Appalti pilotati nel Crotonese, il gup respinge le richieste: ci sarà il giudizio immediato

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Appalti pilotati nel Crotonese, il gup respinge le richieste: ci sarà il giudizio immediato


  16 settembre 2026 17:05

Il gup di Crotone Elisa Marchetto ha respinto la richiesta di riti alternativi avanzata dall’ex vice presidente della Provincia ed ex consigliere comunale di Crotone, Fabio Manica, e dall’imprenditore Giacomo Combariati, coinvolti nell’inchiesta della Procura di Crotone denominata ‘Teorema’ che ha alzato il velo su una serie di appalti assegnati – secondo gli inquirenti - dall’ente a ditte e professionisti vicini in cambio di tangenti. 

In particolare Manica sarebbe stato il ‘dominus’ di una associazione per delinquere che avrebbe gestito il meccanismo fraudolento. Per questo nel marzo scorso la guardia di finanza di Crotone aveva notificato un avviso di garanzia all’ex amministratore provinciale e ad altre 19 persone, oltre a eseguire un sequestro di beni per circa 400 mila euro, con le accuse a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, falso in atto pubblico, truffa e frode nelle pubbliche forniture.

Nel successivo mese di aprile, quindi, il giudice per le indagini preliminari Assunta Palumbo, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto la custodia cautelare in carcere per Fabio Manica e per Giacomo Combariati, ritenuto dagli inquirenti il suo braccio destro e che avrebbe messo a disposizione del gruppo le sue società destinatarie di affidamenti pubblici; il gip ha inoltre disposto gli arresti domiciliari per i professionisti Luca Bisceglia e Rosaria Luchetta che avrebbero svolto funzioni di supporto costituendo società ad hoc, ricevendo incarichi professionali, mettendo a disposizione le proprie competenze per recuperare finanziamenti, corrispondendo e ricevendo le quote pattuite.

Divieto di dimora nel territorio provinciale è stato notificato infine all’avvocato Francesco Manica, fratello di Fabio, che avrebbe garantito assistenza legale al sodalizio suggerendo la partecipazione formale della moglie per mascherare la compagine societaria. Nel luglio scorso, quindi, la Procura ha avanzato richiesta di giudizio immediato a carico dei cinque destinatari delle misure cautelari che è stata accolta dal gip. Fabio Manica ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato condizionato all’audizione di cinque testi e al deposito di una perizia tecnica di parte. Combariati, invece, ha chiesto di patteggiare una pena a 2 anni e 11 mesi di reclusione ottenendo il consenso del pubblico ministero.

Oggi, tuttavia, la gup Marchetto ha rigettato entrambe le istanze per cui sia Manica che Combariati dovranno comparire davanti ai giudici del Tribunale di Crotone per il giudizio immediato insieme agli altri tre indagati. La prima udienza è fissata per il 14 ottobre prossimo.