
di CARLO MIGNOLLI
Un nuovo passo nel percorso di rilancio dell’area urbana compresa tra Catanzaro e Lamezia Terme. Si è svolta questo pomeriggio, nella Sala Verde della Cittadella regionale, l’assemblea degli aderenti al Movimento, occasione di confronto sulle prospettive di sviluppo della zona centrale della Calabria. Al centro del dibattito, i temi strategici per il territorio: infrastrutture, mobilità, servizi socio-sanitari e turismo, con l’obiettivo di costruire una visione condivisa e concreta per il futuro dell’area.
Ad aprire i lavori, coordinati dall’onorevole Italo Reale, è stato il presidente del Movimento, Piero Amato, seguito dall’intervento del vicepresidente della Giunta regionale Filippo Mancuso. Nel corso dell’assemblea sono state presentate anche le relazioni tecniche delle commissioni tematiche: dallo sviluppo territoriale alla mobilità, dalla sanità al turismo, fino al lavoro e al coinvolgimento delle nuove generazioni.

A margine dell'incontro, Amato ripercorre le origini del progetto e ne sottolinea l’attualità: afferma che “l’obiettivo è partito nel ’91, quando istituzioni e territori sottoscrissero un’intesa importante. Da allora c’è stato entusiasmo e sono nate diverse iniziative, dalle infrastrutture ai collegamenti con università e Regione”. In merito alla visione complessiva, aggiunge che “la vera città metropolitana è questa area, dove si concentrano servizi, trasporti, aeroporto e rete ferroviaria”. Amato richiama poi il tema dello spopolamento: “Catanzaro è passata da 100 mila a 83 mila abitanti, segno di una crisi evidente. Se riusciremo a rilanciare questo progetto, sono ottimista sullo sviluppo della zona centrale della Calabria”.

Sulla necessità di passare dalle parole ai fatti interviene Filippo Mancuso, che dichiara: “Non si tratta di rilancio, ma di affrontare concretamente una questione rimasta troppo a lungo sul piano ideologico e mediatico”. In merito alla programmazione territoriale, aggiunge: “Il QTRP del 2016 prevedeva la suddivisione della Calabria in sette aree. Abbiamo scelto di partire da Catanzaro-Lamezia perché è la più strategica”. Mancuso evidenzia inoltre le criticità legate alla pianificazione: “Solo pochi comuni hanno redatto i PSC, e senza strumenti adeguati è difficile uno sviluppo organico”. L’obiettivo, conclude, è “creare infrastrutture e dare una visione coerente a un’area fondamentale per la regione”.
A sottolineare il ruolo delle istituzioni interviene anche il presidente della Provincia di Catanzaro, Mario Mormile, che afferma: “Si tratta di un’iniziativa importante che punta a dare concretezza a un’idea vincente, soprattutto sul piano infrastrutturale”. In merito al concetto di area vasta, aggiunge che “la provincia ha nella sua mission proprio la realizzazione di questo modello, che deve tradursi in interventi concreti sul territorio”. Mormile evidenzia poi la necessità di sinergia tra i poli principali: “Catanzaro e Lamezia, insieme all’hinterland, devono lavorare in modo coordinato per dare forza a questa visione”. E conclude: “È un progetto che può restituire fiducia ai cittadini e valorizzare un’area centrale per troppo tempo penalizzata. Noi ci siamo”.
Tra i punti all’ordine del giorno anche la delibera della Giunta regionale n. 112 del 25 marzo 2026 e le proposte elaborate dalle commissioni su pianificazione sovracomunale, mobilità, attività socio-economiche, cultura, spettacolo, turismo e costituzione del Movimento giovanile. Le conclusioni sono state affidate a Mario Tassone, presidente onorario del Movimento.
Secondo i promotori, il progetto dell’Area Urbana Catanzaro-Lamezia rappresenta una delle principali opportunità strategiche per la crescita della cosiddetta “Calabria media”, grazie alla creazione di una rete integrata di servizi e infrastrutture capace di superare frammentazioni e localismi. In un contesto segnato da difficoltà economiche, sociali e sanitarie, aggravate dallo spopolamento e dall’emigrazione giovanile, il Movimento ribadisce la necessità di una visione condivisa che coinvolga istituzioni, università, professioni e associazioni. Le numerose adesioni registrate negli ultimi mesi vengono lette come un segnale concreto dell’interesse crescente verso un progetto che mira a rafforzare il ruolo strategico dell’area centrale della Calabria.
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