"Allagamenti causati dalla mancata pulizia dei tombini", scatta la diffida del Codacons

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Francesco Di Lieto
  09 ottobre 2019 16:38

Ogni volta che si verificano precipitazioni, anche di modesta entità, lo scenario è sempre quello: una città in ginocchio.

Tanto poiché tombini e caditoie sono ostruiti da foglie, rifiuti d’ogni genere e terriccio.

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Il problema degli allagamenti è, infatti, tristemente attuale e rientra purtroppo nella normalità, trascinandosi di anno in anno, al punto che ad ogni pioggerellina si registrano danni a strade, abitazioni, attività commerciali e magazzini, nonché drammatici disagi alla circolazione veicolare.

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“Poiché siamo in autunno, stagione in cui le piogge non sono certo un evento inaspettato – sostiene al proposito Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons – riteniamo sia prioritario intervenire tempestivamente con la pulizia di tutti gli elementi connessi allo smaltimento delle acque meteoriche, per rimuovere i detriti e pulire, magari accuratamente, l’interno dei chiusini in maniera da far defluire le acque senza intoppi. Del resto l’art. 3 del TUEL attribuisce al comune la competenza in materia di gestione del territorio mentre l’art. 14 del Codice della strada, impone agli enti proprietari delle strade la loro manutenzione, controllo, gestione e pulizia nonché delle loro pertinenze e arredo, comprese attrezzature, impianti e servizi. Ne deriva – prosegue Di Lieto – l’obbligo in capo al Comune, nelle strade di propria competenza, di “garantire la funzionalità dei servizi di pulizia di caditoie e tombini da piante infestanti, accumuli di sedimenti pietrosi, sabbiosi e da qualsiasi altra cosa li ostruisca al fine di non limitare drasticamente l’efficienza idraulica dell’intera rete”.

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In mancanza dei necessari interventi – indispensabili se si pensa che con la prima pioggia autunnale, dopo pochi minuti, innumerevoli zone di Catanzaro erano divenute delle vere e proprie “piscine” – e in caso di danni si configura la responsabilità del Comune, ai sensi dell’art. 2051 c.c. "Ma anche dal punto di vista penale –incalza Di Lieto – la condotta del Comune potrebbe rilevare ai sensi degli artt. 328 c.p., omissione di atti d’ufficio nonché 450 c.p. ovvero inondazione colposa".

Da qui la decisione del Codacons di spedire una diffida a intervenire immediatamente con adeguate opere di pulizia di tombini, caditoie e griglie “al fine di prevenire e mitigare il rischio di allagamento” nonché “a comunicare mediante pubblicazione sul sito internet comunale e/o attraverso apposito comunicato stampa le date e le modalità di esecuzione degli interventi di pulizia e manutenzione di tombini e caditoie”.

"In mancanza – conclude Di Lieto – ci riserviamo di agire in tutte le sedi per tutelare la sicurezza e l’incolumità dei cittadini".

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