
"Scampato il rischio di tornare al voto in questa primavera, la priorità dell’attuale giunta sembra essere quella di creare nuove difficoltà ai cittadini, anziché risolvere i problemi esistenti.
I catanzaresi dovrebbero venire prima di tutto, soprattutto quando si parla di servizi essenziali. Eppure, la recente decisione annunciata dalla vicesindaca Giusy Iemma – che introduce l’obbligo di prenotazione per il rinnovo della carta d’identità – rappresenta non solo un clamoroso autogol, ma anche un aggravio concreto per l’utenza.
Il problema è semplice e sotto gli occhi di tutti. Un cittadino che riesce a raggiungere Palazzo De Nobili – già reso poco accessibile dai recenti e discutibili cambi di viabilità – non potrà più accedere liberamente agli sportelli per rinnovare il principale documento di riconoscimento. Dovrà tornare indietro, poiché sarà necessario prenotare preventivamente un appuntamento tramite strumenti digitali come SPID o CIE.
Ma davvero si è riflettuto sulle conseguenze di questa scelta? Come dovrebbero orientarsi, ad esempio, molti anziani che non hanno familiarità con queste tecnologie?
Sia chiaro: l’innovazione digitale è fondamentale. Io stessa, in passato, ho sostenuto e introdotto strumenti digitali per ampliare l’accesso ai servizi anagrafici. Ma ampliare non significa sostituire. Offrire un’alternativa è ben diverso dall’imporre un’unica modalità di accesso, escludendo di fatto una parte della popolazione.
E non si tratta di teoria, ma di realtà già viste. Nella vicina città di Lamezia Terme, l’introduzione di un sistema analogo ha prodotto risultati evidenti: tempi di attesa dilatati fino a tre o quattro mesi per ottenere una carta d’identità. È questo il modello da seguire?
C’è poi un ulteriore elemento che merita attenzione. Mai, nella storia recente del Comune di Catanzaro, l’ufficio Anagrafe ha potuto contare su un organico così ampio (ed evito di citare promozioni ‘politicizzate’). Soprattutto, in confronto alla precedente Amministrazione, quando in pochissimi, con enormi difficoltà e sacrifici, hanno tirato la carretta. Eppure, invece di migliorare e potenziare i servizi per i cittadini, si assiste a una loro riduzione.
È un paradosso difficile da giustificare.
La proposta è semplice e di buon senso: affiancare ai servizi digitali modalità tradizionali, garantendo l’accesso agli sportelli. Si tratta di organizzare in modo più efficiente le risorse umane disponibili, al fine di rispondere adeguatamente alle esigenze di tutti i cittadini, compresi quelli della sede decentrata del quartiere Lido. Attualmente infatti, secondo quanto riportato proprio oggi dalla stampa, tre unità non riuscirebbero a sostenere il carico di lavoro che in passato era gestito da una sola persona.
L’obiettivo, è garantire un servizio equo e accessibile a tutti, senza distinzioni legate all’età o al livello di competenze digitali. Questo è il vero approccio democratico e inclusivo che una città merita.
Invece, l’amministrazione guidata da Fiorita appare più concentrata su scelte di principio – come la recente inversione di Corso Mazzini, che ha reso molto più difficoltoso l’accesso al centro cittadino – piuttosto che sul benessere reale della comunità.
È tempo di cambiare rotta e rimettere davvero al centro i catanzaresi".
Ad affermarlo, Alessandra Lobello, consigliere comunale Forza Italia.
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