
Una cura naturale per cani e gatti grazie ad un progetto finanziato dal ministero dell’università e della ricerca con fondi Prin2022 Pnrr
27 aprile 2026 15:32L’efficacia dei comuni antiparassitari per cani e gatti, a causa della crescente farmacoresistenza degli ectoparassiti, risulta essere inefficace. A questo problema si aggiunge la preoccupazione per gli effetti tossici cronici derivanti da un uso prolungato o improprio dei prodotti chimici.
In questo contesto, la comunità scientifica sta esplorando alternative naturali ed ecosostenibili, attraverso il progetto di ricerca “Development of a green veterinary pharmacology approach against long-termtoxicity of pesticides: from experimental models to clinical trials” ("Sviluppo di un approccio ecosostenibile alla farmacologia veterinaria per contrastare la tossicità cronica dei pesticidi: dai modelli sperimentali alla ricerca clinica") finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca con fondi PRIN2022 PNRR.
Il progetto, giunto a conclusione, ha visto la collaborazione dei gruppi di ricerca dell’Università Magna Græcia di Catanzaro, dell’Università della Calabria e dell’Università di Messina. L’oggetto dello studio si è basato sugli oli essenziali estratti da piante del Mediterraneo, in particolare agrumi e Lamiaceæ (come rosmarino, timo e lavanda), scelta motivata da due vantaggi principali. In primo luogo, gli oli essenziali presentano una bassa tossicità ambientale, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo; in secondo luogo, essendo composti da decine di molecole diverse, hanno attività su bersagli multipli del parassita, rendendo molto più difficile lo sviluppo di resistenza rispetto ai principi attivi sintetici a singolo bersaglio.
Le attività di ricerca si sono articolate in tre fasi: l’Università della Calabria ha curato l’estrazione e la caratterizzazione chimica dei fitocomplessi, l’unità operativa di Catanzaro ha condotto saggi in vitro che hanno confermato una potente azione acaricida degli oli e dei loro costituenti principali, mentre l’Università di Messina ha avviato le prime sperimentazioni in vivo. I risultati evidenziano un divario significativo tra l’efficacia dimostrata in laboratorio e l’applicabilità pratica sul campo, perché gli oli essenziali sono caratterizzati da un’elevata volatilità che ne riduce la persistenza sul mantello dell’animale. Inoltre, la loro composizione varia in funzione della specie vegetale, della stagione di raccolta e del metodo di estrazione, rendendo problematica la standardizzazione del prodotto. Infine: mancano ancora studi clinici rigorosi condotti su animali da compagnia in condizioni reali.
Alla luce di queste evidenze, le priorità future della ricerca includono: sperimentazioni cliniche sul campo, studi farmacocinetici per comprendere l’assorbimento, la distribuzione, il metabolismo e l’eliminazione degli oli essenziali nell’organismo degli animali da compagnia, lo sviluppo di metodi di test standardizzati e il monitoraggio della resistenza. Solo attraverso questi passaggi sarà possibile verificare se i vantaggi teorici (meccanismi multi-bersaglio, ridotto impatto ambientale e accettabilità da parte dei proprietari) possano tradursi in strumenti terapeutici realmente efficaci e sicuri.
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