
. Il mare calabrese, come tutti i mari, non è proprietà dei soli Comuni costieri anche se essi possono trarne, evidentemente, i più immediati vantaggi. Esso è un bene per tutti e di tutti, anche, perciò, di quei Borghi che lo possono guardare solo da lontano e di quegli altri - numerosi - che non avendolo, nè vedendolo, sembrano destinati a rimanere imprigionati nella propria arcaica posizione.
Expo Fata - Fare Agricoltura, Turismo, Ambiente - in questa sua quarta edizione, concentra, in materia di turismo, la propria attenzione sul mare calabrese come bene indifferenziale, che deve ricucire e non produrre distinzioni, ponendosi anche come fattore di riequilibrio e pacificazione sociale.
L’Expo si svogerà a Catanzaro, dal 23 al 25 ottobre prossimi, nel Mercato Agroalimentare della Calabria - Comalca, in Viale Europa, Località Germaneto, negli spazi aperti recentemente ampliati e rinnovati, messi a disposizione dall’Ente gestore del Mercato Agroalimentare, e prenderà avvio subito dopo l’inaugurazione degli stessi prevista per il 21 ottobre 2026 alla presenza dell’ On Tommaso Foti, Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione.
L’Expo non eluderà la specificità turistica calabrese, ossia la sua presenza tra il mare Ionio e il mare Tirreno, i quali si contendono tutto il territorio interno: quest’ultimo costituisce, per Expo Fata, l’elemento di maggiore attenzione nell’ottica di invertire, sotto il profilo non solo ideale, il rapporto di forza tra mare e territorio.
Borghi, paesaggi, prodotti inconsueti del territorio ed enogastrononia di qualità caratterizzano - infatti - la parte interna e meno conosciuta della Calabria ma depositaria di potenzialità inespresse. La sede di questa ricchezza insiste, come noto, nei piccoli Comuni che, oltre ad essere “Municipi”, rappresentano vere e proprie identità territoriali che vanno oltre la tradizione ed affondano le radici in un patrimonio reale, fatto di luoghi e di case, oggi sottoposto al rischio di disentegrarsi col tempo nel disinteresse collettivo.
Interpretare, quindi, non più il mare come adiacenza di un territorio ma immaginare che siano le “terre emerse” a costituire una pertinenza del mare, terre abbandonate dalle acque nel corso della lunga storia dei luoghi e dei popoli, terre alle quali il mare e l’agricoltura possono insieme restituire occasione di sopravvivenza.
Expo Fata, con l’edizione 2026, intende rafforzare questo punto di vista e collocarsi sul fronte del diritto di tutti i cittadini allo sfruttamento delle risorse paesaggistiche, costiere e della pesca attraverso un percorso diretto a censire e monitorare lo stato delle coste, prima ancora di quello delle acque, non senza verificare che sulle stesse nessun abuso venga perpetrato e proseguito.
Di questo si discuterà nel corso della tre giorni a Comalca, dal 23 al 25 ottobre 2026, con le modalità e gli orari di cui al programma che sarà dettagliatamente reso noto nei prossimi giorni.
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