Antimafia a Guardavalle. Il Comune deve alla Regione quasi 2 milioni per il servizio idrico

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Il Consiglio Comunale di Guardavalle, l'intervento del sindaco Ussia

Il debito è riferito al periodo dal 1981 al 2004

  03 marzo 2021 19:09

di PAOLO CRISTOFARO

Si è insediata a Guardavalle, nel Catanzarese, la commissione antimafia (Umberto Pio Campini, Emanuela Currà, Gino Rotella) dopo l'avvenuto scioglimento dell'amministrazione, deciso dal Consiglio dei Ministri, per infiltrazioni mafiose (LEGGI QUI). Tra i primi atti del commissariamento appena avviato, apparsi sull'albo pretorio, la delibera relativa al piano per l'estinzione di un debito per il servizio idrico dell'Ente, riferito al periodo 1981-2004, di 1 milione 970 mila euro, già ridotto di ulteriori 339 mila euro di interessi, nei confronti della Regione Calabria. 

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La prima richiesta di rateizzazione dell'ingente debito, stando all'atto pubblicato, risalirebbe al settembre 2007 e due anni dopo, nel 2009, lo stesso Comune aveva intenzione di lavorare alla riscossione dei crediti da devolvere alla Regione. Da accordi intercorsi tra quest'ultima e l'amministrazione di Guardavalle, come sottolineato dal documento prefettizio, la somma totale del debito è stata appunto ridotta degli interessi, col mantenimento esclusivo della quota netta per il servizio erogato. Inoltre, stando a quanto deliberato dalla Regione Calabria nel 2019, quale alternativa per il versamento di somme riferite a debiti di questo tipo, ci si può avvalere anche delle proventi previsti per finanziamenti ai Comuni, l'Ente intende utilizzare appunto tali somme per compensare il dovuto. 

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La rateizzazione proposta al Comune - inserita in delibera dalla commissione prefettizia - prevede il pagamento di 20 annualità in rate da 98 mila euro circa ciascuno. Oltretutto, senza l'estinzione del debito per la fornitura idrica, il Comune di Guardavalle inottemperante non può accedere in alcun modo a nuovi finanziamenti regionali

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