Alloggio popolare inaccessibile a Catanzaro: l'appello al Prefetto per due giovani disabili

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  15 aprile 2026 13:08

Il caso di una vedova catanzarese, madre di due figlie con gravi disabilità motorie, approda sul tavolo del Prefetto di Catanzaro dopo anni di attese rimaste senza risposta. Attraverso l'intervento legale dell'avvocato Francesco Pitaro, la famiglia ha formalizzato un appello affinché lo Stato intervenga a fronte di una situazione abitativa ritenuta insostenibile e lesiva dei diritti fondamentali.

Al centro della vicenda vi è l'assegnazione da parte del Comune di Catanzaro di un alloggio popolare situato al quarto piano di un edificio sprovvisto di ascensore. Tale collocazione rende di fatto impossibile la deambulazione e l'uscita delle due giovani donne dall'abitazione, determinando una condizione di isolamento forzato. Secondo quanto esposto dal legale, le reiterate istanze presentate all'amministrazione comunale nel corso degli anni per ottenere il cambio dell'alloggio o l'assegnazione di una casa idonea e accessibile non hanno prodotto alcun risultato concreto.

L'avvocato Pitaro sottolinea come l'immobilismo delle istituzioni locali stia traducendosi in una forma di discriminazione ed emarginazione ai danni di soggetti fragili, impossibilitati a vivere una quotidianità dignitosa a causa delle barriere architettoniche. La scelta di rivolgersi direttamente alla Prefettura nasce dunque dalla necessità di superare quello che viene definito un silenzio amministrativo prolungato del Comune, che avrebbe il dovere di garantire soluzioni abitative rispettose delle necessità dei propri cittadini più deboli.

L'istanza presentata alla massima autorità governativa sul territorio mira a scuotere l'amministrazione competente, affinché si proceda all'assegnazione immediata di un'abitazione che rispetti i criteri minimi di praticabilità. L'obiettivo dell'azione legale è quello di restituire alle due giovani donne il diritto a una casa dignitosa e accessibile, ponendo fine a una gestione burocratica giudicata disattenta e noncurante delle reali necessità di assistenza e mobilità del nucleo familiare.


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