Anniversario scomparsa Cesare Mulè, Franco Cimino scrive all'Accademica delle Belle Arti di Catanzaro

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images Anniversario scomparsa Cesare Mulè, Franco Cimino scrive all'Accademica delle Belle Arti di Catanzaro


  17 gennaio 2026 15:45

di FRANCO CIMINO

Caro e gentile direttore Piccari,
Sono trascorsi cinque anni, oggi( ieri ndr), dalla morte di Cesare Mule’. Per la famiglia e tutti i suoi cari e gli amici, ogni giorno di questi cinque anni é come fosse ieri. Anzi l’attimo in cui il suo esserci costantemente torna alla mente. Per la città di Catanzaro, la sua amata città, sono un tempo breve e infinito insieme. Questo tempo è segnato dalla crisi progressiva, che già parecchio prima, ha colpito, come un’alluvione quasi, il capoluogo. Sempre più in crisi di pensiero alto, di confronto intenso, di classe dirigente attrezzata sotto tutti gli aspetti. E sempre più distante della politica più autentica. Quella che all’interesse dei cittadini senza distinzione alcuna, sacrifica, anzi allontana, gli interessi di parte, di fazioni, di piccoli gruppi di piccolo potere organizzato intorno ad una sola persona o al massimo a un numero più ristretto di decisori, tra l’altro, sul poco o sul nulla, visto la insistente povertà generale in cui si trova Catanzaro. Il professoremulé, (tutto attaccato per come veniva chiamato), è stato un uomo di grandi qualità, proprio di quelle oggi mancanti largamente. Capacità anche rappresentative di tutti quei valori di cui ho detto sopra: uomo di pensiero alto, studioso attento e ricercatore rigoroso di testimonianze e documenti che dessero alle sue ricerche intorno alla vita delle comunità e della storia di Catanzaro e della Calabria, in particolare, o su altre tematiche, valore scientifico. Uomo di profonda cultura. Ma di quella vera, capace di produrre coscienza e conoscenza e pensiero autonomo e originale. Coerente sempre nel sostenere le proprie posizioni e coraggioso nel mantenere salde le idee in cui credeva. E democratico acceso nel metterle sempre con umiltà al servizio di un confronto vero, che arricchisse di freschezza ed energia la cultura e la democrazia. E la partecipazione da contagio, verso la ricerca della Bellezza, di cui siamo pieni, secondo il suo pensiero. Catanzaro è ricca, come la Calabria di bellezza. Cattolico praticante e di fede fervente, Cesare Mulè, sapeva tenere distinti i campi della fede da altri, insegnando che che i principi religiosi dovessero essere anche spinta alla laicità . E salvaguardati, questi principi, pur traendone ispirazione nella attività personale, dalla confusione che ne deriverebbe da una non lecita pratica “ politica” degli stessi. Fu anche per questo, un politico profondamente laico, attento difensore delle istituzioni e della loro stretta fedeltà alla Costituzione, la Carta per la quale egli aveva una passione enorme, quasi quanto quella per il Vangelo. Sulla sua lapide di marmo verde c’è scritto :” Cesare Mulè Storico” . Bello, semplice, sintetico di un tutto che egli era. A me piace estendere questa denominazione in quella espressione che desidero poter dire di tanti che hanno e fanno la più bella attività umana. Almeno una delle più belle, se vogliamo considerare anche l’arte vera dei veri artisti. Ecco questa: “Cesare Mulè, politico di cultura profonda, con le mani nella terra e gli occhi al cielo.” Per tutte queste ragioni, carissimo direttore e amico Virgilio, ti chiedo di fare intitolare se non tutta la sede, una delle più belle aule del monumentale edificio che ospita la nostra Accademia di Belle Arti, che tu guidi con straordinarie qualità. La ragione principale che giustifica la decisione é che Cesare Mulè ne è stato il primo presidente. E di più, con pochi altri, il fondatore di questa importante realtà. E l’uomo che l’ha difesa per lunghi anni da non pochi tentativi di indebolirla o anche di trasferirla altrove. Oltre che dalla indifferenza proprio di quella parte della politica, che con la cultura, diciamo, non andava molto d’accordo. Voglio aggiungere un motivo particolare, che ne potenzierebbe la decisione: il Comune, ha deliberato di intitolare all’illustre professore, la stupenda scala del Teatro Masciari che si dona armonicamente al palazzo De Nobile, sede del Comune del quale Mulè è stato sindaco molto amato. É una scelta che ho molto apprezzato. Dalla Scala e dal Palazzo comunale al palazzo dell’Accademia, vi è un piccolo tragitto, forse di soli duecento metri, che scorrono in quella via antica fortunatamente rimasta intatta. Questi tre palazzi, il Teatro, il Comune, la “ Scuola”, rappresentano simbolicamente la vita e la personalità di quest’uomo davvero grande. L’arte, la Cultura, la Storia, la Politica, la Bellezza. Che bello sarebbe! Certo della tua sensibilità, ti ringrazio dell’attenzione e sempre per il bel lavoro che fai per i nostri ragazzi, tutti, che all’amore per l’arte e per Catanzaro tu avvii.


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