
di CARLO MIGNOLLI
“Da domani mi aspetto cattiveria agonistica, senza perdere la nostra umiltà”. Con queste parole il tecnico giallorosso Alberto Aquilani apre la conferenza stampa alla vigilia di Catanzaro-Reggiana, gara valida per la 23ª giornata del campionato di Serie BKT, in programma domani 7 febbraio alle ore 15:00 allo stadio “Nicola Ceravolo”.
Il mister entra subito nel clima partita, collegando l’analisi della gara al momento vissuto dalla squadra:“È stato un mese complicato - spiega - abbiamo fatto un punto in quattro partite e questo per me è il primo pensiero. Abbiamo fatto anche buone prestazioni, ma i risultati non sono arrivati e questo deve farci riflettere”. Aquilani non cerca alibi, ma indica con franchezza cosa è mancato: “Quando giochi bene e perdi, non va bene. Devi giocare bene per vincere”.
Inevitabile un passaggio sul mercato di gennaio, definito senza giri di parole: “Parlandolo con chiarezza, il mercato lascia settimane tossiche per noi”, ammette l’allenatore, pur ridimensionandone l’impatto sul suo lavoro quotidiano: “Può togliere qualcosa a livello di attenzione e concentrazione, ma io questa cosa l’ho stoppata subito. Chi vedevo andare in quella direzione, per me era fuori”.
Aquilani ribadisce come, al netto delle voci e delle trattative, il suo focus sia sempre stato il campo: “A me il mercato non ha toccato molto. Io ho una squadra che mi dà tutte le garanzie di cui ho bisogno e sono molto contento dei calciatori che ho”. Il giudizio finale sul mese è netto: “È stato brutto più per i risultati che per il mercato”.
Ampio spazio viene dedicato alla vicenda Cisse, che ha portato il giovane talento all’attenzione del calcio europeo: “L’orgoglio non deve essere solo mio, ma di tutta la città. Abbiamo contribuito a far arrivare un ragazzo di 18 anni, dalla Primavera del Verona, a essere acquistato da una società come il Milan”. Il tecnico racconta anche il suo primo pensiero, istintivo e sincero: “All’inizio mi veniva da pensare che fossero tutti contenti tranne me, perché potevo essere l’unico a rimetterci”. Un pensiero durato pochissimo: “Poi mi sono messo nei panni del ragazzo e della sua famiglia. Per me è stata una gioia enorme”.
Il rapporto con il ragazzo classe 2006 viene descritto come un percorso di crescita totale: “È stato quasi un lavoro da padre a figlio, non solo tecnico-tattico, ma umano. Quando alzi il livello, un ragazzo della sua età va accompagnato”. E sulla gestione del ritorno da Milano: “Sa che ora ha gli occhi addosso. Avrà più attenzioni e più critiche, sbaglierà, farà partite buone e meno buone. Il suo compito è reggere tutto questo”.
Aquilani accoglie con soddisfazione anche i dati del CIES citati in conferenza, che inseriscono due giovani del Catanzaro (Cisse e Favasuli) tra i migliori cento under a livello mondiale: “Sono cose che mi porto dentro, riempiono la mia anima. Non le pubblicizzo, ma per me hanno un valore enorme”. Ma il tecnico chiarisce subito il concetto chiave: “Io non faccio l’allenatore di Cisse o di Favasuli, io faccio l’allenatore del Catanzaro. Bisogna produrre calciatori, ma soprattutto portare risultati”.
Dal punto di vista tattico, sulla possibilità di vedere Cisse e Liberali dietro Iemmello, Aquilani afferma: “É una soluzione, sono tre calciatori bravi e a me i calciatori bravi piacciono. Vedremo nel corso delle partite cosa ci può dare più equilibrio”.
Capitolo rinforzi. Aquilani invita alla pazienza: “Quando arriva un ragazzo nuovo c’è subito curiosità, a volte anche voglia di criticarlo”, scherza. Su Fellipe Jack ed Esteves è chiaro: “Sono opportunità di mercato che sposano la nostra filosofia, ma sono giovani e non ancora pronti magari per giocare subito, ma potenzialmente molto bravi”. Diverso il discorso per Koffi: “È un giocatore che stava giocando con continuità e penso possa darci una grossa mano”.
Guardando all’avversario, la Reggiana, il tecnico giallorosso non sottovaluta nulla: “Affrontiamo una squadra che ha cambiato molto, ben allenata e con caratteristiche precise. In Serie B sono tutte partite complicate. Dobbiamo migliorare le cose che abbiamo sbagliato nell’ultimo mese. Da domani mi aspetto cattiveria agonistica, perché abbiamo fatto buone partite, ma siamo tornati a casa con zero o un punto”.
Sul mercato in uscita, il tecnico confessa una delusione più di sistema che personale: “Non ce l’ho con i ragazzi o con il direttore, ma non riesco a concepire come un calciatore possa andare via a cinque minuti dalla fine del mercato”. Infine, un messaggio forte sulla rosa e sugli attaccanti: “Il miglior acquisto è stato consolidare i calciatori che ho, Pompetti e Di Francesco sono da considerare due acquisti. Il miglior attaccante lo abbiamo già: Iemmello. E Pittarello è il giocatore migliore per giocargli vicino”.
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