San Pantaleone, il miracolo che attraversa i secoli: Montauro in preghiera

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  07 febbraio 2026 10:53

di SETTIMIO PAONE


Il 5 febbraio, a Montauro, non è soltanto memoria del miracolo del 1783 e della protezione di San Pantaleone. È anche il giorno in cui la comunità riconosce i segni concreti di una fede che continua a generare legami e futuro. Quest’anno, la celebrazione si è raccolta attorno a due immagini forti: i giovani accompagnati da don Brunello Gallace Valente e il ritorno sull’altare di Padre Aldo Mercurio.

Durante la solenne celebrazione, officiata da don Brunello, l’attenzione dell’assemblea si è concentrata su tre ragazzi che il sacerdote segue da tempo in un cammino di fede serio e profondo. Don Brunello ha chiarito che si tratta di giovani provenienti dalla parrocchia da lui amministrata prima del suo arrivo a Montauro: ragazzi con i quali ha condiviso un percorso lungo, paziente, costruito nel tempo e portato avanti anche dopo il cambio di comunità. Una precisazione che ha dato il senso di una cura pastorale che non si interrompe con un trasferimento, ma continua nella responsabilità e nell’accompagnamento personale.

Il momento più intenso è giunto quando il sacerdote ha condiviso con l’assemblea la scelta di uno di questi ragazzi di intraprendere il percorso in seminario. Una notizia accolta con commozione autentica, come segno di speranza e continuità, capace di parlare non solo ai diretti interessati ma all’intera comunità raccolta in preghiera.

Accanto ai giovani, un altro segno carico di significato ha attraversato la liturgia: la concelebrazione di padre Aldo Mercurio. Montaurese di origine, studioso appassionato delle tradizioni e della storia religiosa locale, padre Aldo è tornato a celebrare su quell’altare che lo ha visto nascere alla vocazione. Un ritorno discreto ma intenso, accolto con affetto sincero, che ha unito idealmente passato e presente, radici e cammino.
Come da antica consuetudine, durante la celebrazione sono state esposte le reliquie di San Pantaleone: l’ampolla contenente il sangue e il frammento osseo, segni tangibili di una protezione che il popolo montaurese sente ancora viva e concreta. La chiesa, gremita in ogni ordine di posto, si è confermata ancora una volta troppo piccola per accogliere tutti i fedeli, raccolti in un clima di profonda partecipazione.

Le avverse condizioni meteorologiche non hanno consentito lo svolgimento della tradizionale processione per le vie del paese, ma questo non ha scalfito l’intensità della giornata, vissuta interamente nel raccoglimento e nella preghiera. Nel corso della celebrazione, don Brunello ha voluto ringraziare il commissario prefettizio Francesco Giacobbe, il comandante della Stazione dei Carabinieri di Gasperina, luogotenente Domenico Misogano, e il comandante della Polizia Locale Francesco Pisano, per la loro presenza e vicinanza alla comunità. Un ringraziamento sentito è stato inoltre rivolto a chi cura l’animazione liturgica, in particolare per i canti, e a tutte le persone che, dal suo arrivo a Montauro, offrono una collaborazione fattiva e quotidiana alla vita parrocchiale.

È stata una giornata solenne e intensa, nella quale Montauro ha celebrato non solo un miracolo che appartiene alla storia, ma anche una fede che continua a camminare nelle relazioni, nei giovani accompagnati con responsabilità e in chi, come padre Aldo Mercurio, torna alle proprie radici per ricordare che l’appartenenza non si perde mai.


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