Ammanco al COA di Catanzaro, gli Avvocati vanno avanti in tutte le sedi per recuperare i soldi sottratti

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  08 gennaio 2026 17:37

Si va avanti nell'azione giudiziaria per ricostruire gli ammanchi che si sono creati al Coa di Catanzaro. Oggi pomeriggio nuovamente il Consiglio dell'Ordine degli avvocati in maniera ordinaria si è riunito e ha discusso della vicenda.  Ad iniziare dalla ricostruzione del periodo di riferimento, dal 2003 ad oggi, e  dell'ammanco visto che la documentazione contabile è stata contraffatta. Ma soprattutto, come scritto  nella delibera,  ad individuare ogni azione utile  volta al recupero delle somme sottratte. 

Era il 16 dicembre scorso  quando con una comunicazione rivolta agli iscritti e pubblicata sul sito istituzionale del Consiglio dell’Ordine, l'avvocato Vincenza Matacera, presidente del Consiglio dell’Ordine Distrettuale degli Avvocati di Catanzaro aveva informato  l’Avvocatura del Foro di Catanzaro della grave vicenda che  interessava l' Ordine.

"Il 13 dicembre 2025 - scriveva - l’Avv. Daniela Rodolà, nella sua qualità di Consigliere Tesoriere (incarico ricoperto sino alle dimissioni rassegnate nella mattinata del 14 dicembre 2025), ha trasmesso al Consiglio dell’Ordine, per il mio tramite, una autodenuncia scritta avente ad oggetto il mancato versamento di somme sui conti dell’Ente  dichiarando che in data 11 dicembre 2025 le erano stati contestati dal consulente fiscale dell’Ordine mancati riversamenti e ammanchi sul conto corrente dell’Ente, per un importo che è attualmente oggetto di puntuale verifica." 

Poi, precisava che  "la gestione contabile del Consiglio dell’Ordine è avvenuta sotto l’esclusiva responsabilità dell’Avv. Rodolà sin dal momento del suo insediamento, avvenuto nel febbraio 2023, e che, pertanto, ogni mancato riversamento o ammanco risulta direttamente riconducibile alla sua condotta, come dalla stessa dichiarato per iscritto in sede di autodenuncia dove  l’Avv. Rodolà ha altresì riconosciuto la violazione degli obblighi connessi alla funzione di Tesoriere e l’inadeguatezza della propria condotta rispetto ai doveri d’ufficio, impegnandosi alla restituzione delle somme che saranno accertate. Considerata la gravità dei fatti e le evidenti violazioni dei doveri deontologici, in data 14 dicembre 2025 ho provveduto a trasmettere formale esposto al Consiglio di Disciplina territorialmente competente, con riserva di ogni ulteriore iniziativa a tutela dell’onorabilità dell’Ordine e di ciascun iscritto". 

Poi, a distanza di pochi giorni  la Guardia di Finanza  aveva acquisito documentazione contabile, elenchi e files dai computer dell'ufficio.  Del resto era stato lo stesso Ordine forense a chiedere  agli inquirenti di voler eseguire tutti gli accertamenti necessari presso gli uffici della Tesoreria dell’Ordine, "al fine di ricostruire ogni operazione indebita".

 


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