AMA Calabria porta Sinatra al Comunale: applausi per Gianluca Guidi

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Teatro Comunale gremito per “Frank Sinatra. The Man and His Music”: musica, ironia e memoria personale in un racconto che ripercorre la storia del re dello swing e del traditional pop, dagli esordi a Manhattan fino alla consacrazione a Las Vegas.

  14 febbraio 2026 07:31

di GUGLIELMO SCOPELLITI

Ieri sera al Teatro Comunale il concerto “Frank Sinatra. The Man and His Music” ha portato Catanzaro dentro l’epoca d’oro dello swing. Protagonista Gianluca Guidi, che ha conquistato il pubblico attraverso un tributo brillante e ad un racconto capace di tenere insieme ironia e conoscenze.

Il progetto, nato nel 2015 per il centenario della nascita di Francis Albert Sinatra, prende avvio con The Lady is a Tramp, sostenuto dal trio guidato dal pianoforte di Claudio Colasazza, con Dario Rosciglione al basso e Alessandro Marzi alla batteria. Poi il registro si distende con All the Way, Come Fly with Me, Fly Me to the Moon e The Shadow of Your Smile”.

Nel mezzo, Guidi alterna musica e narrazione, ricostruendo gli anni della formazione di Sinatra, dal debutto giovanissimo con le orchestre locali fino al grande salto a Manhattan, Guidi accompagna gli spettatori davanti al Paramount Theatre, dove dalla finestra del camerino, ricorda, Sinatra osservava otto isolati di fila per l’acquisto dei biglietti, una distesa di Bobby Soxers - le giovanissime fan di Sinatra negli anni Quaranta - con le calze bianche indossate fino al ginocchio, simbolo di un’epoca che stava cambiando.

Dopo Mack the Knife e Moon River, la scaletta prosegue con “Solo più che mai”, versione italiana di “Strangers in the Night”, occasione per un passaggio personale che coinvolge Johnny Dorelli, padre di Guidi, e spesso accostato a Sinatra. Guidi racconta di un incontro mancato durante un concerto a Milano: “Mio padre teneva moltissimo a conoscerlo. Rimase incastrato dietro le quinte dopo averlo presentato al pubblico, quando riuscirono a liberarlo, Sinatra aveva già finito il concerto”.

Il racconto si sposta quindi a Las Vegas, nel deserto del Nevada, al Sands Hotel, dove Sinatra ridefinisce il concetto di spettacolo. Guidi descrive il teatro accanto al casinò, il meccanismo che conduce il pubblico dall’intrattenimento ai tavoli da gioco, poi inserisce un aneddoto personale che strappa risate: “Se vi esibite in un teatro di un casinò, non dite numeri sul palco. I numeri spingono il pubblico verso i tavoli da gioco, e rischiate di restare soli”.

Ampio spazio al Rat Pack, con Dean Martin e Sammy Davis Jr., e all’incisione del 1962 “Sinatra Live at the Sands”, realizzata con l’orchestra di Count Basie diretta da Quincy Jones. Con “That’s Life” l’atmosfera si scalda verso il gran finale. A quel punto Guidi si ferma un istante, guarda il pubblico e introduce “My Way”, l’ultimo brano con tono netto e categorico: “Questo è l’inno di Sinatra”.

A fine concerto il pubblico del Teatro Comunale ha risposto con un applauso lungo Guidi e i musicisti che lo hanno accompagnato sul palco, Claudio Colasazza al pianoforte, Dario Rosciglione al basso e Alessandro Marzi alla batteria. 


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