
"È davvero triste leggere sui social di cene, documenti e firme a sostegno del direttore generale dell’AMC, dott. Brancaccio, da parte di rappresentanti sindacali che dovrebbero avere come prima missione la tutela dell’azienda e, soprattutto, dei lavoratori.
I lavoratori, gli autisti e gli ausiliari del traffico raccontano da tempo una realtà fatta di difficoltà, malcontento e, a loro dire, continue vessazioni, giornalmente riceviamo segnalazioni in tal senso. E allora una domanda sorge spontanea: da che parte stanno ormai, alcuni e sottolineo alcuni, sindacati?
Robin Hood toglieva ai ricchi per dare ai poveri. Qui, invece, la sensazione che arriva dai lavoratori è esattamente opposta: si finisce per penalizzare chi è più debole, mentre vengono tutelate posizioni già privilegiate.
E poi c’è la questione dei conti dell’azienda. Se davvero, come emerge dai dati che dovranno essere verificati, a fronte di un incremento significativo della retribuzione del direttore generale si passa da un risultato positivo di oltre 300 mila euro del 2024 a un risultato negativo di circa 200 mila euro del 2025 è legittimo chiedersi se queste scelte siano sostenibili e nell’interesse dell’azienda e dei suoi dipendenti.
La domanda, dunque, è inevitabile: perché questo avvicinamento, questo avallamento, questo corteggiamento nei confronti del direttore generale?
Qualcuno ipotizza che possano esserci, dietro determinate prese di posizione, aspettative di promozioni, riconoscimenti o altri vantaggi. Non sta a noi fare insinuazioni: sta a chi ha responsabilità dimostrare, con fatti e trasparenza, che ogni scelta viene compiuta esclusivamente nell’interesse dell’azienda e dei lavoratori.
Noi continueremo a fare quello che riteniamo giusto: essere una voce libera, senza padrini e senza padroni, e difendere gli autisti, gli ausiliari e tutti quei dipendenti che oggi si sentono lasciati soli.
Lo faremo fino in fondo, nella speranza che la prossima amministrazione sappia finalmente riportare equilibrio, trasparenza e rispetto all’interno dell’azienda.
Perché è tempo di rimettere la Chiesa al centro del villaggio."
Così il consigliere comunale Sergio Costanzo.
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