Alla Libreria Coriolano la storia di Manuel e Daniel Sirianni: quando la scrittura e la musica diventano libertà

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  03 giugno 2026 21:08

di CATERINA MURACA

Un incontro intenso, emozionante e capace di lasciare il segno quello ospitato alla Libreria Coriolano di Catanzaro in occasione della presentazione del libro “La casa dei ricordi” di Manuel Sirianni, giovane autore catanzarese autistico non verbale che ha trovato nella scrittura la propria voce e il proprio modo di comunicare con il mondo.

L'evento non è stato soltanto la presentazione di un romanzo, ma il racconto di una storia familiare fatta di coraggio, determinazione e riscatto. Accanto a Manuel erano presenti il fratello Daniel, anche lui affetto da autismo, e i genitori Oceania e Franco, che hanno condiviso con il pubblico il lungo percorso che ha portato i loro figli a esprimere talenti che per anni erano rimasti nascosti dietro il silenzio.

Attraverso la voce della madre è stata ripercorsa la storia di Manuel, considerato fino all'età di nove anni un bambino incapace di parlare, leggere o persino pensare. Un pregiudizio che è stato completamente ribaltato quando nella sua vita è entrato un computer. Grazie a una tastiera, Manuel ha finalmente trovato il modo di comunicare ciò che custodiva dentro di sé, sorprendendo tutti con la profondità dei suoi pensieri e con un talento straordinario per la scrittura.

Da quel momento è iniziato un percorso che ha cambiato la vita dell'intera famiglia. Durante gli anni della scuola media Manuel ha iniziato a recensire i libri del progetto Gutenberg e proprio grazie a una di queste esperienze è avvenuto un incontro destinato a segnare il futuro di Manuel. Durante una presentazione dedicata a un libro sull'autismo,Manuel ha conosciuto un'autrice che era anche editrice. Colpita dai suoi scritti, ne ha chiesti altri e ha deciso di pubblicare il suo primo libro. Da quel giorno il sogno di diventare scrittore ha iniziato a prendere forma, trasformandosi progressivamente in una concreta realtà.

Protagonista dell'incontro è stato naturalmente anche “La casa dei ricordi”, romanzo di formazione ambientato negli anni Ottanta che racconta la storia di Sara e Azzurra, due amiche unite da un legame profondo. Dietro il sorriso di Sara si nascondono però silenzi, paure e verità mai raccontate. Attraverso i ricordi, la memoria e la scoperta di segreti familiari, il libro affronta temi delicati come l'adolescenza, la crescita, il dolore e il valore dell'amicizia autentica, capace di arrivare dove spesso le parole non riescono ad arrivare.

Nel romanzo trova spazio anche Daniel, uno dei protagonisti della storia, a testimonianza del forte legame che unisce i due fratelli e delle esperienze condivise nel loro percorso di vita.

Durante la serata il pubblico ha potuto conoscere anche un'altra grande passione di Daniel: la musica. Se Manuel ha trovato nella scrittura il suo modo di esprimersi, Daniel ha scoperto nella musica uno strumento altrettanto potente. I genitori hanno raccontato come entrambi abbiano saputo costruire percorsi personali e autonomi attraverso linguaggi diversi ma ugualmente efficaci.

Particolarmente toccante la proiezione di alcuni video dedicati ai progetti a cui i due fratelli partecipano, tra cui "Modelli si nasce", iniziative che promuovono inclusione, autonomia e valorizzazione delle capacità delle persone con disabilità.

Uno dei momenti più emozionanti è arrivato quando Manuel ha scelto di comunicare direttamente con il pubblico attraverso il computer, scrivendo un pensiero che è stato letto in sala. Subito dopo Daniel ha regalato ai presenti alcuni brani eseguiti con la diamonica, ricevendo un lungo applauso.

L'incontro ha offerto anche una riflessione più ampia sul significato dell'inclusione. È emersa con forza la necessità di superare stereotipi e pregiudizi che ancora oggi portano molte persone autistiche a essere considerate incapaci o inadatte. Al contrario, le storie di Manuel e Daniel dimostrano quanto talento, sensibilità e intelligenza possano restare invisibili quando non vengono offerte le giuste opportunità.

Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo della scuola, chiamata a riconoscere e valorizzare le potenzialità di ogni studente, offrendo percorsi realmente inclusivi e consentendo a tutti di apprendere, crescere e partecipare alla vita sociale senza distinzioni.

Una serata che ha ricordato come ogni persona abbia il diritto di trovare la propria voce, qualunque forma essa assuma, e come la vera inclusione nasca dalla capacità di ascoltare ciò che spesso il silenzio cerca di raccontare.


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