Amianto, diagnosi fuori regione e ritardi nelle bonifiche: l’emergenza nascosta della Calabria (VIDEO)

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images Amianto, diagnosi fuori regione e ritardi nelle bonifiche: l’emergenza nascosta della Calabria (VIDEO)
Da sinistra: Sangiovanni, Bonanni, Micheli e Montilla

Rischi cancerogeni, la Calabria davanti a un’emergenza più grave dei dati: successo per la grande convention promossa dall'Osservatorio Nazionale Amianto

  30 gennaio 2026 16:03

di GUGLIELMO SCOPELLITI

I dati ufficiali sull’amianto in Calabria raccontano solo una parte dell’emergenza sanitaria reale, lasciando fuori centinaia di casi e un impatto epidemiologico ben più ampio di quello registrato. Una sottostima strutturale che incide sulla prevenzione, sulla sorveglianza e sulla capacità di intervenire in modo efficace su uno dei fronti più delicati della salute pubblica regionale.

Da questa consapevolezza ha preso avvio questa mattina la prima grande convention regionale dedicata in modo organico alla salute ambientale, promossa dall’Osservatorio Nazionale Amianto con il patrocinio della Regione Calabria, di Arpacal e dell’Ordine dei Medici di Catanzaro. L’incontro si è tenuto nella Sala Verde “Jole Santelli”, all’interno della sede della Giunta regionale nel quartiere Germaneto, a Catanzaro, con lo scopo di riunire istituzioni, sanità e mondo scientifico attorno a un’emergenza segnata da siti contaminati, ritardi nelle bonifiche e ricadute sanitarie ancora difficili da misurare nella loro interezza.

Dopo i saluti istituzionali dell’assessore Euralia Micheli, delegata dal presidente Occhiuto, quest'ultimo impegnato a Reggio Calabria al fianco del vicepremier e ministro Matteo Salvini; e del presidente dell’Ordine dei Medici di Catanzaro, Enzo Ciconte, il confronto ha preso rapidamente una direzione concreta, guidato dalla moderazione di Donatella Gimigliano, responsabile dell’Ufficio stampa dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

A dare il via ai discorsi sul tema ambientale è stato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, richiamando l’attenzione su una lettura parziale del fenomeno, legata ai soli casi censiti: I numeri del Registro Nazionale dei Mesoteliomi fotografano la punta dell’iceberg. Riguardano esclusivamente il mesotelioma e lasciano fuori l’intero spettro delle patologie asbesto-correlate oltre al sinergismo con altri agenti cancerogeni”.

Bonanni ha ricordato come in Calabria risultino ufficialmente 118 casi fino al 2021, a fronte di oltre 500 diagnosi effettuate fuori regione: “Questo elemento da solo racconta una sottostima strutturale. Molti casi sfuggono al censimento perché intercettati altrove o mai registrati dal sistema regionale”, un dato che pesa sulla capacità di sorveglianza e programmazione sanitaria.

Lo sguardo si è poi spostato sui nodi irrisolti, dal Centro Operativo Regionale alle criticità del SIN di Crotone. Su questo fronte è intervenuto Pasquale Montilla, oncologo e responsabile scientifico dell’ONA: “Nel SIN di Crotone parliamo di esposizioni croniche che hanno inciso sui processi biologici delle persone. Il modello sviluppato consente di misurare gli effetti diretti delle esposizioni attraverso analisi biologiche avanzate”. Montilla ha spiegato come questo metodo permetta di individuare una pressione tossica persistente e di anticipare la malattia.

Nel suo intervento Salvatore Siviglia, capo dipartimento Ambiente della Regione Calabria, che ha richiamato l’attenzione sul lavoro in corso sul fronte della conoscenza e della prevenzione: “Il primo obiettivo è arrivare a una mappatura completa di tutti i siti dove è presente amianto e radon in Calabria. Per raggiungere questo risultato stiamo interagendo con i Comuni per acquisire elementi di dettaglio che sono nella loro disponibilità”.

Siviglia ha poi annunciato un passaggio normativo già in agenda: “Abbiamo in calendario l’aggiornamento della legge regionale per adeguarla alla nuova normativa ”, anticipando anche un rafforzamento del rapporto con l’Osservatorio Nazionale Amianto.“Formalizzeremo la collaborazione con ONA attraverso un apposito protocollo di intesa”.

Nel corso della mattinata si sono susseguiti contributi istituzionali e scientifici, si segnala l’intervento in collegamento di Wanda Ferro, sottosegretario al Ministero dell’Interno, che ha richiamato l’attenzione sul rapporto tra tutela della salute, legalità e responsabilità pubblica, e quello di Gianfranco Filippelli, direttore generale di Arpacal, che ha fatto una disamina sul ruolo del monitoraggio ambientale e sul peso che i ritardi nelle bonifiche continuano ad avere sul territorio.

I dati ci sono, le competenze anche. Resta da capire se, oltre la diagnosi, questa regione sia finalmente pronta a scegliere il tempo dell’intervento.

 

 

 


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