Alloggio popolare al quarto piano per vedova con figlie disabili a Catanzaro: interviene il Prefetto

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  17 aprile 2026 12:27

“In merito alla situazione drammatica vissuta dal nucleo familiare (composto anche da due figlie disabili e incapaci di deambulare) a cui è stato assegnato dal Comune di Catanzaro un alloggio popolare al quarto piano di un palazzo privo di ascensore, si registra favorevolmente, dopo l’appello svolto dalla madre delle due giovani donne disabili (LEGGI QUI) il puntuale intervento del Prefetto di Catanzaro, dott. Castrese De Rosa, che ringrazio caldamente, con una Nota trasmessa oggi al sottoscritto procuratore, al Commissario straordinario Aterp Catanzaro e al Comune di Catanzaro. Nella detta Nota il Prefetto di Catanzaro nel riscontrare l’appello della madre denota la gravità della situazione in cui si trova il detto nucleo familiare e il pregiudizio subito dallo stesso determinato dalla permanenza in un alloggio non idoneo e non accessibile deducendo, pertanto, ‘l’urgenza di rinvenire ogni iniziativa finalizzata al superamento della situazione segnalata, mediante l’individuazione di una sistemazione abitativa effettivamente idonea, accessibile e coerente con le condizioni di disabilità delle persone interessate’. A seguito, pertanto, del determinato e incisivo intervento del Prefetto di Catanzaro attendiamo ora che Aterp e Comune di Catanzaro agiscano senza ulteriori inerzie e individuino repentinamente una soluzione a tutela delle persone fragili ad oggi lese e discriminate”. Ad affermarlo è l'avvocato Francesco Pitaro, legale della donna.

LA NOTA DEL PREFETTO INDIRIZZATA AL SINDACO DI CATANZARO E AL COMMISSARIO STRAORDINARIO ATERP:

"È pervenuta all’attenzione di questa Prefettura documentazione afferente alla situazione della sig.ra, vedova e madre di due figlie in condizioni di grave disabilità, entrambe incapaci di deambulare, assegnatarie di un alloggio popolare ubicato al quarto piano di uno stabile privo di ascensore.
Dalla disamina degli atti emerge un quadro di straordinaria gravità, connotato da profili di evidente criticità sotto il versante umano, sociale e sanitario, che non può giustificare, a livello collettivo, e anche da parte di chi non ha una competenza specifica in materia, ulteriori
ritardi né, tantomeno, il permanere di condotte inerti. La persistente permanenza del predetto nucleo familiare in un immobile oggettivamente non accessibile e non compatibile con le condizioni delle persone ivi residenti determina, infatti, una situazione di concreto e attuale
pregiudizio per diritti fondamentali della persona, incidendo direttamente sulla dignità, sulla salute e sulle essenziali condizioni di vita delle interessate.
Il quadro risulta ulteriormente aggravato dalla circostanza che, nonostante le reiterate istanze già avanzate per il cambio dell’alloggio e nonostante la conclamata inidoneità dell sistemazione assegnata, allo stato non risulta essere stata adottata una soluzione effettiva,
adeguata e tempestiva. Dalla documentazione trasmessa si evince, inoltre, un recente aggravamento delle condizioni di una delle figlie, tale da rendere ancora più evidente l’assoluta improcrastinabilità di un intervento risolutivo.
Non può sfuggire che il protrarsi di una simile situazione, a carico di soggetti in condizioni di particolare fragilità, si pone in insanabile contrasto con i principi di tutela sostanziale della persona e con i doveri di protezione e presa in carico. In casi come quello in esame corre l’obbligo segnalare come l’azione amministrativa non possa arrestarsi dinanzi a ritardi procedimentali o burocratici, né può ritenersi sufficiente il mero richiamo a futuri
aggiornamenti istruttori, laddove sia già attuale una condizione abitativa gravemente lesiva dei diritti delle persone coinvolte.
In casi come quello in esame diventa urgente rinvenire ogni iniziativa finalizzata al superamento della situazione segnalata, mediante l’individuazione di una sistemazione abitativa effettivamente idonea, accessibile e coerente con le condizioni di disabilità delle persone interessate, anche ricorrendo eventualmente agli strumenti amministrativi derogatori che l’Ordinamento mette a disposizione.
In tale quadro, l’esposizione protratta al pregiudizio dei diritti fondamentali di soggetti particolarmente vulnerabili induce pertanto quest’Ufficio a seguire la vicenda con la massima attenzione, assicurando la disponibilità anche a momenti di confronto con tutti gli attori istituzionali investiti oltre che da specifiche competenze anche da precise responsabilità, per arginare una condizione che colloca il nucleo familiare in un quotidiano stato di compression della libertà di movimento, emarginazione di fatto e grave disagio personale e sanitario.
Si resta in attesa di urgente riscontro".

 


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