente.
A catturare l’attenzione dei presenti è stata la grande capacità comunicativa dei relatori, che hanno saputo coniugare spessore culturale, sensibilità umana e straordinaria forza narrativa.
Il Prof. Domenico Bilotti, docente di Diritto ecclesiastico presso l’Università Magna Graecia, con il suo intervento dal titolo “Giovanni il Ghibellino: la conversione di Francesco d’Assisi”, ha accompagnato il pubblico in un viaggio intenso dentro la dimensione più umana, complessa e rivoluzionaria della conversione francescana. La sua narrazione, rigorosa ma profondamente accessibile, ha saputo mantenere viva l’attenzione dell’intera platea, offrendo spunti di riflessione capaci di toccare mente e cuore.
Profonda, coinvolgente e fortemente attuale anche la testimonianza di Giovanni Aitollo, Frate Minore del Convento di Sant’Antonio, che ha affrontato il tema “L’attualità della vita di Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, a 800 anni dalla morte”. Le sue parole, semplici ma potenti, hanno restituito tutta la sorprendente modernità del messaggio francescano: la pace in un tempo di conflitti, la sobrietà in una società dominata dall’eccesso, la cura dell’altro in un mondo spesso segnato dall’indifferenza. Il pubblico ha seguito il suo intervento con attenzione palpabile, lasciandosi coinvolgere da una riflessione viva, concreta e profondamente umana.
A moderare l’incontro è stato il Dott. Enzo Cosentino, direttore de La Nuova Calabria, che con sensibilità, misura e profondità ha saputo orchestrare i diversi momenti della giornata, creando un dialogo armonioso tra il pensiero degli ospiti e la partecipazione emotiva dei presenti.
Ma il cuore più autentico della giornata restavano loro: i bambini.
Protagonisti assoluti dell’evento, hanno regalato una performance che, per intensità, spontaneità e qualità espressiva, può essere definita tra le migliori di sempre. Nella recitazione hanno mostrato sicurezza, partecipazione e sorprendente capacità interpretativa; nei canti hanno saputo trasmettere emozione, entusiasmo e una contagiosa gioia collettiva, conquistando il pubblico e strappando applausi sinceri e commossi.
Ogni parola pronunciata, ogni gesto, ogni nota cantata sembrava nascere da quella autenticità disarmante che appartiene solo all’infanzia. I loro sorrisi, i loro occhi pieni di stupore, la naturalezza con cui hanno vissuto il palco hanno trasformato l’iniziativa in qualcosa di molto più grande di una semplice rappresentazione scolastica: una vera esperienza di condivisione, capace di toccare profondamente tutti i presenti.
Nei loro volti si leggeva la stessa innocenza che Francesco cercava nel mondo. Nei loro piccoli gesti viveva quella “minorità” che il Santo indicava come via per incontrare davvero gli altri. Perché essere “minori”, nel linguaggio francescano, non significa essere meno importanti, ma scegliere l’umiltà, il servizio, l’ascolto. Significa abbassarsi per amare meglio.
E allora, osservando quei bambini, sembrava quasi di vedere riflessa l’anima stessa di Francesco: libera, luminosa, capace di stupirsi davanti alla vita.
In un tempo che spesso educa alla competizione, all’apparenza e alla velocità, questa esperienza ha ricordato a tutti una verità semplice e potentissima: il futuro può ancora nascere dalla tenerezza.
Forse è proprio nei bambini che il messaggio di Francesco continua a custodire la sua forma più pura. Perché loro non hanno bisogno di imparare la semplicità: la abitano naturalmente. Non devono sforzarsi di essere autentici: lo sono già.
Ed è lì, nella loro innocenza, nel calore di un uditorio profondamente coinvolto, nella forza delle parole dei relatori e nella straordinaria energia dei piccoli protagonisti, che il Giubileo francescano ha trovato il suo significato più profondo.


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