Anniversario Strage di Via D'Amelio, Cufone (IdM Giovani): “Costruiamo memoria, conserviamola, tramandiamola. Rendiamo omaggio attraverso le azioni perché i lori sacrifici non siano vani” 

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images Anniversario Strage di Via D'Amelio, Cufone (IdM Giovani): “Costruiamo memoria, conserviamola, tramandiamola. Rendiamo omaggio attraverso le azioni perché i lori sacrifici non siano vani” 
Francesca Cufone
  20 luglio 2021 12:27

"Nel mese di Luglio ci sono diverse date storiche da ricordare. Dal più remoto 4 Luglio 1776 quando venne emessa la Dichiarazione di Indipendenza che segnò la nascita degli Stati Uniti d’America. Più avanti, il 14 Luglio 1789 la presa della Bastiglia che segna la caduta dell’ancien regime e la Rivoluzione Francese si batté su tre principi cardini: libertà, legalità e fratellanza. Nacque così la democrazia. Per quanto riguarda la storia del nostro Paese, a rimanere impresso nella memoria è quel 19 Luglio di ventinove anni fa: l’attentato a Paolo Borsellino. La strage di Via D’Amelio che ancora oggi attende verità e giustizia per chi sapeva che la sua vita era segnata e che: “Non sarà la mafia ad uccidermi ma altri”. Un’affermazione che divenne uno dei capisaldi nella lotta e in quella ricerca della verità che oggi ha palesato l’esistenza di una trattativa Stato e mafia. Due uomini, Falcone e Borsellino, due rappresentanti delle Istituzioni, due eroi segnati dallo stesso destino che avrebbe sicuramente cambiato le sorti di questo Paese che ha perso con loro un’occasione per abbattere la criminalità organizzata e ha smarrito poi il senso dello Stato e della giustizia. Un’assenza che si avverte ancor di più nella politica e che si riflette nella società e nella gestione del bene comune, dove la stessa libertà perde senso e valore".

Così Francesca Cufone, Commissario Regionale Italia del Meridione Giovani, ricordando la strage di Via D'Amelio. 

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"Nonostante il progresso economico e sociale degli ultimi decenni, -continua Cufone- la globalizzazione e la digitalizzazione che se da un lato hanno prodotto benefici, dall’altro hanno generato diseguaglianze all’interno dei paesi e tra i paesi. E la crisi economica post pandemia che ha avuto un impatto devastante nel mondo del lavoro e non solo, non ha fatto altro che svelarle e accentuarle. E quel concetto di giustizia sociale viene sempre meno e a pagarne le conseguenze sono per lo più i giovani e le donne. Queste le premesse di un ragionamento che apre ad un dibattito dove i giovani assumono un ruolo cardine non soltanto nella discussione ma anche nell’azione e nella politica. Punti cardini di L’Italia del Meridione. È importante fare leva su politiche per la ripresa e resilienza incentrate sulla persona, garantendo a tutti la possibilità di lavorare in maniera dignitosa e instaurando un dialogo tra Governi, istituzioni locali e attori sociali per definire quelle azioni necessarie a superare ogni gap e che significa riconoscere i diritti come persone e come lavoratori. In ultimo, non per importanza, c’è un’altra data importante da ricordare: il 18 Luglio, che dal 2010 è stato riconosciuto come “Mandela Day” (coincidente con il suo giorno di nascita avvenuto nel 1918), colui che dedicò la sua vita alla lotta all’aparthaid e per la quale venne arrestato, condannato e imprigionato per 27 lunghi anni. Pacificatore internazionale attraverso la cooperazione e la lotta non violenta, gli venne nel 1994 attribuito il Premio Nobel per la Pace e attraverso il suffragio universale in Sudafrica, fu eletto presidente della nazione".

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"Violenza, discriminazioni e diritti negati, disuguaglianze mancanza di cooperazione e giustizia sociale, legalità sono ancora le questioni su cui si discute e che gestisce processi e fenomeni da abbattere, in virtù anche di quelle Carte Costituzionali e diritti internazionali che ogni Stato e Governo dovrebbe fare propri. -aggiunge Cufone- Il ruolo delle Istituzioni è battersi affinché i principi cardini trattati nel lontano XVIII secolo, siano non soltanto sanciti ma soprattutto riconosciuti. La storia ci insegna che: ”Se i giovani si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c’è più scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull’ingiustizia”.

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"Facciamo memoria, costruiamo memoria, conserviamo, tramandiamola. -conclude- Rendiamo omaggio a queste persone attraverso le azioni perché i lori sacrifici non siano vani. E come affermò Borsellino: “Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”, ogni fatto umano ha avuto un inizio ed avrà anche una fine, deve averla!"

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