di ANTONIO ARGENTIERI PIUMA
“Voglio una squadra che ha entusiasmo, spavalda, leggera che ci crede”.
Così, il tecnico del Catanzaro Alberto Aquilani, alla vigilia della gara esterna con lo Spezia, in programma domani era alle ore 21 allo stadio Picco di La Spezia
“Sarà una partita difficile contro una squadra strutturata che ha fatto la finale play-off e dimostra di avere grande valore. Le partite sono tutte complicate e le squadre sono diverse, ma voglio una squadra che ci crede e deve migliorare rispetto al Südtirol, ma abbiamo fatto una buona settimana e siamo motivati”.
Dubbi e certezze “Ci sono sempre e abbiamo analizzato la gara precedente. Certo, a caldo ti rimane quella voglia di dare una soddisfazione al pubblico, era l’esordio, ma il fatto do averla recuperata è un segnale importante. Al secondo tempo volevamo anche vincerla, ma forse non abbiamo fatto così tanto per portala a casa. Bisogna avere più personalità anche individuale per vincere duelli. Quando diciamo di alzare l’asticella i dubbi me li danno i calciatori che si allenano bene, ma questi dubbi lo voglio avere tutte sempre.
Dna preciso “Se noi pensiamo che dobbiamo fare la partita come l’ha fatta il Südtirol vi dico di no e dobbiamo forzare un certo tipo di calcio. Se crediamo in qualcosa dobbiamo portarlo avanti. Bisogna analizzare ciò che sono vantaggi. Il modulo è variabile a secondo delle partite che giochiamo. Abbiamo certezze e non certezze. Biasci è andato via e quindi dobbiamo valutare altre scelte. Dall’1 settembre in base ai calciatori che ci sono decideremo il da farsi”.
Spezia “ una squadra che proverà a venir fuori forte e dobbiamo capire i vantaggi e muoverci bene, e se si tratta di duelli bisogna saperli vincere”.
Di Francesco “E’ un giocatore che ho chiesto non so con certezza se verrà ma ha la gamba diversa per la Serie B, una personalità spiccata e può dare la giocato individuale ed esperienza ai giovani”.
Petriccione “E’ un giocatore molto importante e ho chiesto il suo rinnovo del contratto. Abbiamo scelto di giocare a 2, mentre l’anno passato giocavate a 3, ma in base a ciò che vedo schiero i calciatori. Jacopo è senza dubbio un titolare di questa squadra”.
Calciomercato E’ così e si stringendo l’imbuto, gli obiettivi sono quelli un po’ per tutti. Si arriva sempre alla fine per fare determinate scelte forse è una cultura italiana non lo so ma è chiaro che ad un allenatore farebbe piacere avere i calciatori prima ma la società è seria e sta lavorando per alzare l’asticella”.
Esterni offensivi “Di Francesco viene perché non siamo così tanti. D’Alessandro è più bravo a giocare a sinistra che a destra e ho sempre giocato a piede invertito, ma sono tanti per un altro tipo di calcio”.
I giovani “Tanti giovani alla prima? Non mi pento delle scelte fatte e poi hanno fatto bene e mi aspetto di più da alcuni, ma ci sta”
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