
ArciCalabria esprime sostegno totale e condivide pienamente la nota della Filcams Calabria sulla vicenda del ritrovamento di cannabis negli spazi dell’Università Magna Graecia di Catanzaro. Come da loro denunciato, la proposta del rettore di sospendere le lezioni è una reazione sproporzionata e punitiva che devia l’attenzione dai veri problemi strutturali del nostro sistema universitario e della società calabrese.
Mentre il precariato dilaga tra docenti e personale ATA, con contratti precari che umiliano anni di studio e impegno, e i giovani vengono criminalizzati per condotte personali che altrove sono già depenalizzate, chi ha stabilito che quella cannabis appartenesse per forza a uno studente? Senza prove certe, si scatena un allarme ingiustificato che ignora le emergenze reali: aule sovraffollate, fondi per la ricerca ridotti all’osso, tassi di abbandono scolastico tra i più alti d’Italia. Questa è l’ipocrisia del proibizionismo, che trasforma un episodio privato in una caccia alle streghe, alimentando invece di risolvere i guasti sociali.
A questo si aggiunge l’ennesimo capitolo dell’approccio securitario delle destre, che oggi si concretizza nella militarizzazione dell’ateneo con l’invio di forze dell’ordine e presidi armati, come riportato nelle cronache di queste ore. Un’università non è un campo di battaglia, ma un luogo di sapere e confronto: trasformare spazi di libertà in zone sorvegliate trasforma studenti e lavoratori in sospetti, evocando derive autoritarie che Arci ha sempre combattuto con fermezza antifascista e antiproibizionista.
ArciCalabria condivide l’appello di Filcams Calabria per il ritiro immediato della proposta di sospensione delle lezioni, per programmi educativi basati sulla riduzione del danno con spazi di informazione e supporto per tutta la comunità universitaria, e per una riforma nazionale che decriminalizzi il consumo personale di cannabis regolandone produzione e distribuzione legale. Così si smantellano le mafie, si garantisce qualità e sicurezza, e si investe davvero in welfare studentesco, diritti del lavoro e prevenzione, lasciando da parte la repressione che non educa ma divide e fallisce.
Le priorità sono cristalline: combattere il precariato che schiaccia generazioni, smettere di criminalizzare i giovani per nulla e respingere la logica securitaria che soffoca la democrazia. Solidarietà totale a Filcams Calabria e avanti uniti per un’università giusta e libera".
Lo scrive Rosario Bressi, Presidente ArciCalabria.
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